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In diabetici di tipo 2, tre mesi di consumo elevato di uova mantengono inalterati lipidemia e glicemia, favorendo inoltre il senso di sazietà post-prandiale

25-02-2015

Fuller NR, Caterson ID, Sainsbury A, Denyer G, Fong M, Gerofi J, Baqleh K, Williams KH, Lau NS, Markovic TP.
Am J Clin Nutr 2015 Feb 11 doi: 10.3945/ajcn.114.096925 [Epub ahead of print]

Le linee-guida alimentari statunitensi del 2015 "assolvono" le uova, riconoscendo il loro ottimo valore nutrizionale, in termini di proteine di alto valore biologico e di micronutrienti (minerali e vitamine), oltre che di grassi polinsaturi e monoinsaturi, a fronte di un pur elevato apporto di colesterolo. Questo studio australiano (DIABEGG) si inserisce bene nel processo di rivalutazione di un cibo che unisce qualità nutrizionale elevata a un costo estremamente contenuto. La ricerca ha confrontato in soggetti diabetici di tipo 2, con BMI pari o maggiore a 25 e di 18 anni di età e più, due regimi alimentari simili per introito di calorie e grassi, ma differenti sul fronte del contenuto di uova. Un gruppo consumava infatti 12 uova alla settimana (2 al giorno per 6 giorni), mentre il gruppo di confronto non superava le 2 uova in 7 giorni; la quota proteica della dieta era pareggiata con proteine da carne magra, da prodotti lattiero-caseari magri e da legumi. Dopo tre mesi, il profilo glicemico e lipidemico nei due gruppi era rimasto simile; si osservava però ma una maggiore tendenza all’aumento delle HDL in chi aveva consumato più uova. Questi stessi soggetti, inoltre, dichiaravano di essere molto soddisfatti del tipo di alimentazione proposta e, fattore cruciale, manifestavano una netta riduzione del senso di fame e un aumento del senso di sazietà. Lo studio conferma quindi lo scarso effetto delle uova (e del colesterolo alimentare) sul profilo lipidico; rimane tuttavia la cautela associata alla possibile conversione, recentemente descritta, della colina, di cui sono le uova sono pure ricche, in un metabolita ad effetto aterogeno (TMAO) da parte del microbiota intestinal.

Glossario

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

The effect of a high-egg diet on cardiovascular risk factors in people with type 2 diabetes: the Diabetes and Egg (DIABEGG) study—a 3-mo randomized controlled trial.

Background: Previously published research that examined the effects of high egg consumption in people with type 2 diabetes (T2D) produced conflicting results leading to recommendations to limit egg intake. However, people with T2D may benefit from egg consumption because eggs are a nutritious and convenient way of improving protein and micronutrient contents of the diet, which have importance for satiety and weight management.
Objective: In this randomized controlled study, we aimed to determine whether a high-egg diet (2 eggs/d for 6 d/wk) compared with a low-egg diet (<2 eggs/wk) affected circulating lipid profiles, in particular high-density lipoprotein (HDL) cholesterol, in overweight or obese people with prediabetes or T2D.
Design: A total of 140 participants were randomly assigned to one of the 2 diets as part of a 3-mo weight maintenance study. Participants attended the clinic monthly and were instructed on the specific types of foods and quantities to be consumed.
Results: There was no significant difference in the change in HDL cholesterol from screening to 3 mo between groups; the mean difference (95% CI) between high- and low-egg groups was +0.02 mmol/L (-0.03, 0.08 mmol/L; P = 0.38). No between-group differences were shown for total cholesterol, low-density lipoprotein cholesterol, triglycerides, or glycemic control. Both groups were matched for protein intake, but the high-egg group reported less hunger and greater satiety postbreakfast. Polyunsaturated fatty acid (PUFA) and monounsaturated fatty acid (MUFA) intakes significantly increased from baseline in both groups.
Conclusions: High egg consumption did not have an adverse effect on the lipid profile of people with T2D in the context of increased MUFA and PUFA consumption. This study suggests that a high-egg diet can be included safely as part of the dietary management of T2D, and it may provide greater satiety.

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