Privacy Policy - Informativa breve

Questo sito utilizza i cookie tecnici e di terze parti per consentire una migliore navigazione. Se si continua a navigare sul presente sito, si accettano i cookie. Continua.

(Per visualizzare l'informativa completa Clicca qui)

Annulla

Vai al contenuto

Nutrition foundation of italy

Ricerca

Compila i campi

Lingua

English

Ti trovi in: Home /Tutte le news

Il rischio di fratture da osteoporosi si riduce negli uomini che, dai 65 anni, hanno elevati consumi di acidi grassi polinsaturi omega-3

24-03-2015

Harris TB, Song X, Reinders I, Lang TF, Garcia ME, Siggeirsdottir K, Sigurdsson S, Gudnason V, Eiriksdottir G, Sigurdsson G, Steingrimsdottir L, Aspelund T, Brouwer IA, Murphy RA
Am J Clin Nutr. 2015 Mar 18. pii: ajcn087502. [Epub ahead of print]

Questo studio è stato condotto in Islanda, selezionando in modo randomizzato 898 partecipanti alla ricerca prospettica Age, Gene/Environment Susceptibility e 540 soggetti con fratture da osteoporosi. L’end point primario era la valutazione della possibile associazione tra livelli circolanti di polinsaturi, che riflettono l’apporto di questi acidi grassi con la dieta, e il rischio di incorrere, successivamente, in una frattura osteoporotica. È emersa una chiara differenza tra i sessi. Infatti, negli uomini, sono risultati decisivi i livelli di omega-3 e di EPA: nei terzili con concentrazioni più elevate la riduzione del rischio di fratture osteoporotiche (- 40%) risultava statisticamente significativa e consistente. In particolare, la supplementazione con olio di pesce si è dimostrata efficace a partire dai 65 anni. Nelle donne, invece, si è osservata una tendenza ad una maggiore protezione ossea, anche se non significativa sul piano statistico, associata a un alto consumo di omega-3, sotto forma di olio di pesce, in età peri-menopausale. Nessuna associazione protettiva è invece stata rilevata per consumi regolari di omega-3 in età precedenti a quelle segnalate.

Glossario

  • Osteoporosi

    Rarefazione del tessuto osseo per diminuzione dell'attività degli osteoblasti, legata all'età o a malattie.

  • Supplementazione

    Se i soggetti trattati sono ignari del fatto di aver ricevuto l'uno o l'altro dei trattamento testati, lo studio si definisce "in cieco". Se anche lo sperimentatore lo è, almeno fino al termine della raccolta dati, lo studio si definisce "in doppio cieco".

Plasma phospholipid fatty acids and fish-oil consumption in relation to osteoporotic fracture risk in older adults: the Age, Gene/Environment Susceptibility Study.

BACKGROUND: Polyunsaturated fatty acids (PUFAs) may play a role in fracture, but studies have been largely confined to estimates of dietary intake.
OBJECTIVE: We aimed to examine associations between fatty acids measured in late life and fish-oil consumption in early life, midlife, and late life with osteoporotic fracture risk.
DESIGN: Osteoporotic fractures were determined from medical records over 5-9 y of follow-up in men and women aged 66-96 y. Data were analyzed from 1438 participants including 898 participants who were randomly selected from the Age, Gene/Environment Susceptibility Study, which is an observational study, and 540 participants with incident fracture. Plasma phospholipid fatty acids were assessed by using gas chromatography. Fish-oil consumption was assessed by using validated questionnaires as never (referent), less than daily, or daily. HRs and 95% CIs adjusted for age, education, height, weight, diabetes, physical activity, and medications were estimated by using Cox regression.
RESULTS: In men, the highest tertile of PUFAs, n-3 (ω-3), and eicosapentaenoic acid were associated with decreased fracture risk [HRs (95% CIs): 0.60 (95% CI: 0.41, 0.89), 0.66 (0.45, 0.95), and 0.59 (0.41, 0.86), respectively]. In women, PUFAs tended to be inversely associated with fracture risk (P-trend = 0.06), but tertiles 2 and 3 were not independently associated with risk. Tertile 2 of n-6 and arachidonic acid was associated with fracture risk in women [HRs (95% CIs): 1.43 (1.10, 1.85) and 1.42 (1.09, 1.85)]. Daily fish-oil consumption in late life was associated with lower fracture risk in men (HR: 0.64; 95% CI: 0.45, 0.91). Daily fish-oil consumption in midlife was associated with lower fracture risk in women (HR: 0.75; 95% CI: 0.58, 0.98).
CONCLUSIONS: Greater PUFA concentrations may be associated with lower osteoporotic fracture risk in older adults, particularly in men. Critical time periods for n-3 fatty acid consumption may differ by sex.

Condividi

NFI - Nutrition Foundation of Italy
Viale Tunisia 38, 20124 Milano - info@nutrition-foundation.it
C.F./P.IVA 04062430154 - r.e.a 1510419