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Il calcio alimentare, assunto in quantità adeguate
per lunghi periodi, migliora nei bambini sani la densità
minerale ossea, requisito di uno scheletro robusto

31-03-2017

Closa-Monasterolo R, Zaragoza-Jordana M, Ferré N, Luque V, Grote V, Koletzko B, Verduci E, Vecchi F, Escribano J; Childhood Obesity Project Group.
Clin Nutr. 2017 Mar 16. pii: S0261-5614(17)30102-4. doi: 10.1016/j.clnu.2017.03.011. [Epub ahead of print]

La salute dello scheletro, e quindi la struttura e la densità del tessuto osseo, dipendono dal processo di mineralizzazione che ha luogo nell’infanzia, che è influenzato da fattori genetici, ormonali, nutrizionali, dal livello di attività fisica e dalla composizione corporea. Questo studio fa parte di una ricerca più ampia sull’obesità infantile, condotta da un gruppo internazionale di pediatri (alla quale ha partecipato il Dipartimento di Pediatria dell’Ospedale San Paolo di Milano) e focalizza l’attenzione sul ruolo dell’apporto regolare e costante di calcio, dalla nascita in poi, nel mantenimento della densità minerale ossea e della salute scheletrica anche negli anni successivi.

I 179 piccoli considerati in questo studio erano stati coinvolti nel progetto entro un mese dalla nascita, e sono stati poi seguiti per 8 anni con valutazioni periodiche dello stato di salute complessivo e delle abitudini alimentari e di vita. I bambini sono stati suddivisi in due gruppi, in base alla probabilità o meno di assumere livelli adeguati di calcio.  L’apporto del minerale con la dieta è stato misurato a 4, 5 e a 6 anni, mentre a 7 anni è stata valutata in tutti la densità minerale ossea (BMD, bone mineral density) sia dello scheletro in toto, sia a livello del rachide lombare.

I risultati sono chiari: la BMD (totale e rachidea) era significativamente migliore nei bambini nei quali l’assunzione di calcio era apparsa adeguata in due valutazioni (a 4 e 5, oppure a 5 e 6 anni) o, ancor meglio, in tutte e tre (a 4, 5 e 6 anni), rispetto sia ai bambini con un’alimentazione costantemente carente di calcio, sia a quelli per i quali l’apporto di calcio era risultato sufficiente in una sola delle tre occasioni di controllo.

Più in dettaglio: l’assunzione adeguata di calcio a 6 anni si associava con una migliore BMD a livello del rachide lombare, mentre uno scheletro complessivamente robusto si metteva in luce soltanto se il consumo di calcio alimentare si manteneva adeguato nel tempo. Gli Autori sottolineano che questo è il primo studio in cui non viene considerato il rapporto tra assunzione generica di calcio e BMD, ma la ben più significativa associazione tra adeguatezza dell’apporto di calcio nel tempo e raggiungimento di BMD ottimale.

Adequate calcium intake during long periods improves bone mineral density in healthy children. Data from the Childhood Obesity Project.

BACKGROUND: Bone mineralization can be influenced by genetic factors, hormonal status, nutrition, physical activity and body composition. The association of higher calcium (Ca) intake or Ca supplementation with better bone mineral density (BMD) remains controversial. Furthermore, it has been speculated that maintaining long-term adequate Ca intake rather than having a brief supplementation period is more effective. The aim of the study was to prospectively analyse the influence of adequate Ca intake on BMD at 7 years of age in European children.

METHODS: Data from the Childhood Obesity Project were analysed in a prospective longitudinal cohort trial. Dietary intake was recorded using 3-day food records at 4, 5 and 6 years of age. The probability of adequate intake (PA) of Ca was calculated following the American Institute of Medicine guidelines for individual assessments, with FAO, WHO and United Nations University joint expert consultation dietary recommendations. Children were categorised as having high Ca PA (PA >95%) or not (PA <95%). At 7 years, whole body (WB) and lumbar spine (LS) BMD were measured in the Spanish subsample by dual energy x-ray absorptiometry. Internal BMD z-scores were calculated; BMD below -1 z-score were considered to indicate osteopenia, and BMD z-scores below -2, “low bone mineral density for age”.

RESULTS: BMD was measured in 179 children. Ca intake at 6 years was positively correlated with LS BMD at 7 years (R = 0.205, p = 0.030). A Ca increase of 100 mg/d explained 19.4% (p = 0.011) of the BMD z score variation, modifying it by 0.089 (0.021, 0.157) units. Children with Ca PA >95% at 5 and 6 or from 4 to 6 years of age showed higher BMD z-scores at the LS and WB levels than children with Ca PA <95% (p < 0.001 and p < 0.05 for LS and WB BMD, respectively). Ca PA >95% maintained over 2 years explained 26.3% of the LS BMD z-score variation (p < 0.001), increasing it by 0.669 (0.202, 1.137). PA >95% maintained over 3 years explained 24.9% of the BMD z-score variation, increasing it by 0.773 (0.282, 1.264). The effects of Ca adequacy on WB BMD were similar. Children with PA >95% over 2 years had an Odds ratio of 13.84 and 12 for osteopenia at the LS and WB levels, respectively (p = 0.001).

CONCLUSIONS: Long periods of adequate Ca intake in childhood increase BMD and reduce osteopenia risk.

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