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Grasso addominale e rischio cardiovascolare

23-03-2011

The Emerging Risk Factors Collaboration.
Lancet. 2011 Mar 10. [Epub ahead of print]

L’obesità di tipo androide o “a mela”, caratterizzata da un accumulo di grasso addominale è ritenuta più pericolosa di altri tipi di obesità, come ad esempio l’obesità ginoide o “a pera”, in termini di rischio cardiovascolare
L’indice di massa corporea (BMI), la circonferenza addominale misurata alla vita e il rapporto tra il girovita e la larghezza dei fianchi di oltre 220000 soggetti reclutati per 58 diversi studi prospettici sono stati esaminati in funzione del rischio cardiovascolare rilevato nell’arco di 10 anni come numero di eventi cardiovascolari. I risultati dell’analisi hanno mostrato che, nei soggetti con BMI maggiore o uguale a 20, il rischio cardiovascolare non cambia significativamente sia che si consideri come parametro il BMI o il girovita o il rapporto vita-fianchi. Inoltre, sia valutate singolarmente che in combinazione, le misure di BMI, circonferenza vita e rapporto vita-fianchi non migliorano l’identificazione del rischio cardiovascolare, soprattutto dopo correzione per altri parametri come la pressione sanguigna, i livelli di colesterolo e la familiarità per il diabete di tipo 2.
Queste osservazioni che mettono in dubbio le evidenze scientifiche secondo le quali l’obesità androide aumenterebbe il rischio cardiovascolare rispetto a quella ginoide in termini di rischio cardiovascolare non diminuiscono tuttavia l’importanza dell’obesità che resta il principale fattore determinante e modificabile delle malattie cardiovascolari.

Glossario

  • Obesità

    Accumulo abnorme di grasso nell'organismo sotto forma di tessuto adiposo.

  • Circonferenza addominale

    Una misura del girovita. Il grasso che si concentra a livello dell\'addome aumenta il rischio di incorrere in problemi di salute collegati all\'obesità.

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

Separate and combined associations of body-mass index and abdominal adiposity with cardiovascular disease: collaborative analysis of 58 prospective studies.

BACKGROUND: Guidelines differ about the value of assessment of adiposity measures for cardiovascular disease risk prediction when information is available for other risk factors. We studied the separate and combined associations of body-mass index (BMI), waist circumference, and waist-to-hip ratio with risk of first-onset cardiovascular disease. METHODS: We used individual records from 58 cohorts to calculate hazard ratios (HRs) per 1 SD higher baseline values (4•56 kg/m(2) higher BMI, 12•6 cm higher waist circumference, and 0•083 higher waist-to-hip ratio) and measures of risk discrimination and reclassification. Serial adiposity assessments were used to calculate regression dilution ratios.
RESULTS: Individual records were available for 221 934 people in 17 countries (14 297 incident cardiovascular disease outcomes; 1•87 million person-years at risk). Serial adiposity assessments were made in up to 63 821 people (mean interval 5•7 years [SD 3•9]). In people with BMI of 20 kg/m(2) or higher, HRs for cardiovascular disease were 1•23 (95% CI 1•17-1•29) with BMI, 1•27 (1•20-1•33) with waist circumference, and 1•25 (1•19-1•31) with waist-to-hip ratio, after adjustment for age, sex, and smoking status. After further adjustment for baseline systolic blood pressure, history of diabetes, and total and HDL cholesterol, corresponding HRs were 1•07 (1•03-1•11) with BMI, 1•10 (1•05-1•14) with waist circumference, and 1•12 (1•08-1•15) with waist-to-hip ratio. Addition of information on BMI, waist circumference, or waist-to-hip ratio to a cardiovascular disease risk prediction model containing conventional risk factors did not importantly improve risk discrimination (C-index changes of -0•0001, -0•0001, and 0•0008, respectively), nor classification of participants to categories of predicted 10-year risk (net reclassification improvement -0•19%, -0•05%, and -0•05%, respectively). Findings were similar when adiposity measures were considered in combination. Reproducibility was greater for BMI (regression dilution ratio 0•95, 95% CI 0•93-0•97) than for waist circumference (0•86, 0•83-0•89) or waist-to-hip ratio (0•63, 0•57-0•70).
INTERPRETATION: BMI, waist circumference, and waist-to-hip ratio, whether assessed singly or in combination, do not importantly improve cardiovascular disease risk prediction in people in developed
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