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Il profilo dietetico tipico dei vegetariani stretti si correla con la minore incidenza di sovrappeso od obesità rispetto a tutti gli altri profili alimentari

12-09-2013

Nico S. Rizzo, Karen Jaceldo-Siegl, Joan Sabate, Gary E. Fraser
J. Acad. Nutr and Diet - pub online 28 August 2013.

La conoscenza delle possibili differenze tra i profili nutrizionali è molto importante quando si vogliono confrontare le associazioni di stili alimentari diversi con il rischio di malattia o di sviluppare sovrappeso.
In base alla valutazione dei profili alimentari, una popolazione di71 mila soggetti già coinvolti in un ampio studio di popolazione (Adventist Health Study 2), è stata suddivisa in diverse categorie: 1) vegetariani stretti (che non consumavano nessun alimento di origine animale); 2) semi-vegetariani (per i quali latticini e uova erano permessi sporadicamente, carne e pollame una o più volte al mese, pesce e carne in toto una o più volte al mese ma meno di una volta alla settimana; 3) pesco-vegetariani (senza restrizioni su latticini e uova, consumo di pesce una o più volte al mese, ma con un consumo di carni inferiore alla porzione al mese); 4) latto-ovo vegetariani (senza restrizioni su latticini e uova, ma con consumo di carni e pesce meno di una volta al mese; 5) infine non vegetariani. Al termine dell’analisi dei dati il BMI medio è risultato meno elevato nei vegetariani stretti (24,1) rispetto ai semi-vegetariani (27,4), ai pesco-vegetariani (26,1), ai latto-ovo vegetariani (26,1) e agli onnivori (28,6). Da questi risultati emergono due considerazioni: l’evidente Correlazione tra alcuni profili alimentari e il BMI e la necessità di approfondire il ruolo dei componenti degli stessi profili e degli stili di vita ad essi associati, non soltanto rispetto al peso, ma al mantenimento dello stato di salute generale.


Glossario

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Nutrient Profiles of Vegetarian and Nonvegetarian Dietary Patterns.

Background Differences in nutrient profiles between vegetarian and nonvegetarian dietary patterns reflect nutritional differences that can contribute to the development of disease.
Objective Our aim was to compare nutrient intakes between dietary patterns characterized by consumption or exclusion of meat and dairy products.
Design We conducted a cross-sectional study of 71,751 subjects (mean age=59 years) from the Adventist Health Study 2. Data were collected between 2002 and 2007. Participants completed a 204-item validated semi-quantitative food frequency questionnaire. Dietary patterns compared were nonvegetarian, semi-vegetarian, pesco vegetarian, lacto-ovo vegetarian, and strict vegetarian. Analysis of covariance was used to analyze differences in nutrient intakes by dietary patterns and was adjusted for age, sex, and race. Body mass index and other relevant demographic data were reported and compared by dietary pattern using χ2 tests and analysis of variance.
Results Many nutrient intakes varied significantly between dietary patterns. Nonvegetarians had the lowest intakes of plant proteins, fiber, beta carotene, and magnesium compared with those following vegetarian dietary patterns, and the highest intakes of saturated, trans, arachidonic, and docosahexaenoic fatty acids. The lower tails of some nutrient distributions in strict vegetarians suggested inadequate intakes by a portion of the subjects. Energy intake was similar among dietary patterns at close to 2,000 kcal/day, with the exception of semi-vegetarians, who had an intake of 1,707 kcal/day. Mean body mass index was highest in nonvegetarians (mean=28.7 [standard deviation=6.4]) and lowest in strict vegetarians (mean=24.0 [standard deviation=4.8]).
Conclusions Nutrient profiles varied markedly among dietary patterns that were defined by meat and dairy intakes. These differences are of interest in the etiology of obesity and chronic diseases.

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