Ipertrigliceridemia, obesità addominale e rischio coronarico

Arsenault BJ, Lemieux I, Després JP, Wareham NJ, Kastelein JJ, Khaw KT, Boekholdt SM.
CMAJ. 2010 Jul 19. Epub ahead of print

04-08-2010

E’ ormai ampiamente dimostrato che nei soggetti obesi, l’eccesso di grasso intra-addominale o viscerale si associa ad anomalie metaboliche e ad un rischio maggiore di sviluppare coronaropatie e diabete di tipo 2 rispetto all’eccesso di grasso sottocutaneo.
La misurazione sistematica della circonferenza addominale non rappresenta quindi una determinazione attendibile del rischio coronarico legato all’obesità, poiché non permette di distinguere l’adiposità intra-addominale da quella sottocutanea. La combinazione di valori elevati di circonferenza addominale e alti livelli di trigliceridi circolanti (fenotipo ipertriglieridemico-addominale) è già stata proposta come indicatore dell’obesità addominale viscerale, facilmente utilizzabile per la stima del rischio nella pratica clinica.
In questo studio 21787 soggetti di entrambi i sessi e di età compresa tra 45 e 79 anni, reclutati per lo studio EPIC-Norfolk, sono stati classificati in base alla presenza o assenza di ipertrigliceridemia (≥ 2 mM/L per l’uomo e ≥ 1.5 mM/L per la donna) e obesità addominale (circonferenza vita ≥ 90 cm per l’uomo, ≥ 85 cm per la donna). Dopo un follow up di circa 10 anni, la coronaropatia si è manifestata in 2109 soggetti, con un rischio significativamente maggiore per i portatori del fenotipo ipertrigliceridemico- addominale, sia uomini (HR 2.4, CI 2.02-2.87) che donne (HR 3.84, CI 3.2-4.62). La presenza del suddetto fenotipo è risultata inoltre associata a livelli più elevati di pressione arteriosa, apolipoproteina B e proteina C reattiva, alla riduzione della colesterolemia HDL, dell’apolipoproteina A-I e delle dimensioni delle lipoproteine LDL.
I risultati confermano che i soggetti con ipertrigliceridemia e obesità addominale presentano un profilo di rischio cardiometabolico più sfavorevole e sono più a rischio di sviluppare malattia coronarica e indicano l’utilità dell’associazione tra la trigliceridemia e la circonferenza addominale come marker di obesità viscerale e quindi di rischio cardiovascolare.

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Circonferenza addominale

    Una misura del girovita. Il grasso che si concentra a livello dell\'addome aumenta il rischio di incorrere in problemi di salute collegati all\'obesità.

  • Obesità

    Accumulo abnorme di grasso nell'organismo sotto forma di tessuto adiposo.

  • Trigliceridi

    Sono sostanze lipidiche (grasse) che circolano nel sangue; la loro struttura è caratterizzata da una molecola di glicerolo a cui sono legate (esterificazione) tre molecole di acidi grassi; originano, in parte, dai grassi assunti con l'alimentazione, in parte vengono prodotti nel fegato e nel tessuto adiposo a partire da carboidrati.

  • Pressione arteriosa

    Pressione del sangue nelle arterie dovuto all'attività contrattile del muscolo cardiaco e alla resistenza vascolare periferica, distinta in sistolica o massima e diastolica o minima.

The hypertriglyceridemic-waist phenotype and the risk of coronary artery disease: results from the EPIC-Norfolk Prospective Population Study.

BACKGROUND: Screening for increased waist circumference and hypertriglyceridemia (the hypertriglyceridemic-waist phenotype) has been proposed as an inexpensive approach to identify patients with excess intra-abdominal adiposity and associated metabolic abnormalities. We examined the relationship between the hypertriglyceridemic-waist phenotype to the risk of coronary artery disease in apparently healthy individuals. METHODS: A total of 21 787 participants aged 45-79 years were followed for a mean of 9.8 (standard deviation 1.7) years. Coronary artery disease developed in 2109 of them during follow-up. The hypertriglyceridemic-waist phenotype was defined as a waist circumference of 90 cm or more and a triglyceride level of 2.0 mmol/L or more in men, and a waist circumference of 85 cm or more and a triglyceride level of 1.5 mmol/L or more in women. RESULTS: Compared with participants who had a waist circumference and triglyceride level below the threshold, those with the hypertriglyceridemic-waist phenotype had higher blood pressure indices, higher levels of apolipoprotein B and C-reactive protein, lower levels of high-density lipoprotein cholesterol and apolipoprotein A-I, and smaller low-density lipoprotein particles. Among men, those with the hypertriglyceridemic-waist phenotype had an unadjusted hazard ratio for future coronary artery disease of 2.40 (95% confidence interval [CI] 2.02-2.87) compared with men who did not have the phenotype. Women with the phenotype had an unadjusted hazard ratio of 3.84 (95% CI 3.20-4.62) compared with women who did not have the phenotype. INTERPRETATION: Among participants from a European cohort representative of a contemporary Western population, the hypertriglyceridemic-waist phenotype was associated with a deteriorated cardiometabolic risk profile and an increased risk for coronary artery disease.

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