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La supplementazione di fibre nella dieta di soggetti con nefropatia cronica riduce due marker di malattia, creatinina e urea

28-11-2014

Chiavaroli L, Mirrahimi A, Sievenpiper JL, Jenkins DJ, Darling PB.
Eur J Clin Nutr. 2014 - Epub ahead of print - doi: 10.1038/ejcn.2014.237

Le indagini di popolazione, come lo statunitense NHANES III, hanno messo in luce che i soggetti nefropatici, per i quali il rischio cardiovascolare è particolarmente elevato, assumono quotidianamente un quantitativo di fibre (circa 15 g/die) molto inferiore a quanto generalmente raccomandato dalle linee guida nutrizionali (25-30 g/die). Nella nefropatia cronica, i classici marker di malattia misurati nel siero sono l’urea e la creatinina. In questa metanalisi, la prima ad analizzare i potenziali benefici di una supplementazione di fibre nei pazienti affetti da questa patologia, sono stati inclusi 14 trial clinici controllati, di durata pari o superiore a 7 giorni, nei quali la supplementazione quotidiana di fibre (soprattutto fermentabili come la gomma arabica, lo psillio e il lattulosio) è stata di circa 27 g/die (mediana). L’assunzione regolare di fibre è risultata correlata in modo significativo con l’andamento dei livelli sierici sia di urea che di creatinina. Tale relazione non è risultata lineare per l’urea, ma di tipo dose-risposta per la creatinina: sembra infatti che il controllo della creatininemia migliori al crescere della dose di fibre fornita in più nella giornata.
Questi dati in conclusione confermano gli effetti positivi dell’aumento dell’apporto di fibre per i pazienti con malattia renale cronica.

Glossario

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilit√† delle conclusioni.

  • Supplementazione

    Se i soggetti trattati sono ignari del fatto di aver ricevuto l'uno o l'altro dei trattamento testati, lo studio si definisce "in cieco". Se anche lo sperimentatore lo è, almeno fino al termine della raccolta dati, lo studio si definisce "in doppio cieco".

Dietary fiber effects in chronic kidney disease: a systematic review and meta-analysis of controlled feeding trials.

BACKGROUND/OBJECTIVES: Chronic kidney disease (CKD) is a major health concern associated with increased risk of cardiovascular disease, morbidity and mortality. Current CKD practice guidelines overlook dietary fiber, which is chronically low in the renal diet. However, increasing dietary fiber has been proposed to ameliorate the progress of CKD. We therefore conducted a systematic review and meta-analysis on the effect of dietary fiber intake on serum urea and creatinine as classical markers of renal health in individuals with CKD.
SUBJECTS/METHODS: We searched MEDLINE, EMBASE, CINHAL and the Cochrane Library for relevant clinical trials with a follow-up ?7 days. Data were pooled by the generic inverse variance method using random-effects models and expressed as mean difference (MD) with 95% confidence intervals (95% CIs). Heterogeneity was assessed by the Cochran Q statistic and quantified by I2.
RESULTS: A total of 14 trials involving 143 participants met the eligibility criteria. Dietary fiber supplementation significantly reduced serum urea and creatinine levels in the primary pooled analyses (MD, − 1.76 mmol/l (95% CI, − 3.00, − 0.51), P<0.01 and MD, − 22.83 mmol/l (95% CI, − 42.63, − 3.02), P = 0.02, respectively) with significant evidence of interstudy heterogeneity only in the analysis of serum urea.
CONCLUSIONS: This is the first study to summarize the potential beneficial effects of dietary fiber in the CKD population demonstrating a reduction in serum urea and creatinine, as well as highlighting the lack of clinical trials on harder end points. Larger, longer, higher-quality clinical trials measuring a greater variety of uremic toxins in CKD are required.

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