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Il consumo di cereali integrali influisce positivamente sui parametri lipidemici di ultra 45enni in terapia con le statine

05-09-2014

Wang H, Lichtenstein AH, Lamon-Fava S, Jacques PF.
Am J Clin Nutr 2014 August 13. doi: 10.3945/ajcn.113.074344. [Epub ahead of print]

Sarebbe di 16 g la soglia giornaliera di consumo di cereali integrali oltre la quale questi alimenti potenziano l’effetto ipocolesterolemizzante del trattamento con statine. Il dato emerge dallo studio di popolazione NHANES, condotto tra il 2003 e il 2006. L’indagine ha riguardato oltre 4.000 ultra 45enni trattati con statine, ed ha indagato il loro consumo giornaliero di cereali integrali. È emersa così la correlazione tra apporto superiore ai 16 g quotidiani e migliori risultati terapeutici delle statine stesse. Il colesterolo non-HDL, per esempio, era di 30 mg/dl inferiore tra i soggetti trattati con statine che assumevano anche almeno 16 g di cereali integrali tutti i giorni rispetto a chi non assumeva statine, mentre tra chi non raggiungeva tale soglia la differenza tra i due gruppi scendeva a 20 mg/dL. Anche la colesterolemia totale era inferiore nei soggetti in trattamento con statine che erano anche alti consumatori di cereali integrali, così come più favorevole era anche il rapporto colesterolo totale/colesterolo HDL. L’effetto aggiuntivo dei cereali integrali è probabilmente attribuibile al loro contenuto in fibra alimentare. Va detto che le linee guida statunitensi suggeriscono già di portare al 50% dei cereali totali il consumo quotidiano di quelli integrali: questi dati forniscono ulteriore supporto a tale indicazione. In linea teorica, si può osservare che l’uso sistematico di cereali integrali in corso di trattamento con statine potrebbe consentire di ridurre il dosaggio della statina impiegata.

Glossario

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

Association between statin use and serum cholesterol concentrations is modified by whole-grain consumption: NHANES 2003–2006

Background: Statins are used to lower cardiovascular disease risk in part because their effects on plasma lipid profiles. Dietary whole grains have been reported to improve plasma lipid profiles. Little is known about potential interactions between statins and whole grains.
Objective: We aimed to assess the interaction between statin use and whole-grain intake in relation to serum lipid concentrations in adults.
Design: In this cross-sectional study, we used data from 4284 adults aged ≥45 y with reliable and complete dietary data who were participating in the NHANES 2003–2006. Usual whole-grain intake was estimated from two 24-h diet recalls by using the MyPyramid Equivalents Database. Participants self-reported statin use. Total cholesterol and HDL-cholesterol concentrations were measured in all adult participants. The non-HDL-cholesterol concentration and total cholesterol:HDL-cholesterol ratio were calculated. Multiple linear and logistic regression models were used for analyses.
Results: Statin usage was 24.9% in all participants (n = 1065), and 31.0% of participants (n = 1327) consumed ≥16 g whole grains/d. After adjustment for demographic and lifestyle factors, the non-HDL-cholesterol concentration was significantly lower in statin users than in nonusers. This difference was greater in participants who consumed ≥16 g whole grains/d (difference: 31 mg/dL; P < 0.001) than in those who consumed <16 g whole grains/d (difference = 20 mg/d; P < 0.001) (P-interaction = 0.03). Significant interactions were also observed between whole-grain intake and statin use in relation to the total cholesterol:HDL-cholesterol ratio (P-interaction = 0.04) and elevated total cholesterol concentration (P-interaction = 0.02).
Conclusion: In adults aged ≥45 y, the use of statins was associated with healthier lipoprotein profiles when combined with higher whole-grain intake relative to low whole-grain intake.

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