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La presenza di quercetina, antiossidante tra i più diffusi, non è decisiva per la sintesi di EPA e DHA (omega-3 a lunga catena) a partire dall’acido alfa-linolenico

13-04-2017

Burak C, Wolffram S, Zur B, Langguth P, Fimmers R, Alteheld B, Stehle P, Egert S
Br J Nut 2017; Apr 3: doi:10.1017/S0007114517000241 [e-pub ahead of print]

Questo studio ha preso le mosse dai ben noti effetti benefici sul sistema cardiovascolare (e sulla riduzione della mortalità per tutte le cause) di una regolare assunzione di omega-3 a lunga catena (EPA e DHA), assicurata dal consumo di due-tre porzioni alla settimana di pesce grasso (salmone, sgombro, merluzzo, sardine).
Meno chiaro è invece il contributo alla quota di EPA e DHA derivante dalla conversione del precursore, acido alfa-linolenico, l’omega-3 di origine vegetale, definito “essenziale” per l’organismo umano che non è in grado di sintetizzarlo e deve pertanto assumerlo con gli alimenti che lo contengono (gran parte dei vegetali in piccole quantità, ma soprattutto noci, semi oleosi e oli che ne derivano, come lino, colza e soia).
L’efficienza della conversione dell’acido alfa-linolenico in EPA e DHA sembra essere molto bassa; tuttavia, alcuni studi sperimentali hanno messo in luce come la contemporanea presenza dei flavonoidi ed in particolare dell’antiossidante quercetina, di cui sono ricchi frutti (mele, uva, agrumi, frutti rossi), verdure (cipolle, broccoli, pomodori, capperi), tè e vino rosso, possa favorire la sintesi endogena di omega-3 a lunga catena.
In questo studio tedesco in cross over sono stati confrontati gli effetti dell’assunzione controllata di acido alfa-linolenico più quercetina e acido alfa-linolenico più placebo, per otto settimane, in uomini e donne sani. La dose giornaliera di acido alfa-linolenico, fissata a 3,6 g/giorno (circa 2-3 volte l’apporto medio con una dieta di tipo occidentale) è stata ottenuta utilizzando 30 g di olio di colza e 25 g di margarina morbida a base di olio di colza al giorno (prodotti di largo impiego in Germania); la quercetina invece è stata somministrata in capsule alla dose di 190 mg/die.
Al termine del confronto, l’assunzione di acido alfa-linolenico è risultata associata all’aumento dei livelli sia dello stesso acido alfa-linolenico, sia di EPA, ma non di DHA, misurati nei globuli rossi e nel siero. L’aggiunta di quercetina non ha influenzato in alcun modo la conversione dell’alfa-linolenico negli omega-3 a più lunga catena. Gli stessi risultati sono stati rilevati sia negli uomini e sia nelle donne.
In conclusione, lo studio conferma che un’adeguata assunzione di acido alfa-linolenico con la dieta è sufficiente per soddisfare il fabbisogno di questo acido grasso polinsaturo essenziale e contribuisce ai livelli endogeni di EPA, ma non di DHA. L’assenza di effetti attribuibili alla quercetina e i bassi livelli del flavonoide determinati nel plasma dei soggetti allo studio ha portato gli autori a sottolineare la limitata biodisponibilità di questi composti.

Glossario

  • Antiossidante

    Sostanza che impedisce o rallenta l'ossidazione.

Effects of the flavonol quercetin and alfa-linolenic acid on n-3 PUFA status in metabolically healthy men and women: a randomised, double-blinded, placebo-controlled, crossover trial

Increased dietary intake and tissue status of the long-chain n-3 PUFA, EPA and DHA, is associated with cardiovascular benefits. Epidemiological and animal studies suggest that concomitant nutritive intake of flavonoids may increase the conversion of α-linolenic acid (ALA) to longer-chain n-3 fatty acids EPA and DHA. We investigated the effects of increased ALA intake on fatty acid composition of serum phospholipids and erythrocytes in metabolically healthy men and women and whether fatty acid profiles and ALA conversion were affected by regular quercetin intake or sex. Subjects (n 74) were randomised to receive at least 3·6 g/d ALA with either 190 mg/d quercetin (ALA + quercetin) or placebo (ALA + placebo) in a double-blinded, placebo-controlled, crossover trial with 8-week intervention periods separated by an 8-week washout period. A total of seven subjects dropped out for personal reasons. Data from the remaining sixty-seven subjects (thirty-four males and thirty-three females) were included in the analysis. Both interventions significantly increased serum phospholipid ALA (ALA + placebo: +69·3%; ALA + quercetin: +55·8%) and EPA (ALA + placebo: +37·3%; ALA + quercetin: +25·5%). ALA + quercetin slightly decreased DHA concentration by 9·3%. Erythrocyte ALA and EPA significantly increased with both interventions, whereas DHA decreased. Fatty acid composition did not differ between sexes. We found no effect of quercetin. Intake of 3·6 g/d ALA over an 8-week period resulted in increased ALA and EPA, but not DHA, in serum phospholipids and erythrocytes. Neither quercetin supplementation nor sex affected the increment of ALA and relative proportions of n-3 PUFA in serum phospholipids and erythrocytes.

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