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Grassi saturi e rischio cardiovascolare

11-07-2012

de Oliveira Otto MC, Mozaffarian D, Kromhout D, Bertoni AG, Sibley CT, Jacobs DR Jr, Nettleton JA.
Am J Clin Nutr. 2012 Jul 3. [Epub ahead of print]

Le principali linee guida internazionali sono concordi nel raccomandare moderazione nell’apporto alimentare di grassi saturi (SF) per ridurre il rischio cardiovascolare, sebbene numerosi studi prospettici non abbiano evidenziato una forte associazione tra il consumo di questi acidi grassi e l’incidenza di eventi cardiovascolari. Per meglio definire questa relazione, gli autori di questo lavoro hanno valutato se la fonte alimentare degli SF possa giocare un ruolo nel determinare tale rischio.
Un gruppo di 5.209 soggetti, la cui dieta era stata valutata mediante la compilazione di questionari di frequenza di consumo, è stato seguito per 10 anni, durante i quali sono stati rilevati 316 eventi cardiovascolari.
L’analisi dei risultati ottenuti evidenzia che un elevato apporto di SF da latte e derivati si associa ad un ridotto rischio di eventi cardiovascolari (Hazard Ratio, o HR, pari a 0,79 e 0,62 per incrementi di consumo di latticini di 5 g/die e del 5% dell’energia). Al contrario, il consumo di SF da carne si associa ad un aumentato rischio di eventi (HR rispettivamente di 1,26 e 1,48), mentre non emerge alcuna associazione per SF derivanti da burro e da fonti di origine vegetale.
I risultati di questo studio dimostrerebbero quindi che l’apporto di acidi grassi saturi da latticini è inversamente associato al rischio cardiovascolare e suggeriscono che l’associazione tra SF e salute potrebbe dipendere dagli specifici SF presenti nelle diverse fonti di tali grassi, oltre che dagli altri costituenti presenti, negli alimenti stessi, in aggiunta agli SF.
Va tuttavia ricordato che ai livelli di consumo tipici del nostro Paese, e tenendo conto del basso tenore lipidico delle carni disponibili sul nostro mercato, l’apporto di saturi con le carni è molto contenuto.

Glossario

  • Grassi saturi

    Grasso solidi a temperatura ambiente. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. I saturi si trovano nei latticini ricchi di grassi come formaggio, latte intero, burro, nelle carni, nella pelle e nel grasso di pollo e tacchino, nel lardo, nell’olio di palma e di cocco. Hanno lo stesso apporto calorico degli altri grassi e possono contribuire all’aumento di peso se consumati in eccesso. Una dieta ricca di grassi saturi può anche elevare il tasso di colesterolo nel sangue e quindi il rischio di patologie cardiache.

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

Dietary intake of saturated fat by food source and incident cardiovascular disease: the Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis.

BACKGROUND:
Although dietary recommendations have focused on restricting saturated fat (SF) consumption to reduce cardiovascular disease (CVD) risk, evidence from prospective studies has not supported a strong link between total SF intake and CVD events. An understanding of whether food sources of SF influence these relations may provide new insights.
OBJECTIVE:
We investigated the association of SF consumption from different food sources and the incidence of CVD events in a multiethnic population.
DESIGN:
Participants who were 45-84 y old at baseline (n = 5209) were followed from 2000 to 2010. Diet was assessed by using a 120-item food-frequency questionnaire. CVD incidence (316 cases) was assessed during follow-up visits.
RESULTS:
After adjustment for demographics, lifestyle, and dietary confounders, a higher intake of dairy SF was associated with lower CVD risk [HR (95% CI) for +5 g/d and +5% of energy from dairy SF: 0.79 (0.68, 0.92) and 0.62 (0.47, 0.82), respectively]. In contrast, a higher intake of meat SF was associated with greater CVD risk [HR (95% CI) for +5 g/d and a +5% of energy from meat SF: 1.26 (1.02, 1.54) and 1.48 (0.98, 2.23), respectively]. The substitution of 2% of energy from meat SF with energy from dairy SF was associated with a 25% lower CVD risk [HR (95% CI): 0.75 (0.63, 0.91)]. No associations were observed between plant or butter SF and CVD risk, but ranges of intakes were narrow.
CONCLUSION:
Associations of SF with health may depend on food-specific fatty acids or other nutrient constituents in foods that contain SF, in addition to SF.
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