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In uomini oltre i 60 anni, senza sintomi di decadimento cognitivo, l’assunzione di vitamina E e selenio non risulta efficace per la prevenzione della demenza di Alzheimer

13-04-2017

Kryscio RJ, Abner EL, Caban-Holt A, Lovell M, Goodman P, Darke AK, Yee M, Crowley J, Schmitt FA
JAMA Neurol. 2017 Mar 20. doi: 10.1001/jamaneurol.2016.5778. [Epub ahead of print]

L’azione antiossidante della vitamina E e del selenio è stata oggetto di numerose ricerche, volte a definirne gli effetti nei confronti del decadimento cognitivo, a partire dalla forma lieve iniziale (Mild Cognitive Impairment o MCI) fino alla demenza di Alzheimer, i cui risultati sono sempre controversi.
L’ultimo contributo viene dallo studio (PREADViSE, Prevention of Alzheimer’s Disease by Vitamin E and Selenium), che ha coinvolto 7540 uomini 60enni al momento dell’inclusione, seguiti per un periodo di tempo prolungato suddivisi in quattro bracci in base al tipo di trattamento: un primo gruppo ha ricevuto vitamina E (400 UI/die), il secondo selenio (200 mcg/die), il terzo un’associazione di vitamina E e selenio e il quarto un prodotto placebo. Tutti hanno assunto il trattamento assegnato per una media di 5,4 anni. Successivamente, un sottogruppo di 3786 uomini ha accettato di essere seguito per altri sei anni.
Al termine dello studio, i risultati sono stati chiari: nel gruppo di controllo (trattato con placebo), l’incidenza di demenza di Alzheimer è stata del 4,6 %, ha raggiunto il 4,0% tra i soggetti supplementati con vitamina E, il 4,2% nel gruppo che aveva assunto selenio e il 5,0% tra coloro che erano stati supplementati con l’associazione dei due antiossidanti.
I ricercatori concludono che, in base ai risultati ottenuti, non ci sono elementi a supporto di una supplementazione con vitamina E e selenio per la prevenzione della demenza di Alzheimer, almeno in soggetti con le caratteristiche di quelli inclusi in questi studio e seguendo le modalità e i tempi di assunzione descritti.

Glossario

  • Antiossidante

    Sostanza che impedisce o rallenta l'ossidazione.

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

  • Supplementazione

    Se i soggetti trattati sono ignari del fatto di aver ricevuto l'uno o l'altro dei trattamento testati, lo studio si definisce "in cieco". Se anche lo sperimentatore lo è, almeno fino al termine della raccolta dati, lo studio si definisce "in doppio cieco".

Association of Antioxidant Supplement Use and Dementia in the Prevention of Alzheimer's Disease by Vitamin E and Selenium Trial (PREADViSE).

IMPORTANCE: Oxidative stress is an established dementia pathway, but it is unknown if the use of antioxidant supplements can prevent dementia.
OBJECTIVE: To determine if antioxidant supplements (vitamin E or selenium) used alone or in combination can prevent dementia in asymptomatic older men.
DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS: The Prevention of Alzheimer's Disease by Vitamin E and Selenium (PREADViSE) trial began as a double-blind randomized clinical trial in May 2002, which transformed into a cohort study from September 2009 to May 2015. The PREADViSE trial was ancillary to the Selenium and Vitamin E Cancer Prevention Trial (SELECT), a randomized clinical trial of the same antioxidant supplements for preventing prostate cancer, which closed in 2009 owing to findings from a futility analysis. The PREADViSE trial recruited 7540 men, of whom 3786 continued into the cohort study. Participants were at least 60 years old at study entry and were enrolled at 130 SELECT sites, and Cox proportional hazards models were used in a modified intent-to-treat analysis to compare hazard rates among the study arms.
INTERVENTIONS: Participants were randomized to vitamin E, selenium, vitamin E and selenium, or placebo. While taking study supplements, enrolled men visited their SELECT site and were evaluated for dementia using a 2-stage screen. During the cohort study, men were contacted by telephone and assessed using an enhanced 2-stage cognitive screen. In both phases, men were encouraged to visit their physician if the screen results indicated possible cognitive impairment.
MAIN OUTCOMES AND MEASURES: Dementia case ascertainment relied on a consensus review of the cognitive screens and medical records for men with suspected dementia who visited their physician for an evaluation or by review of all available information, including a functional assessment screen.
RESULTS: The mean (SD) baseline age of the 7540 participants was 67.5 (5.3) years, with 3936 (52.2%) reporting a college education or better, 754 (10.0%) reporting black race, and 505 (6.7%) reporting Hispanic ethnicity. Dementia incidence (325 of 7338 men [4.4%]) was not different among the 4 study arms. A Cox model, which adjusted incidence for participant demographic information and baseline self-reported comorbidities, yielded hazard ratios of 0.88 (95% CI, 0.64-1.20) for vitamin E, 0.83 (0.60-1.13) for selenium, and 1.00 (0.75-1.35) for the combination compared with placebo.
CONCLUSIONS AND RELEVANCE: Neither supplement prevented dementia. To our knowledge, this is the first study to investigate the long-term association of antioxidant supplement use and dementia incidence among asymptomatic men.

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