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Il consumo di aglio svolge effetti protettivi nei confronti del rischio di carcinoma gastrico: lo conferma uno studio italiano

31-10-2014

Turati F, Pelucchi C, Guercio V, Vecchia CL, Galeone C.
Mol Nutr Food Res. 2014 Sep 12. doi: 10.1002/mnfr.201400496. [Epub ahead of print]

L’incidenza di cancro gastrico è diminuita in tutto il mondo, grazie a una serie di fattori: aumentata eradicazione dell’Helicobacter pylori, riduzione del consumo di tabacco e alcol, migliori condizioni di conservazione degli alimenti, maggior consumo di frutta e verdura. Nonostante questo, il carcinoma dello stomaco è ancora il quinto tumore per frequenza, e la terza causa di morte per neoplasia al mondo.
Il ruolo dei componenti organosolforati, fortemente presenti nelle cipolle e nell’aglio (tipici dell’alimentazione mediterranea) nel ridurre il rischio di neoplasie del tratto gastroenterico (soprattutto dello stomaco) è dimostrato da tempo. Questo studio caso-controllo, condotto dall’ Istituto Mario Negri in collaborazione con l’Università di Milano, rafforza le certezze acquisite. Risulta infatti che il rischio di cancro gastrico è ridotto di oltre il 40% tra i maggiori consumatori abituali di aglio (confrontati con chi ne consuma poco o non lo consuma affatto); interessante anche la protezione offerta al proposito dal consumo di cipolle almeno due volte per settimana, che è del 30% circa. Il consumo abituale, e misto, di aglio e cipolla (come peraltro accade nella maggior parte delle cucine), si associa ad una riduzione del rischio, lievemente inferiore, e pari al 24% circa.

Glossario

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

Allium vegetable intake and gastric cancer: A case–control study and meta-analysis.

Scope: To provide new epidemiological data and summarize evidence on the association between allium vegetable intake and gastric cancer risk.
Methods and results: Data were from an Italian case–control study including 230 cases and 547 controls. Odds ratios were derived using multiple logistic regression. We combined results from all published studies using random-effect models. In our case–control study, the odds ratios were 0.59 (95% confidence interval, CI, 0.25–1.41) for 2 portions or more of onion per week, 0.69 (95% CI, 0.41–1.15) for high garlic intake, and 0.70 (95% CI, 0.39–1.28) for frequent use of both onion and garlic. Besides our study, 22 case–control and four cohort studies were included in the meta-analyses (>10 000 cases). The pooled relative risks for the highest versus lowest intake category were 0.78 (95% CI, 0.67–0.91) for allium vegetables (ten case–control and four cohort studies), 0.60 (95% CI, 0.47–0.76) for garlic (12 case–control studies), and 0.55 (95% CI, 0.41–0.73) for onion (13 case–control studies). The pooled relative risk for high allium vegetable intake from the four cohorts was 1.02 (95% CI, 0.88–1.18).
Conclusion: High allium vegetable consumption is likely to reduce gastric cancer risk. This evidence is derived mainly from case–control studies. Further data from large cohorts are desirable for conclusive confirmation.

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