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La sana alimentazione si conferma fattore decisivo nel ridurre il rischio di declino cognitivo, anche in chi soffre di malattie cardiovascolari o diabete

27-05-2015

Smyth A, Dehghan M, O'Donnell M, Anderson C, Teo K, Gao P, Sleight P, Dagenais G, Probstfield JL, Mente A, Yusuf S; ONTARGET and TRANSCEND Investigators.
Neurology. 2015 May 6. pii: 10.1212/WNL.0000000000001638. [Epub ahead of print]

I due grandi studi clinici ONTARGET e TRANSCEND sono stati condotti in 40 paesi, includendo quasi 30 mila uomini e donne di 55 anni e più, diabetici di tipo 2 e/o con una storia di malattia coronarica, cerebrovascolare, o di arteriopatia obliterante periferica.
I soggetti sono stati seguiti per quasi 5 anni, analizzando anche il tipo di alimentazione seguita, valutata secondo l’Alternative Healthy Eating Index (AHEI), che comprende 7 componenti principali: verdura, frutta, proteine di soia e frutta secca con guscio, cereali integrali, cibi fritti, rapporto tra consumo di pesce e carne/uova e alcol. Negli stessi pazienti la funzione cognitiva è stata esaminata mediante una serie di test mirati (MMSE, Mini Mental State Examination), condotti all’inizio dello studio, dopo 2 anni e alla penultima visita.  È così che si è messa in luce una chiara associazione lineare tra valori di AHEI (l'indice più alto corrispondeva a una maggior frequenza di consumo di alimenti “sani”, come frutta, verdura, frutta secca con guscio) e miglioramento del punteggio conseguito al MMSE.
Gli Autori sottolineano che questo è il primo studio a valutare questa associazione in una popolazione così numerosa e caratterizzata da fattori di rischio importanti nel determinare il declino cognitivo, soprattutto a carico delle funzioni esecutive più facilmente compromesse in corso di malattie cardio e cerebro vascolari. Essi ipotizzano anche, tra i meccanismi d’azione di un'alimentazione più sana, la riduzione dell’infiammazione generalizzata, sensibile al maggior apporto di vitamine e antiossidanti, e il controllo della pressione attribuibile all'assunzione di potassio (presente in frutta e verdura). Secondo queste osservazioni l'adozione di una sana e corretta alimentazione potrebbe rappresentare una strategia valida per la riduzione del rischio di declino cognitivo nella popolazione generale.

Glossario

  • Infiammazione

    Complesso di reazioni che si verificano localmente in risposta ad un agente lesivo. Clinicamente è caratterizzata da 4 sintomi: tumefazione, arrossamento, aumento della temperatura localmente, dolore.

Healthy eating and reduced risk of cognitive decline: A cohort from 40 countries.

OBJECTIVE: We sought to determine the association of dietary factors and risk of cognitive decline in a population at high risk of cardiovascular disease.
METHODS: Baseline dietary intake and measures of the Mini-Mental State Examination were recorded in 27,860 men and women who were enrolled in 2 international parallel trials of the ONTARGET (Ongoing Telmisartan Alone and in Combination with Ramipril Global Endpoint Trial) and TRANSCEND (Telmisartan Randomised Assessment Study in ACE Intolerant Subjects with Cardiovascular Disease) studies. We measured diet quality using the modified Alternative Healthy Eating Index. Cox proportional hazards regression was used to determine the association between diet quality and risk of ≥3-point decline in Mini-Mental State Examination score, and reported as hazard ratio with 95% confidence intervals with adjustment for covariates.
RESULTS: During 56 months of follow-up, 4,699 cases of cognitive decline occurred. We observed lower risk of cognitive decline among those in the healthiest dietary quintile of modified Alternative Healthy Eating Index compared with lowest quintile (hazard ratio 0.76, 95% confidence interval 0.66-0.86, Q5 vs Q1). Lower risk of cognitive decline was consistent regardless of baseline cognitive level.
CONCLUSION: We found that higher diet quality was associated with a reduced risk of cognitive decline. Improved diet quality represents an important potential target for reducing the global burden of cognitive decline.

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