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La supplementazione con DHA (omega-3 a lunga catena) nella seconda metà della gravidanza favorisce la nascita a termine e il peso ottimale del neonato

03-04-2013

Carlson SE, Colombo J, Gajewski BJ, Gustafson KM, Mundy D, Yeast J, Georgieff MK, Markley LA, Kerling EH, Shaddy DJ.
Am J Clin Nutr. 2013 Apr;97(4):808-15

Gli acidi grassi a lunga catena della serie omega-3, contenuti in quantità elevate nei pesci, e soprattutto in quelli grassi provenienti dai mari freddi, hanno ben dimostrate proprietà protettive sul sistema cardiovascolare. Inoltre è ad oggi ampiamente riconosciuto il ruolo che questi composti, ed in particolare il DHA (acido docosaesaenoico), svolgono nell’organismo in crescita, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo cerebrale e visivo.
Questo trial, condotto su una popolazione di gestanti statunitensi, ha dimostrato altri benefici dell’assunzione regolare di DHA in gravidanza, già ipotizzati in altri studi, ma non ancora investigati in una ricerca randomizzata e in doppio-cieco. In particolare, la supplementazione con 600 mg al giorno di DHA (sotto forma di capsule), iniziata prima della 20° settimana di gestazione, ha ridotto il rischio di parti prima della 34° settimana, aumentando la prevalenza di nascite a termine e di neonati con un peso adeguato (oltre che con un’adeguata conferenza cranica), senza effetti indesiderati. Gli Autori sottolineano come la riduzione dei casi di nascite pretermine e di neonati di basso peso alla nascita, anche con, rappresenti un obiettivo importante in termini di salute pubblica.

Glossario

  • Supplementazione

    Se i soggetti trattati sono ignari del fatto di aver ricevuto l'uno o l'altro dei trattamento testati, lo studio si definisce "in cieco". Se anche lo sperimentatore lo è, almeno fino al termine della raccolta dati, lo studio si definisce "in doppio cieco".

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

DHA supplementation and pregnancy outcomes.

BACKGROUND: Observational studies associate higher intakes of n-3 (omega-3) long-chain polyunsaturated fatty acids (LCPUFAs) during pregnancy with higher gestation duration and birth size. The results of randomized supplementation trials using various n-3 LCPUFA sources and amounts are mixed.
OBJECTIVE: We tested the hypothesis that 600 mg/d of the n-3 LCPUFA docosahexaenoic acid (DHA) can increase maternal and newborn DHA status, gestation duration, birth weight, and length. Safety was assessed.
DESIGN: This phase III, double-blind, randomized controlled trial was conducted between January 2006 and October 2011. Women (n = 350) consumed capsules (placebo, DHA) from <20 wk of gestation to birth. Blood (enrollment, birth, and cord) was analyzed for red blood cell (RBC) phospholipid DHA. The statistical analysis was intent-to-treat.
RESULTS: Most of the capsules were consumed (76% placebo; 78% DHA); the mean DHA intake for the treated group was 469 mg/d. In comparison with placebo, DHA supplementation resulted in higher maternal and cord RBC-phospholipid-DHA (2.6%; P < 0.001), longer gestation duration (2.9 d; P = 0.041), and greater birth weight (172 g; P = 0.004), length (0.7 cm; P = 0.022), and head circumference (0.5 cm; P = 0.012). In addition, the DHA group had fewer infants born at <34 wk of gestation (P = 0.025) and shorter hospital stays for infants born preterm (40.8 compared with 8.9 d; P = 0.026) than did the placebo group. No safety concerns were identified.
CONCLUSIONS: A supplement of 600 mg DHA/d in the last half of gestation resulted in overall greater gestation duration and infant size. A reduction in early preterm and very-low birth weight could be important clinical and public health outcomes of DHA supplementation.
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