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Il consumo di cioccolato in maschi di età inferiore ai 65 anni e normopeso ridurrebbe il rischio di sviluppare diabete di tipo 2

12-12-2014

Matsumoto C, Petrone AB, Sesso HD, Gaziano MJ, Djoussée L.
Am J Clin Nutr 2014 Nov 26. doi: 10.3945/ajcn.114.092221 [Epub ahead of print]

La prevalenza di diabete di tipo 2 sta rapidamente crescendo nel mondo, passando dai 171 milioni di casi rilevati nel 2000 ai 366 milioni stimati per il 2030. E’ noto che alcuni componenti del cioccolato (soprattutto flavanoli e procianidine, ma forse anche la caffeina e la teobromina) possono contrastare l’insulino-resistenza, lo stress ossidativo e l’infiammazione che giocano un ruolo importante nella patogenesi del diabete. Questo studio, condotto analizzando i dati del Physicians’ Health Study statunitense (condotto su medici di sesso maschile) conferma l’esistenza di un’associazione inversa tra il consumo di cioccolato e il rischio di diabete di tipo 2. Tale associazione correla in modo diretto con il livello di consumo di cioccolato, e raggiunge il 23% tra i soggetti che lo assumono più volte la settimana e che non presentavano malattie cardiache all’arruolamento. La riduzione del rischio emerge tuttavia soltanto tra i soggetti di età inferiore ai 65 anni e normopeso (BMI <25): tra questi ultimi la riduzione del rischio raggiunge il 40%. Nessun effetto protettivo si osserva invece tra i soggetti di età superiore a 65 anni, con un BMI maggiore di 25, o con quadri clinici di scompenso cardiaco o di malattia coronarica all’arruolamento.

Glossario

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Caffeina

    Alcaloide contenuto nei semi del caffè e del cacao e nelle foglie del tè, della cola e del matè; esercita azione eccitante sul cuore e sul sistema nervoso.

  • Infiammazione

    Complesso di reazioni che si verificano localmente in risposta ad un agente lesivo. Clinicamente è caratterizzata da 4 sintomi: tumefazione, arrossamento, aumento della temperatura localmente, dolore.

Chocolate consumption and risk of diabetes mellitus in the Physicians’ Health Study.

Background: Previous studies reported beneficial effects of cocoa or chocolate on insulin resistance, oxidative stress, and inflammation, which are important risk factors of type 2 diabetes mellitus (DM). However, it is unclear whether chocolate consumption is associated with risk of DM.
Objective: We tested the hypothesis that chocolate consumption is inversely associated with incident DM in the Physicians’ Health Study (PHS).
Design: We prospectively analyzed data on 18,235 PHS participants who were free of DM at baseline (1997–2001). Chocolate consumption was obtained from a baseline food frequency questionnaire. Incident DM was ascertained via annual follow-up questionnaires and validated in a subsample by a review of medical records. We used Cox proportional hazards models to estimate HRs and 95% Cis of DM.
Results: The mean (+/-SD) age at baseline was 66.3 +/- 9.2 y. During a mean follow up of 9.2 y, 1123 men (6.2%) developed DM. For self-reported chocolate consumption of none, 1–3  servings/mo, 1 serving/wk, and 2 or more servings/wk, multivariable-adjusted HRs (95% CIs) of DM adjusted for lifestyle, clinical, and dietary risk factors including total energy intake were 1.00 (referent), 0.93 (0.79, 1.09), 0.86 (0.72, 1.04), and 0.83 (0.69, 0.99), respectively (P-trend = 0.047). In secondary analyses, the inverse association of chocolate consumption and risk of DM was slightly stronger in subjects without a history of cardiovascular disease or heart failure (P-trend = 0.023). In addition, both age and BMI modified the chocolate-DM relation (P <0.05 each).
Conclusion: Our data support an inverse relation of chocolate intake with incident DM, which appears only to apply in younger and normal–body weight men after controlling for comprehensive life styles including total energy consumption.

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