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La ricerca riabilita il consumo del burro a dosi moderate: questi i dati più recenti sul ruolo dei grassi saturi nel rischio cardiovascolare e metabolico

15-07-2016

Pimpin L, Wu JH, Haskelberg H, Del Gobbo L, Mozaffarian D.
PLoSOne. 2016 Jun 29;11(6):e0158118. doi: 10.1371/journal.pone.0158118. eCollection 2016.

È da qualche anno che la ricerca sta rivedendo il ruolo di tutti i grassi, ma soprattutto di quelli saturi,  nei confronti del rischio cardiovascolare e metabolico.  Per questa metanalisi sono stati considerati i dati emersi dalla valutazione di 9 studi che hanno coinvolto, in 15 nazioni, un totale di 636.151 soggetti seguiti nel tempo.
Ne emerge un effetto neutro del consumo moderato di burro (un cucchiaio da minestra, circa 14 g al giorno), che non risulta associato al rischio di malattie cardiovascolari, di infarto miocardico o di ictus.  I risultati mettono invece in luce un modesto effetto  protettivo (-4%) nei confronti del rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Unico dato negativo: 14 g di burro al giorno sembrano aumentare dell’1% il rischio di mortalità per tutte le cause.
Nelle conclusioni gli Autori ribadiscono che queste osservazioni, basate su dati reali, confermano che è scorretto guardare ai singoli nutrienti come “buoni” o “cattivi” di per sé, perché l’alimentazione è un insieme di cibi di struttura complessa, il cui effetto reale può essere valutato solo nel lungo periodo. Per quanto riguarda il burro, i ricercatori precisano che questi nuovi dati si aggiungono a quelli già noti relativi all’effetto protettivo dei grassi del latte e dei prodotti derivati nei confronti del rischio di diabete, e  sottolineano che il burro deve essere consumato con moderazione nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata, ricca di frutta e verdura e che privilegi gli oli vegetali per condire. 

Glossario

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Ictus

    Manifestazione acuta di lesione focale cerebrale.

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

Is Butter Back? A Systematic Review and Meta-Analysis of Butter Consumption and Risk of Cardiovascular Disease, Diabetes, and Total Mortality.

BACKGROUND: Dietary guidelines recommend avoiding foods high in saturated fat. Yet, emerging evidence suggests cardiometabolic benefits of dairy products and dairy fat. Evidence on the role of butter, with high saturated dairy fat content, for total mortality, cardiovascular disease, and type 2 diabetes remains unclear. We aimed to systematically review and meta-analyze the association of butter consumption with all-cause mortality, cardiovascular disease, and diabetes in general populations.
METHODS AND FINDINGS: We searched 9 databases from inception to May 2015 without restriction on setting, or language, using keywords related to butter consumption and cardiometabolic outcomes. Prospective cohorts or randomized clinical trials providing estimates of effects of butter intake on mortality, cardiovascular disease including coronary heart disease and stroke, or diabetes in adult populations were included. One investigator screened titles and abstracts; and two reviewed full-text articles independently in duplicate, and extracted study and participant characteristics, exposure and outcome definitions and assessment methods, analysis methods, and adjusted effects and associated uncertainty, all independently in duplicate. Study quality was evaluated by a modified Newcastle-Ottawa score. Random and fixed effects meta-analysis pooled findings, with heterogeneity assessed using the I2 statistic and publication bias by Egger's test and visual inspection of funnel plots. We identified 9 publications including 15 country-specific cohorts, together reporting on 636,151 unique participants with 6.5 million person-years of follow-up and including 28,271 total deaths, 9,783 cases of incident cardiovascular disease, and 23,954 cases of incident diabetes. No RCTs were identified. Butter consumption was weakly associated with all-cause mortality (N = 9 country-specific cohorts; per 14g(1 tablespoon)/day: RR = 1.01, 95%CI = 1.00, 1.03, P = 0.045); was not significantly associated with any cardiovascular disease (N = 4; RR = 1.00, 95%CI = 0.98, 1.02; P = 0.704), coronary heart disease (N = 3; RR = 0.99, 95%CI = 0.96, 1.03; P = 0.537), or stroke (N = 3; RR = 1.01, 95%CI = 0.98, 1.03; P = 0.737), and was inversely associated with incidence of diabetes (N = 11; RR = 0.96, 95%CI = 0.93, 0.99; P = 0.021). We did not identify evidence for heterogeneity nor publication bias.
CONCLUSIONS: This systematic review and meta-analysis suggests relatively small or neutral overall associations of butter with mortality, CVD, and diabetes. These findings do not support a need for major emphasis in dietary guidelines on either increasing or decreasing butter consumption, in comparison to other better established dietary priorities; while also highlighting the need for additional investigation of health and metabolic effects of butter and dairy fat.

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