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Ipertensione al Centro-Nord e obesità al Sud segnali precoci di rischio cardiovascolare emersi in Italia nella popolazione di 6-17 anni

10-03-2015

Menghetti E, Strisciuglio P, Spagnolo A, Carletti M, Paciotti G, Muzz G, Beltemacchi M, Concolino D, Strambi M, Rosano A.
Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2015 25 Feb doi: 10.1016/j.numecd [Epub ahead of print]

Nei paesi industrializzati, alcuni dei principali fattori di rischio cardiovascolare si mettono in luce già in età pediatrica. L’Italia non fa eccezione. Questa ricerca di popolazione, condotta tra studenti delle scuole elementari, medie e superiori, maschi e femmine di età compresa tra 6 e 17 anni, ha confermato che, nel nostro paese, esistono abitudini alimentari radicate sul territorio, in grado di condizionare la comparsa di segnali precoci di rischio cardiovascolare in modo non omogeneo tra le Regioni. Nelle aree del Centro-Nord, infatti, prevalgono pre-ipertensione e ipertensione, riconducibili alla familiarità, ma anche al più frequente impiego di sale e cibi salati: il rischio di ipertensione appare infatti raddoppiato tra i maggiori consumatori di sale. Nelle Regioni meridionali, invece, l’eccesso ponderale è il fattore di rischio prevalente. Tra gli elementi in causa la familiarità, il peso raggiunto dalla madre in gravidanza e la sedentarietà del soggetto. Nei soggetti sovrappeso/obesi (da Nord a Sud il 27,2%) è spesso compresente un eccesso pressorio (4 volte più che nei ragazzini normopeso), oltre a segni precoci di squilibrio metabolico. Preoccupa, rispetto ai dati raccolti trent’anni fa in una popolazione simile, l’incremento di pre-ipertensione: nel 1981 interessava l’1% dei soggetti esaminati, nello studio attuale raggiunge il 7%. Questo studio conferma che l’allarme suscitato dalla presenza di fattori di rischio cardiovascolare in giovane età è più che giustificato anche in Italia e che la messa a punto di opportune politiche sanitarie non è più rimandabile.

Glossario

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

Hypertension and obesity in Italian school children: The role of diet, lifestyle and family history.

Background and Aims: In Italy, the prevalence of hypertension, obesity and overweight in paediatric patients has increased in the past years. The purpose of this study was to analyse the relationship between obesity and hypertension and related factors in Italian students.
Methods and Results: We studied 2007 healthy individuals between the ages of 6 and 17 years of age (998 males and 1009 females) attending schools in the cities of Varese (northern Italy), Rome (central Italy) and Catanzaro (southern Italy). The blood pressure, weight and height of the students were measured. We also assessed their daily intake of foods and the amount of physical activity they performed. A questionnaire was administered to the parents of the subjects to obtain information on the child’s medical history and family lifestyle. Of the students, 27.2% were overweight, and 6.6% were obese, with the highest percentages in southern Italy. A total of 6.2% of students had hypertension, and the region with the highest percentage was found to be northern Italy. Obese students had a risk of developing hypertension that was four times greater than those subjects who were of normal weight.
Conclusion: Overweight and obese children/adolescents were more frequently found in southern Italy as opposed to northern and central Italy, and hypertensive children were more prevalent in the north. An unhealthy diet might explain the more widely spread obesity among children living in the south; an excess use of salt could explain the greater rate of hypertension found among children/adolescents living in the north.

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