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La carenza di folati in post-menopausa appare correlata a un maggior rischio di disturbi cognitivi e probabile demenza

03-10-2014

Agnew-Blais JC, Wassertheil-Smoller S, Kang JH, Hogan PE, Coker LH, Snetselaar LG, Smoller JW.
J Acad Nutr Diet. 2014 Sep 5. pii: S2212-2672(14)01056-9. doi: 10.1016/j.jand.2014.07.006. [Epub ahead of print]

Il ruolo delle vitamine del gruppo B e dei folati nella protezione della funzione cognitiva, specie nell’anziano, è da sempre oggetto di dibattito. In questa ricerca longitudinale, condotta su oltre 7.000 donne in post-menopausa, è stato valutato l’apporto nutrizionale di questi micronutrienti in relazione al possibile sviluppo di disturbi cognitivi di diversa gravità. È emersa un’elevata prevalenza di carenza di folati nel campione di donne esaminato (il 46,7% era al disotto dei livelli giornalieri raccomandati). La vitamina B6 è invece risultata carente in un quarto circa delle donne (26,9%), mentre sono stati rilevati livelli di assunzione di vitamina B12 generalmente adeguati (con carenza nel solo 2,5%). Le carenze sono risultate associate a maggiore sedentarietà e a condizioni socio-economiche più disagiate. Nel corso dei 5 anni di osservazione sono stati diagnosticati complessivamente 307 casi di probabile demenza o di Mild Cognitive Impairment (o MCI, e cioè quella fase intermedia, spesso transitoria, tra l’invecchiamento fisiologico e la demenza), il 16,4% dei quali era evoluto in probabile demenza al termine del periodo fi follow-up. L’incidenza cumulativa di MCI e demenza probabile è risultata maggiore tra le donne in carenza di folati, con un aumento del rischio del 100% circa per le donne caratterizzate da livelli di assunzione al di sotto del fabbisogno raccomandato (400 µg/die). Nessuna correlazione, invece, è emersa per apporti di vitamina B6 inferiori ai livelli di assunzione giornalieri raccomandati. Gli Autori concludono sottolineando l’opportunità di valutare i vantaggi di una supplementazione di folati nella prevenzione delle demenze nella popolazione anziana.

Glossario

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

  • Supplementazione

    Se i soggetti trattati sono ignari del fatto di aver ricevuto l'uno o l'altro dei trattamento testati, lo studio si definisce "in cieco". Se anche lo sperimentatore lo è, almeno fino al termine della raccolta dati, lo studio si definisce "in doppio cieco".

Folate, Vitamin B-6, and Vitamin B-12 Intake and Mild Cognitive Impairment and Probable Dementia in the Women’s Health Initiative Memory Study.

BACKGROUND: Whether higher B vitamin intake (ie, B-6, B-12, and folate) is protective against cognitive decline in later life remains uncertain. Several prospective, observational studies find higher B vitamin intake to be associated with lower risk of dementia; other studies, including most trials of B vitamin supplementation, have observed no effect on cognition. We examined this question in a large population of older women carefully monitored for development of mild cognitive impairment (MCI) and probable dementia.
OBJECTIVE: To determine whether baseline folate, vitamin B-6, and/or vitamin B-12 intake, alone or in combination, are associated with incident MCI/probable dementia among older women.
DESIGN: Prospective, longitudinal cohort study. Participants were enrolled between 1993 and 1998, and B vitamin intake was self-reported using a food frequency questionnaire administered at baseline.
PARTICIPANTS/SETTING: Postmenopausal women (N=7,030) free of MCI/probable dementia at baseline in the Women's Health Initiative Memory Study.
MAIN OUTCOME MEASURES: Over a mean follow-up of 5.0 years, 238 cases of incident MCI and 69 cases of probable dementia were identified through rigorous screening and expert adjudication.
STATISTICAL ANALYSES:Cox proportional hazard models adjusting for sociodemographic and lifestyle factors examined the association of B vitamin intake above and below the Recommended Daily Allowance and incident MCI/probable dementia.
RESULTS: Folate intake below the Recommended Daily Allowance at study baseline was associated with increased risk of incident MCI/probable dementia (hazard ratio 2.0, 95% CI 1.3 to 2.9), after controlling for multiple confounders. There were no significant associations between vitamins B-6 or B-12 and MCI/probable dementia, nor any evidence of an interaction between these vitamins and folate intake.
CONCLUSIONS: Folate intake below the Recommended Daily Allowance may increase risk for MCI/probable dementia in later life. Future research should include long-term trials of folic acid supplementation to examine whether folate may impart a protective effect on cognition in later life.

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