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In termini di salute, è meglio raggiungere il posto di lavoro in modo comunque attivo; ma l'uso della bicicletta consente di ottenere risultati globalmente migliori rispetto al camminare

26-05-2017

Celis-Morales CA, Lyall DM, Welsh P, Anderson J, Steell L, Guo Y, Maldonado R, Mackay DF, Pell JP, Sattar N, Gill JMR.
British Medical Journal 2017 doi: 10.1136/bmj.j1456.

Andare al lavoro in modo attivo, in bicicletta o a piedi, è un strategia per praticare regolarmente attività fisica, con ripercussioni positive, evidenti e a lungo termine sulla salute. Chi può deve preferire la biciletta perché, secondo questo studio britannico condotto su 263.540 persone, questa modalità di spostamento si associa alla riduzione significativa del rischio di malattie cardiovascolari, metaboliche (diabete in primo luogo) e oncologiche, con una ricaduta altrettanto positiva sulla mortalità per tutte le cause.
Raggiungere il luogo nel quale si svolge l’attività lavorativa a piedi offre vantaggi sul solo versante cardiovascolare (per quanto riguarda sia il rischio di malattie, sia la mortalità) con effetti positivi dose-dipendenti, che non cambiano considerando età, sesso, abitudine al fumo, peso e così via.
Poiché questa ricerca fa parte dell’amplissimo studio UK Biobank, i risultati sono più che affidabili. I partecipanti, uomini e donne, di età compresa tra 40 e 69 anni, sono stati reclutati in 22 centri tra Inghilterra, Scozia e Galles e seguiti per circa 5 anni, nel corso dei quali sono stati registrati la mortalità per tutte le cause, la mortalità cardiovascolare o oncologica, e i casi (fatali e non) di malattia cardiovascolare o oncologica. La salute a lungo termine è stata quini correlata con il tipo di attività fisica connessa con il mezzo utilizzato per andare al lavoro (bicicletta, piedi, solo mezzi pubblici o solo auto, oppure misto).

Questi i risultati:

  • utilizzare la bicicletta, sia come mezzo esclusivo per recarsi al lavoro, sia in modalità mista, permette di raggiungere i migliori risultati di fitness cardiorespiratoria in assoluto;
  • chi va al lavoro a piedi raggiunge livelli migliori di attività fisica complessiva, ma senza incidere significativamente sulla fitness cardiorespiratoria;
  • soltanto chi usa la bicicletta, anche in modalità mista con auto e mezzi pubblici, ha ridotto il rischio di mortalità per tutte le cause in modo evidente e significativo (fino al 40%) rispetto a chi cammina o a chi usa mezzi propri o pubblici; in linea con questo dato, soltanto tra questi soggetti si è ridotto il rischio di mortalità oncologica e, di conseguenza, il rischio di ammalarsi di tumore;
  • chi va al lavoro in modo attivo, a piedi, pedalando o in modalità mista, riduce il rischio sia di mortalità cardiovascolare, sia di malattie cardiovascolari fatali e non, in modo significativo rispetto ai sedentari;
  • tutte queste associazioni sono di tipo dose-dipendente: vale a dire che al maggior livello di attività (in bicicletta o a piedi) corrisponde una maggiore protezione.

Gli Autori sottolineano come raggiungere il posto di lavoro in modo attivo contribuisca a raggiungere i livelli settimanali di esercizio fisico raccomandati. Confermano inoltre che i risultati migliori ottenuti da chi può usare la bicicletta sono associati al maggiore sforzo fisico richiesto da questo mezzo, che si riflette positivamente sulla fitness cardiorespiratoria. Infine, precisano che chi va al lavoro a piedi ottiene buoni risultati soltanto se riesce a camminare in una settimana per almeno 9,6 chilometri (6 miglia), totalizzando almeno due ore a una velocità di 4,8 chilometri (circa 3 miglia) all’ora.
Questo studio è stato condotto in una nazione, la Gran Bretagna, dove l’uso della bicicletta è molto meno diffuso di quanto accada in altri paesi del Nord Europa o in Cina. Per questo le evidenze emerse sono ancora più convincenti e sono fortemente indicative di come dovrebbero essere orientati gli interventi pubblici di promozione della salute di popolazione. 

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Malattia cardiovascolare

    Che interessa sia il cuore sia i vasi.

Association between active commuting and incident cardiovascular disease, cancer, and mortality: prospective cohort study.

OBJECTIVE: To investigate the association between active commuting and incident cardiovascular disease (CVD), cancer, and all cause mortality.
DESIGN: Prospective population based study.
SETTING: UK Biobank.
PARTICIPANTS: 263450 participants (106 674 (52%) women; mean age 52.6), recruited from 22 sites across the UK. The exposure variable was the mode of transport used (walking, cycling, mixed mode v non-active (car or public transport)) to commute to and from work on a typical day.
MAIN OUTCOME MEASURES: Incident (fatal and non-fatal) CVD and cancer, and deaths from CVD, cancer, or any causes.
RESULTS: 2430 participants died (496 were related to CVD and 1126 to cancer) over a median of 5.0 years (interquartile range 4.3-5.5) follow-up. There were 3748 cancer and 1110 CVD events. In maximally adjusted models, commuting by cycle and by mixed mode including cycling were associated with lower risk of all cause mortality (cycling hazard ratio 0.59, 95% confidence interval 0.42 to 0.83, P=0.002; mixed mode cycling 0.76, 0.58 to 1.00, P<0.05), cancer incidence (cycling 0.55, 0.44 to 0.69, P<0.001; mixed mode cycling 0.64, 0.45 to 0.91, P=0.01), and cancer mortality (cycling 0.60, 0.40 to 0.90, P=0.01; mixed mode cycling 0.68, 0.57 to 0.81, P<0.001). Commuting by cycling and walking were associated with a lower risk of CVD incidence (cycling 0.54, 0.33 to 0.88, P=0.01; walking 0.73, 0.54 to 0.99, P=0.04) and CVD mortality (cycling 0.48, 0.25 to 0.92, P=0.03; walking 0.64, 0.45 to 0.91, P=0.01). No statistically significant associations were observed for walking commuting and all cause mortality or cancer outcomes. Mixed mode commuting including walking was not noticeably associated with any of the measured outcomes.
CONCLUSIONS: Cycle commuting was associated with a lower risk of CVD, cancer, and all cause mortality. Walking commuting was associated with a lower risk of CVD independent of major measured confounding factors. Initiatives to encourage and support active commuting could reduce risk of death and the burden of important chronic conditions.

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