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Il profilo lipidemico dei vegani stretti è il più favorevole, se confrontato a quello dei vegetariani, dei mangiatori di pesce e dei carnivori

09-01-2014

Bradbury KE, Crowe FL, Appleby PN, Schmidt JA, Travis RC, Key TJ.
Eur J Clin Nutr. 2013 Dec 18. doi: 10.1038/ejcn.2013.248. [Epub ahead of print]

Lo studio prospettico EPIC-Oxford segue 65411 uomini e donne britannici, per esaminare la correlazione tra diversi stili di vita e alimentari con il rischio di malattie croniche e tumori. Questa recente analisi riguarda un campione di popolazione, prevalentemente caucasica, scelto in base alle scelte alimentari prevalenti (carne, pesce, dieta vegetariana, dieta vegana), per correlare l’alimentazione abituale con il profilo lipidemico, fondamentale fattore di rischio per la malattia coronarica (CHD). Ne scaturiscono risultati in parte attesi, come la colesterolemia totale e LDL e l’apo B che risulta, nei vegani, inferiore rispetto a tutti e tre gli altri gruppi di confronto. Anche i valori del colesterolo antiaterogeno HDL seguono lo stesso pattern (sono cioè più bassi tra  i vegani). In parte, queste differenze sono dovute al BMI dei vegani stessi, più basso rispetto a quello degli altri tre gruppi. Tra vegetariani, mangiatori di pesce e carnivori, invece, non si osservano curiosamente differenze statisticamente significative dei parametri esaminati. 

Glossario

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

Serum concentrations of cholesterol, apolipoprotein A-I and apolipoprotein B in a total of 1694 meat-eaters, fish-eaters, vegetarians and vegans

BACKGROUND/OBJECTIVES: The objective of this study was to describe serum lipid concentrations, including apolipoproteins A-I and B, in different diet groups.
SUBJECTS/METHODS: A cross-sectional analysis of a sample of 424 meat-eaters, 425 fish-eaters, 423 vegetarians and 422 vegans, matched on sex and age, from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition-Oxford cohort. Serum concentrations of total, and high-density lipoprotein (HDL) cholesterol, as well as apolipoproteins A-I and B were measured, and serum non-HDL cholesterol was calculated.
RESULTS: Vegans had the lowest body mass index (BMI) and the highest and lowest intakes of polyunsaturated and saturated fat, respectively. After adjustment for age, alcohol and physical activity, compared with meat-eaters, fish-eaters and vegetarians, serum concentrations of total and non-HDL cholesterol and apolipoprotein B were significantly lower in vegans. Serum apolipoprotein A-I concentrations did not differ between the diet groups. In males, the mean serum total cholesterol concentration was 0.87 nmol/l lower in vegans than in meat-eaters; after further adjustment for BMI this difference was 0.76 nmol/l. In females, the difference in total cholesterol between these two groups was 0.60 nmol/l, and after further adjustment for BMI was 0.55 nmol/l.
CONCLUSIONS: In this study, which included a large number of vegans, serum total cholesterol and apolipoprotein B concentrations were lower in vegans compared with meat-eaters, fish-eaters and vegetarians. A small proportion of the observed differences in serum lipid concentrations was explained by differences in BMI, but a large proportion is most likely due to diet.

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