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Il rischio di sviluppare demenza senile è maggiore per chi ha problemi di obesità tra i 40 e i 59 anni

20-03-2013

Loef M, Walach H.
Obesity (Silver Spring). 2013 Jan;21(1):E51-5

Dati recenti, per quanto controversi, suggeriscono il ruolo del sovrappeso nella mezza età come fattore di rischio per lo sviluppo di demenza senile in età più avanzata. Poiché si stima che la prevalenza di questa patologia, e della sua causa più comune, l’Alzheimer, sia destinata a raddoppiare nella popolazione generale nel prossimo decennio, appare quindi importante lo studio dei possibili determinanti, e quindi di sovrappeso e obesità, la cui prevalenza negli Stati Uniti, nazione di riferimento del mondo occidentale, è stabile da tempo, mentre in Cina, così come in quasi tutte le aree del mondo in rapido sviluppo, è in costante crescita. Poter rilevare, in entrambe i paesi, un medesimo andamento epidemiologico, significa perciò avere un quadro applicabile in teoria a gran parte del globo.
Analizzando tutti i maggiori studi condotti su queste due popolazioni, centrati sull’obesità e sulle sue ricadute negative, è emersa in entrambe le aree la forte correlazione tra eccesso di peso (BMI 25-30 e oltre) tra i 40 e i 59 anni e rischio di sviluppo di demenza. Quest’ultimo in particolare aumenterebbe del 100% per coloro che sono obesi nella mezza età. Secondo questi dati quindi le campagne mirate alla prevenzione della demenza senile dovrebbero considerare anche la prevenzione del sovrappeso.

Glossario

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

  • Obesità

    Accumulo abnorme di grasso nell'organismo sotto forma di tessuto adiposo.

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Midlife obesity and dementia: Meta-analysis and adjusted forecast of dementia prevalence in the united states and china.

OBJECTIVE:Obesity is a risk factor of dementia. Current forecasts of dementia prevalence fail to take the rising obesity prevalence into account.
DESIGN AND METHODS:Embase and Medline were searched for observational studies on the association between overweight (BMI 25-30 kg/m(2) ) or obesity (BMI > 30 kg/m(2) ) and dementia and pooled the effect sizes by meta-analysis. The population attributable risk (PAR) was calculated for different time points and adjusted them for confounders. Based on current prevalence rates of dementia and demographic forecasts, patient numbers were calculated and adjusted by the growth rates of PAR.
RESULTS: Compared to normal weight, midlife obesity increases the risk of dementia later in life (BMI 25-30: RR = 1.34 [95% CI 1.08, 1.66], BMI > 30: RR = 1.91 [1.4, 2.62]). If obesity is included into forecast models, the prevalence of dementia is estimated to be 7.1 million (6.9, 7.3) and 11.3 million (10.9, 11.7) for the United States in 2030 and 2050, respectively. In China, the estimate is 13.1 million (12.8, 13.3) in 2030 and 26.2 million (25.1, 27.4) in 2050. These figures are 9% and 19% higher for the United States and China, respectively, than forecasts that rely solely on the demographic change.
CONCLUSION: The past and ongoing increase in midlife obesity prevalence will contribute significantly to the future prevalence of dementia and public health measures to reduce midlife obesity are simultaneously primary prevention measures to reduce the risk of dementia.
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