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Il consumo regolare di pasta si associa al controllo del peso, della circonferenza del girovita e del rapporto girovita-fianchi

15-07-2016

Pounis G, Di Castelnuovo A, Costanzo S et al. on behalf of the Moli-sani and INHES investigators
Nutr Diabetes. 2016 Jul 4;6(7):e218. doi: 10.1038/nutd.2016.20.

In questa ricerca sono state valutate due popolazioni italiane: quella dello studio Moli-sani, che ha reclutato 14.402 abitanti del Molise (uomini e donne) di età superiore a 35 anni e quella dello studio INHES (Italian Nutrition &HEalth Survey), che ha seguito 8.964 italiani residenti in tutto il territorio nazionale, focalizzando l’attenzione sul rapporto tra il consumo di pasta, alimento della tradizione mediterranea, e alcuni parametri antropometrici correlati alla salute cardiometabolica: il peso, la circonferenza del girovita e il rapporto girovita-fianchi.
In media, il consumo di pasta è risultato di 57-59 g/die per le donne dello studio Moli-sani e di 75-78 g/die per gli uomini. Nella popolazione INHES, le donne consumavano 49-56 g/die di pasta e gli uomini 62-65 g/die. Dall’analisi delle correlazioni tra il consumo di pasta e i parametri antropometrici rilevati è emerso che, in entrambe le popolazioni, il consumo di pasta è associato in modo negativo con gli indicatori di obesità addominale (girovita) e di obesità generale (rapporto tra girovita e fianchi) dopo gli opportuni aggiustamenti statistici. Gli Autori sottolineano che la pasta all’italiana permette inoltre di apportare alla dieta anche altri elementi fondamentali dell’alimentazione mediterranea: come il pomodoro (a crudo o come salsa), l’aglio e la cipolla, l’olio extravergine di oliva, il formaggio stagionato (grana, parmigiano, pecorino).
In conclusione, in entrambi questi gruppi di popolazione adulta, sia di estrazione regionale, o rappresentativo della popolazione italiana generale, emerge come un consumo moderato e costante di pasta, condita secondo la tradizione mediterranea, contrariamente a quanto spesso si ritiene, si associ ad un miglioramento del peso corporeo e degli indicatori di obesità addominale.

Association of pasta consumption with body mass index and waist-to-hip ratio: results from Moli-sani and INHES studies.

BACKGROUND/OBJECTIVES: Pasta as a traditional component of Mediterranean diet (MeD) in Italy has not been studied in detail in the management of body weight. This study aimed at evaluating the association of pasta intake with body mass index (BMI) and waist-to-hip ratio, in two large epidemiological datasets.
SUBJECTS/METHODS: A total of 14 402 participants aged ≥35 years randomly recruited from the general population of the Molise region (Moli-sani cohort) and 8964 participants aged >18 years from all over Italy (Italian Nutrition & HEalth Survey, INHES) were separately analyzed. The European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC)-food frequency questionnaire and one 24-h dietary recall were used for dietary assessment. Weight, height, waist and hip circumference were measured in Moli-sani or self-reported in INHES. Residuals methodology corrected for either total energy intake or body weight was used for the analysis of pasta intake.
RESULTS: Higher pasta intake was associated with better adhesion to MeD in both genders (P for both<0.001). In the Moli-sani study, after multivariable analysis, pasta-energy residuals were negatively associated with BMI in women but not in men (β-coef=-0.007, P=0.003 for women and β-coef=-0.001, P=0.58 for men). When pasta intake-body weight residuals were used, pasta intake was significantly and negatively associated with BMI in crude and multi-adjusted models (including adhesion to MeD) in both genders and Moli-sani and INHES studies (for all β-coef<0, P<0.05). In the Moli-sani study, pasta-body weight residuals were significantly and negatively associated with waist and hip circumference and waist-to-hip ratio (for all β-coef<0, P<0.05).
CONCLUSIONS: As a traditional component of MeD, pasta consumption was negatively associated with BMI, waist circumference and waist-to-hip ratio and with a lower prevalence of overweight and obesity.

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