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Incrementare l’apporto quotidiano di cereali integrali riduce la mortalità totale, con un effetto evidente soprattutto su quella cardiovascolare

17-06-2016

Wei H, Gao Z, Liang R, Li Z, Hao H, Liu X.
Br J Nutr. 2016 doi:10.1017/S0007114516001975. [Epub ahead of print]

Consumare cereali integrali, nei quali cioè sono conservate le tre parti del chicco (crusca, germe ed endosperma) permette di assumere vitamine, minerali, fitochimici e fibre, che vengono in buona parte rimossi dai processi di raffinazione comuni. Il consumo abituale di cereali integrali ha dimostrato effetti positivi sul metabolismo glucidico e lipidico, sulla funzionalità endoteliale (cioè sulla salute delle pareti arteriose) e sull’infiammazione. Questi effetti si riverberano positivamente sulla riduzione del rischio di obesità, di malattie cardiovascolari, metaboliche (diabete soprattutto) e di alcuni tipi di tumore.
Questa metanalisi ha considerato tutti gli studi prospettici che, nel mondo, hanno analizzato l’associazione tra consumo di cereali integrali e mortalità totale, sia cardiovascolare, sia oncologica. I dati raccolti hanno riguardato oltre 800 mila soggetti di entrambi i sessi, seguiti per una media di 14 anni.
Tre è il numero minimo di porzioni di cereali integrali da consumare ogni giorno per poter rilevare un effetto. Il consumo di 3 porzioni di cereali integrali in più al giorno si è dimostrato efficace nella riduzione del rischio di mortalità per tutte le cause del 19%. Il dato più consistente, cioè una diminuzione del 26%, è stato messo in luce per la mortalità cardiovascolare, mentre i decessi per cause oncologiche sono risultati diminuiti, tra i consumatori di quantità maggiori di integrali, del 9%. L’analisi dei dati ha permesso di rilevare per la mortalità associata a tumori l’esistenza di una correlazione lineare con i livelli di assunzione di cereali integrali.

Glossario

  • Infiammazione

    Complesso di reazioni che si verificano localmente in risposta ad un agente lesivo. Clinicamente è caratterizzata da 4 sintomi: tumefazione, arrossamento, aumento della temperatura localmente, dolore.

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Whole-grain consumption and the risk of all-cause, CVD and cancer mortality: a meta-analysis of prospective cohort studies

Results of the relationships between dietary whole-grain consumption and the risk of all-cause, CVD and cancer-specific mortality are mixed. We summarised the evidence based on a meta-analysis of prospective cohort studies. Pertinent studies were identified by searching articles in the MEDLINE and EMBASE databases up to 20 January 2016 and by reviewing the reference lists of the retrieved articles. Random-effects models were used to calculate summary relative risks (SRR) and 95 % CI. In all, eleven prospective studies (ten publications) were included in the meta-analysis. There were a total of 816 599 subjects and 89 251 cases of all-cause mortality. On the basis of the highest v. the lowest categories of intake, whole grains may be associated with a lower risk of mortality from all causes (SRR 0·87; 95 % CI 0·84, 0·90), CVD (SRR 0·81; 95 % CI 0·75, 0·89) and all cancers (SRR 0·89; 95 % CI 0·82, 0·96). For each 3 servings/d increase in whole-grain intake, there was a 19 % reduction in the risk of all-cause mortality (SRR 0·81; 95 % CI 0·76, 0·85), a 26 % reduction in CVD mortality (SRR 0·74; 95 % CI 0·66, 0·83) and a 9 % reduction in cancer mortality (SRR 0·91; 95 % CI 0·84, 0·98). The current meta-analysis provides some evidence that high intake of whole grains was inversely associated with the risk of all-cause, CVD and cancer-specific mortality. Further well-designed studies, including clinical trials and in different populations, are required to confirm our findings.

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