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Interventi di comunità sulla popolazione di 40-79 anni migliorano in 5 anni il profilo dei principali fattori di rischio cardiovascolare

10-03-2016

Sidebottom AC, Sillah A, Miedema MD, Vock DM, Pereira R, Benson G, Boucher JL, Knickelbine T, Lindberg R, VanWormer JJ.
Am Heart J, doi: 10.1016/j.ahj.2016.02.006 [E-pub ahead of print]

Il rischio di infarto miocardico è modulato dalla presenza di più fattori di rischio, alcuni non modificabili (età, sesso, familiarità), altri (la maggior parte) modificabili: tra questi  profilo lipidico, peso, glicemia, pressione arteriosa, consumo di frutta e verdura, abitudine al fumo. Com’è noto, anche modesti miglioramenti a livello di popolazione possono incidere in modo significativo sull’incidenza di eventi e sul costo sociale e personale della malattia.
Questo studio, condotto su 7.855 adulti della cittadina rurale di New Ulm (Minnesota, Stati Uniti), nella fascia 40-79 anni, ha integrato più interventi mirati alla correzione di comportamenti/situazioni di rischio cardiovascolare, largamente diffusi in quella popolazione: scarso consumo di frutta e verdura, sovrappeso/obesità, presenza di sindrome metabolica, mancata adesione a terapie preventive prescritte (aspirina o ipocolesterolemizzanti). Gli interventi sono stati articolati: eventi per aumentare l’attività fisica outdoor e indoor, lezioni pratiche di sana cucina, conferenze di educazione sanitaria/nutrizionale, coinvolgimento della ristorazione locale e così via.
Sono stati utilizzati Facebook, Twitter e altri Social media per la promozione anche degli incontri e delle consulenze gratuite offerte dal centro ospedaliero di riferimento; i soggetti a massimo rischio sono stati anche seguiti con un programma motivazionale e di follow-up telefonico.
Dopo 5 anni, ecco i risultati: riduzione della pressione sistolica e diastolica, con il raggiungimento dell’obiettivo <140/90 mmHg per l’86,4% della popolazione (+7%). Il 71% (+2%) ha ridotto la colesterolemia LDL a <130 mg/dl. Il 64,1% della popolazione (+ 5%) ha ridotto a <200 mg/dl la colesterolemia totale; anche la glicemia a digiuno e la trigliceridemia sono state riportate a target per un ampio strato della popolazione seguita.
Infine in questa popolazione che, per età e condizioni, è più esposta a incremento del BMI, nell’arco di 5 anni non si è avuto alcun aumento ponderale.
Questi risultati sono soltanto il prologo ad altri interventi: il passo successivo, promettono gli Autori, sarà valutare quanto il miglioramento dei parametri di rischio cardiovascolare abbia influito positivamente sul numero di nuovi eventi, infarto miocardico in primis.

Glossario

  • Pressione arteriosa

    Pressione del sangue nelle arterie dovuto all'attività contrattile del muscolo cardiaco e alla resistenza vascolare periferica, distinta in sistolica o massima e diastolica o minima.

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

  • Sindrome metabolica

    La Sindrome Metabolica è una condizione metabolica caratterizzata dalla contemporanea associazione di diversi fattori di rischio metabolici nello stesso paziente, che incrementano la possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete.

Changes in Cardiovascular Risk Factors after 5 Years of Implementation of a Population-Based Program to Reduce Cardiovascular Disease: The Heart of New Ulm Project.

Background: Population-based interventions aimed at reducing cardiovascular disease (CVD) hold significant potential and will be increasingly relied upon as the model for healthcare changes in the US.
Methods: The Heart of New Ulm (HONU) Project is a population-based project with healthcare, community, and workplace interventions addressing multiple levels of the social-ecological model designed to reduce modifiable CVD risk factors in rural New Ulm, MN. The community is served by one health system, enabling the use of electronic health record (EHR) data for surveillance. EHR data was extracted at baseline (2008-2009) and two follow-up periods (2010-2011, 2012-2013) for residents age 40-79. Generalized estimating equations were used to fit longitudinal models of the risk factors.
Results: Of 7,855 residents in the target population, 80% had EHR data for each time period. The prevalence of at goal blood pressure (BP) (<140/90mmHg) and low-density lipoprotein cholesterol (LDLC) (<130mg/dl) increased from 79.3% to 86.4% and 68.9% to 71.1%, respectively from baseline to 5-years, with the largest reductions in BP and LDL-C seen in individuals not at goal at baseline. BP and lipid-lowering medication use increased from 41.8% to 44.0% and 25.3% to 29.1%, respectively. The proportion at goal for glucose increased from 46.9% to 48.2%. The prevalence BMI < 30 (55%) did not change, while the proportion at-goal for HDL decreased from 63.8% to 58%, and smoking showed an increase from 11.3% to 13.6%.
Conclusion: In a community participating in a multifaceted, population-based project aimed at reducing modifiable CVD risk factors, significant improvements in BP, LDL-C, and glucose were observed over 5 years, and BMI remained stable in a state where obesity was increasing.

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