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Il consumo di diete vegetariane si associa ad una vita più lunga soprattutto per gli uomini

14-06-2013

Orlich MJ, Singh PN, Sabaté J, Jaceldo-Siegl K, Fan J, Knutsen S, Beeson WL, Fraser GE.
JAMA Intern Med. 2013;():1-8.

Tra i componenti della dieta che, sulla base di studi epidemiologici e di intervento, sono associati alla protezione della salute, la frutta secca con guscio, la fibra da cereali, la frutta, gli acidi grassi polinsaturi, le verdure in foglia, sono comuni a diversi modelli alimentari, come la dieta mediterranea, i regimi definiti “prudenti” e le diete vegetariane. All’interno di quest’ultima categoria vi sono poi diete con caratteristiche abbastanza diverse, che vanno dalla vegana stretta, dalla quale cioè sono esclusi tutti gli alimenti di origine animale (inclusi il latte e le uova), alla latto-ovo vegetariana, dalla quale sono esclusi gli alimenti di origine animale ma non il latte e i derivati e le uova, alla pesco-vegetariana, che comprende anche i prodotti della pesca. Vi sono poi le persone che si definiscono vegetariane, ma che assumono saltuariamente anche alimenti di origine animale, e che seguono quindi un regime semi-vegetariano.
I risultati di questo studio statunitense confermano i benefici, in una popolazione di Avventisti del Settimo Giorno, delle diete prevalentemente a base di vegetali, che infatti comportano una riduzione del 12% del rischio di mortalità per tutte le cause, rispetto alle non vegetariane (quelle cioè con consumo di carne e pesce superiore alla porzione settimanale), più per la popolazione maschile (- 18%) che per quella femminile (- 8%). Il confronto dei diversi regimi alimentari ha permesso di rilevare che la riduzione del rischio è maggiore per coloro che seguono un’alimentazione pesco-vegetariana, vegana e latto-ovo vegetariana. Associazioni significative e negative sono state determinate tra il consumo di diete a base di prodotti vegetali e la mortalità per cause cardiovascolari, non cardiovascolari e non tumorali e associata a malattie renali e endocrinologiche, soprattutto per gli uomini.
Gli autori sottolineano i limiti della ricerca che, sebbene condotta su un campione consistente (73.300 persone), è caratterizzata da un follow-up relativamente breve (5 anni) e da una popolazione particolarmente omogenea. Va inoltre sottolineato che le osservazioni emerse indicano l’esistenza di un’associazione, e non di un rapporto di causa ed effetto, tra la riduzione del rischio e le diete vegetariane, che sono solitamente legate a stili di vita più salutari.

Glossario

  • Dieta mediterranea

    Regime alimentare a base di cereali integrali, legumi, ortaggi, frutta, olio d'oliva.

Vegetarian Dietary Patterns and Mortality in Adventist Health Study 2

Importance Some evidence suggests vegetarian dietary patterns may be associated with reduced mortality, but the relationship is not well established.
Objective To evaluate the association between vegetarian dietary patterns and mortality.
Design Prospective cohort study; mortality analysis by Cox proportional hazards regression, controlling for important demographic and lifestyle confounders.
Setting Adventist Health Study 2 (AHS-2), a large North American cohort.
Participants A total of 96 469 Seventh-day Adventist men and women recruited between 2002 and 2007, from which an analytic sample of 73 308 participants remained after exclusions.
Exposures Diet was assessed at baseline by a quantitative food frequency questionnaire and categorized into 5 dietary patterns: nonvegetarian, semi-vegetarian, pesco-vegetarian, lacto-ovo–vegetarian, and vegan.
Main Outcome and Measure The relationship between vegetarian dietary patterns and all-cause and cause-specific mortality; deaths through 2009 were identified from the National Death Index.
Results There were 2570 deaths among 73 308 participants during a mean follow-up time of 5.79 years. The mortality rate was 6.05 (95% CI, 5.82-6.29) deaths per 1000 person-years. The adjusted hazard ratio (HR) for all-cause mortality in all vegetarians combined vs nonvegetarians was 0.88 (95% CI, 0.80-0.97). The adjusted HR for all-cause mortality in vegans was 0.85 (95% CI, 0.73-1.01); in lacto-ovo–vegetarians, 0.91 (95% CI, 0.82-1.00); in pesco-vegetarians, 0.81 (95% CI, 0.69-0.94); and in semi-vegetarians, 0.92 (95% CI, 0.75-1.13) compared with nonvegetarians. Significant associations with vegetarian diets were detected for cardiovascular mortality, noncardiovascular noncancer mortality, renal mortality, and endocrine mortality. Associations in men were larger and more often significant than were those in women.
Conclusions and Relevance Vegetarian diets are associated with lower all-cause mortality and with some reductions in cause-specific mortality. Results appeared to be more robust in males. These favorable associations should be considered carefully by those offering dietary guidance.

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