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I risultati di una metanalisi confermano la relazione inversa tra vitamina D e mortalità

27-06-2014

Schöttker B, Jorde R, Peasey A, Thorand B, Jansen EH, Groot Ld, Streppel M, Gardiner J, Ordóñez-Mena JM, Perna L, Wilsgaard T, Rathmann W, Feskens E, Kampman E, Siganos G, Njølstad I, Mathiesen EB, Kubínová R, Pajak A, Topor-Madry R, Tamosiunas
BMJ. 2014 Jun 17;348:g3656. doi: 10.1136/bmj.g3656.

Da parecchi anni, ormai, i livelli plasmatici di vitamina D sono considerati predittori non soltanto di una buona struttura ossea, ma anche di un favorevole stato generale di salute. In molti studi osservazionali, infatti, elevati livelli plasmatici di questa vitamina si associano a una riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare o per tutte le cause. Questa metanalisi, che analizza i risultati di otto studi condotti in Europa e negli Stati Uniti, conferma come, nonostante la variabilità dei livelli osservati nei vari Paesi, i soggetti con i livelli plasmatici più bassi di vitamina D abbiano un rischio di mortalità cardiovascolare, per tumori (in questo caso limitatamente ai soli soggetti già portatori di una neoplasia all’inizio dello studio) o per tutte le cause, superiore rispetto ai soggetti con livelli più elevati. Questi dati possono contribuire a spiegare le recenti osservazioni che attribuiscono una migliore speranza di vita alle donne con una significativa esposizione solare (coinvolta, come è nota, nella sintesi di vitamina D), e potrebbero forse giustificare, almeno in parte, la  maggiore sopravvivenza media delle popolazioni dell’area mediterranea rispetto a quelle dei paesi scandinavi, nonostante i sistemi sanitari siano spesso meno efficienti. Rimane tuttavia l’esigenza di confermare questi dati, ottenuti in studi di coorte, in trial controllati di intervento.

Glossario

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

Vitamin D and mortality: meta-analysis of individual participant data from a large consortium of cohort studies from Europe and the United States.

OBJECTIVE:  To investigate the association between serum 25-hydroxyvitamin D concentrations (25(OH)D) and mortality in a large consortium of cohort studies paying particular attention to potential age, sex, season, and country differences.
DESIGN: Meta-analysis of individual participant data of eight prospective cohort studies from Europe and the US.
SETTING: General population.
PARTICIPANTS: 26 018 men and women aged 50-79 years
MAIN OUTCOME MEASURES: All-cause, cardiovascular, and cancer mortality.
RESULTS: 25(OH)D concentrations varied strongly by season (higher in summer), country (higher in US and northern Europe) and sex (higher in men), but no consistent trend with age was observed. During follow-up, 6695 study participants died, among whom 2624 died of cardiovascular diseases and 2227 died of cancer. For each cohort and analysis, 25(OH)D quintiles were defined with cohort and subgroup specific cut-off values. Comparing bottom versus top quintiles resulted in a pooled risk ratio of 1.57 (95% CI 1.36 to 1.81) for all-cause mortality. Risk ratios for cardiovascular mortality were similar in magnitude to that for all-cause mortality in subjects both with and without a history of cardiovascular disease at baseline. With respect to cancer mortality, an association was only observed among subjects with a history of cancer (risk ratio, 1.70 (1.00 to 2.88)). Analyses using all quintiles suggest curvilinear, inverse, dose-response curves for the aforementioned relationships. No strong age, sex, season, or country specific differences were detected. Heterogeneity was low in most meta-analyses.
CONCLUSIONS: Despite levels of 25(OH)D strongly varying with country, sex, and season, the association between 25(OH)D level and all-cause and cause-specific mortality was remarkably consistent. Results from a long term randomised controlled trial addressing longevity are being awaited before vitamin D supplementation can be recommended in most individuals with low 25(OH)D levels.

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