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Grassi polinsaturi contro il rischio di morte improvvisa

08-08-2012

Chiuve SE, Rimm EB, Sandhu RK, Bernstein AM, Rexrode KM, Manson JE, Willett WC, Albert CM.
Am J Clin Nutr. 2012 Aug 1. [Epub ahead of print]

Un elevato apporto alimentare di acidi grassi polinsaturi della serie omega-3 ha effetti favorevoli sul rischio di morte cardiaca improvvisa, secondo molti studi. Negli ultimi anni, inoltre, sono emerse evidenze a supporto dei benefici cardiovascolari dei polinsaturi totali e dei polinsaturi della serie omega-6, anche se non sulla morte improvvisa.
In questo studio prospettico, sono stati analizzati i dati relativi a 91.891 donne, con età compresa tra 34 e 59 anni, reclutate nel 1980 nell’ambito del Nurses\' Health Study. L\'apporto con la dieta delle diverse tipologie di acidi grassi, determinato grazie alla compilazione di appositi questionari di frequenza di consumo, ed espresso come percentuale dei lipidi totali, è stato messo in relazione con il rischio di morte cardiaca improvvisa nell’arco di 30 anni.
Il rischio relativo è risultato aumentato del 44% (RR=1,44) per le donne appartenenti al quintile più alto di consumo di grassi saturi e ridotto del 43% (RR=0,57) per coloro che appartenevano invece al quintile più alto di livelli di assunzione di grassi polinsaturi (RR=0,49 e 0,61 per gli omega-3 e gli omega-6, rispettivamente). L’apporto di omega-6 con gli alimenti, in particolare, non influenzava l’associazione protettiva tra apporto di omega-3 e rischio di morte improvvisa per cause cardiache.
In conclusione i risultati di questo lavoro confermano che la quantità di grassi polinsaturi totali assunti con gli alimenti, espressa come percentuale dei grassi complessivi della dieta, è inversamente associata al rischio di morte improvvisa, e supportano pertanto l’importanza della sostituzione dei saturi con i polinsaturi per la prevenzione della mortalità cardiovascolare improvvisa.

Glossario

  • Grassi saturi

    Grasso solidi a temperatura ambiente. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. I saturi si trovano nei latticini ricchi di grassi come formaggio, latte intero, burro, nelle carni, nella pelle e nel grasso di pollo e tacchino, nel lardo, nell’olio di palma e di cocco. Hanno lo stesso apporto calorico degli altri grassi e possono contribuire all’aumento di peso se consumati in eccesso. Una dieta ricca di grassi saturi può anche elevare il tasso di colesterolo nel sangue e quindi il rischio di patologie cardiache.

Dietary fat quality and risk of sudden cardiac death in women.

BACKGROUND: Dietary n-3 PUFAs are inversely associated with risk of sudden cardiac death (SCD); however, little is known about other fats and SCD. Furthermore, concerns have been raised that high n-6 PUFA intake may attenuate the benefits of n-3 PUFAs.
OBJECTIVE: We examined associations and selected interactions between dietary fatty acids, expressed as a proportion of total fat and SCD.
DESIGN: We conducted a prospective cohort study among 91,981 women aged 34-59 y from the Nurses\' Health Study in 1980. Over 30 y, we documented 385 SCDs.
RESULTS: In multivariable models, women in the highest compared with the lowest quintile of SFA intake had an RR of SCD of 1.44 (95% CI: 1.04, 1.98). Conversely, women in the highest compared with the lowest quintile of PUFA intake had an RR of SCD of 0.57 (95% CI: 0.41, 0.78). Intakes of n-6 and n-3 PUFAs were both significantly associated with a lower risk of SCD, and n-6 PUFAs did not modify the association between n-3 PUFAs and SCD. MUFAs and trans fats were not associated with SCD risk. After further adjustment for coronary heart disease (CHD) and CHD risk factors potentially in the causal pathway, the association between PUFAs and SCD remained significant, whereas the association for SFAs was no longer significant.
CONCLUSIONS: Intake of PUFAs as a proportion of fat was inversely associated with SCD risk, independent of traditional CHD risk factors. These results support dietary guidelines to improve dietary fat quality by replacing intake of SFAs with n-6 and n-3 PUFAs.
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