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Gli studi controllati e randomizzati suggeriscono che gli zuccheri aggiunti non siano i principali responsabili dell’aumento del rischio di obesità e diabete

29-07-2016

Rippe JM, Angelopoulos TJ.
Eur J Nutr. 2016 Jul 14. [Epub ahead of print]

L’impennata mondiale di obesità, diabete di tipo 2, cardiovasculopatie e malattie epatiche (NAFLD, cioè la steatoepatia non correlata all’abuso di alcol) non sembrerebbe imputabile, in prevalenza, al consumo di zuccheri aggiunti. Lo dimostrano i risultati delle ricerche randomizzate più recenti.
Le osservazioni più rilevanti al proposito vengono dai molti paradossi rilevati nel mondo: da quello australiano (dove la riduzione dello zucchero nelle bevande pari al 10% è andata di pari passo con un aumento di diabete e obesità), a quello canadese e statunitense, dove la riduzione del consumo complessivo di zuccheri aggiunti, pari al 15% in 10 anni, non ha frenato l’incremento di diabete, obesità e patologie correlate.
Del resto, si è anche visto (dati statunitensi) che l’aumento dell’introito calorico quotidiano rilevato dal 1970 al 2010, pari a 474 Kcal per persona, è per il 93% attribuibile a nutrienti diversi dagli zuccheri aggiunti: anche per questo motivo, argomentano gli Autori di questa review, focalizzare le linee-guida sulla restrizione degli zuccheri aggiunti per ridurre diabete e obesità è una politica probabilmente destinata a limitato successo.
Ancora: poiché al fruttosio aggiunto (non a quello presente nella frutta) sono state attribuite specifiche responsabilità nell’aumentare il rischio di NAFLD, gli Autori hanno riesaminato tutte le ricerche condotte in merito, rilevando che, per livelli di consumo usuali, il fruttosio aggiunto non si associava in realtà ad alcun aumento del rischio.
In conclusione, gli Autori fanno presente come, dalla ricerca, non emergano dati che confermino un ruolo individuale e preponderante degli zuccheri aggiunti e, in particolare, del fruttosio, nell’aumento del rischio di diabete di tipo 2, obesità, steatoepatia non alcolica e malattie cardiovascolari. Gli zuccheri aggiunti contribuiscono al problema in quanto fonti caloriche, esattamente come gli altri nutrienti. L’approccio a queste epidemie, precisano gli Autori, potrà ottenere risultati soltanto se considererà adeguatamente tutti i nutrienti ad alta densità energetica (compresi gli zuccheri aggiunti) che entrano nell’alimentazione media di una popolazione, per riequilibrarne l’apporto, promuovendo nel contempo un deciso incremento dell’attività fisica.

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

Sugars, obesity, and cardiovascular disease: results from recent randomized control trials.

The relationship between sugar consumption and various health-related sequelas is controversial. Some investigators have argued that excessive sugar consumption is associated with increased risk of obesity, coronary heart disease, diabetes (T2D), metabolic syndrome, non-alcoholic fatty liver disease, and stimulation of reward pathways in the brain potentially causing excessive caloric consumption.
These concerns have influenced organizations such as the World Health Organization, the Scientific Advisory Committee on Nutrition in England not to exceed 5 % of total energy and the Dietary Guidelines for Americans Advisory Committee 2015 to recommend upper limits of sugar consumption not to exceed 10 % of calories.
Data from many randomized control trials (RCTs) do not support linkages between sugar consumption at normal levels within the human diet and various adverse metabolic and health-related effects. Fructose and glucose are typically consumed together in roughly equal proportions from high-fructose corn syrup (also known as isoglucose in Europe) or sucrose.
The purpose of this review is to present data from recent RCTs and findings from recent systematic reviews and meta-analyses related to sugar consumption and its putative health effects. This review evaluates findings from recent randomized controlled trials, systematic reviews and meta-analyses into the relationship of sugar consumption and a range of health-related issues including energy-regulating hormones, obesity, cardiovascular disease, diabetes, and accumulation of liver fat and neurologic responses. Data from these sources do not support linkages between sugar consumption at normal levels within the human diet and various adverse metabolic and health-related effects.

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