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Il fruttosio non aumenta livelli di trigliceridi postprandiali, purché la quota calorica fornita dai carboidrati al pasto rimanga invariata

22-11-2013

Wang DD, Sievenpiper JL, de Souza RJ, Cozma AI, Chiavaroli L, Ha V, Mirrahimi A, Carleton AJ, Di Buono M, Jenkins AL, Leiter LL, Wolever TMS, Beyene J, Kendall CWC, Jenkins DJA.
Atherosclerosis - Online 2 November 2013

Il potenziale impatto dell’assunzione di fruttosio sui livelli di trigliceridi misurati dopo il pasto è da tempo oggetto di studio: infatti, da una parte la trigliceridemia postprandiale è oggi ritenuta un fattore di rischio cardiovascolare molto più rilevante rispetto a quella determinata a digiuno, dall’altra i risultati di alcune ricerche indicano un possibile ruolo del fruttosio assunto con la dieta nella definizione dell’ipertrigliceridemia postprandiale.
La metanalisi oggetto di questa pubblicazione è stata  condotta dai maggiori esperti in materia a livello internazionale, che hanno selezionato 47 trial clinici della durata di almeno 7 giorni, mirati a verificare gli effetti della sostituzione dei carboidrati alimentari con fruttosio, sia in i quantità isocalorica che ipercalorica.  I risultati dimostrano che l’assunzione regolare di fruttosio non ha alcun effetto negativo sui livelli di trigliceridi plasmatici, purché la quota calorica fornita dal fruttosio stesso sia in sostituzione di una parte delle calorie associate ai carboidrati per quel pasto e non in aggiunta.  Del resto, il fruttosio, a parità di valore energetico, ha un potere dolcificante superiore a quello del saccarosio, e pertanto la sostituzione del cosiddetto zucchero da cucina con fruttosio dovrebbe portare alla riduzione dell’apporto calorico.
Un effetto ipetrigliceridemizzante è stato invece registrato per livelli eccessivi di assunzione di fruttosio nell’ambito di diete ipercaloriche.

Glossario

  • Trigliceridi

    Sono sostanze lipidiche (grasse) che circolano nel sangue; la loro struttura è caratterizzata da una molecola di glicerolo a cui sono legate (esterificazione) tre molecole di acidi grassi; originano, in parte, dai grassi assunti con l'alimentazione, in parte vengono prodotti nel fegato e nel tessuto adiposo a partire da carboidrati.

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Carboidrati

    Rappresentano la principale fonte energetica della dieta. Sono di due tipi: semplici e complessi. I semplici sono gli zuccheri, i complessi includono amido e fibra. Forniscono 4 calorie per grammo. Si trovano naturalmente in pane, cereali, frutta, verdura, latte e latticini. Torte, biscotti, gelati, caramelle, succhi di frutta e altri alimenti di questo tipo sono ricchi di zuccheri.

Effect of fructose on postprandial triglycerides: a systematic review and meta-analysis of controlled feeding trials

Background In the absence of consistent clinical evidence, concerns have been raised that fructose raises postprandial triglycerides.
Purpose A systematic review and meta-analysis was conducted to assess the effect of fructose on postprandial triglycerides.
Data Sources Relevant studies were identified from MEDLINE, EMBASE, and Cochrane databases (through September 3, 2013).
Data Selection Relevant clinical trials of ≥7-days were included in the analysis.
Data Extraction Two independent reviewers extracted relevant data with disagreements reconciled by consensus. The Heyland Methodological Quality Score (MQS) assessed study quality. Data were pooled by the generic inverse variance method using random effects models and expressed as mean differences (MD) with 95% confidence intervals (CI). Heterogeneity was assessed (Cochran Q statistic) and quantified (I2 statistic).
Data Synthesis Eligibility criteria were met by 14 isocaloric trials (n=290), in which fructose was exchanged isocalorically for other carbohydrate in the diet, and two hypercaloric trials (n=33), in which fructose supplemented the background diet with excess energy from high-dose fructose compared with the background diet alone (without the excess energy). There was no significant effect in the isocaloric trials (SMD:0.10 [95% CI:-0.04,0.25]) with evidence of considerable heterogeneity explained by a single trial. Hypercaloric trials, however, showed a significant postprandial triglyceride raising-effect of fructose (SMD:0.65 [95% CI:0.30,1.01]).
Limitations Most of the available trials were small, short, and of poor quality. Interpretation of the isocaloric trials is complicated by the large influence of a single trial.
Conclusions Pooled analyses show that fructose in isocaloric exchange for other carbohydrate does not increase postprandial triglycerides, although an effect cannot be excluded under all conditions. Fructose providing excess energy, however, does increase postprandial triglycerides. Larger, longer, and higher-quality trials are needed.

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