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L’aceto si conferma un ingrediente funzionale in grado di migliorare il controllo della glicemia post-prandiale

29-07-2016

Lim J, Henry CJ, Haldar S.
Mol Nutr Food Res. 2016 May 23. doi: 10.1002/mnfr.201600121. [Epub ahead of print]

L’aceto è da tempo studiato come ingrediente in grado di migliorare il controllo della glicemia post-prandiale nei soggetti sani; un’azione che sarebbe mediata principalmente dall’acido acetico, presente in tutti i tipi di aceto più comune, in percentuali variabili tra il 4 e l’8%. Non è mai stato valutato, però, se il consumo di aceto al pasto abbia la stessa efficacia nei soggetti con prediabete o con diabete di tipo 2 conclamato e se il consumo costante di aceto possa essere in grado di influire positivamente  sull’omeostasi glicemica.
Questa review ha preso in esame tutti gli studi condotti sinora sull’argomento, per cercare di dare una risposta a entrambi i quesiti. Dall’analisi dei dati disponibili emergono due risposte: l’aggiunta di aceto al pasto (come semplice condimento o come ingrediente di ricette complesse) è in effetti in grado di migliorare glicemia e insulinemia post-prandiali e questa azione è più evidente nei sani rispetto a chi soffre di pre-diabete (insulino-resistenza) o diabete; non sono tuttavia ancora stati condotti studi che permettano di dimostrare un effetto a lungo termine del consumo costante di aceto sull’omeostasi glicemica.
Di certo si sa che l’aceto agisce attivando i recettori del gusto presenti nelle cellule L intestinali, che reagiscono aumentando la secrezione di ormoni anoressizzanti, come il GLP-1 (glucagon-like peptide 1) e il PYY (peptide Y-Y). A livello generale, l’acido acetico riduce gli acidi grassi in circolo, migliorando il flusso ematico e l’utilizzo del glucosio (principale fonte di energia) da parte dei tessuti e contribuendo al controllo dell’appetito. Gli Autori ricordano infine che, oltre alla presenza di acido acetico, tutti i tipi di aceto (a parte l’aceto bianco ottenuto per distillazione) possono vantare un buon contenuto di polifenoli, sostanze che potrebbero contribuire alle molte azioni positive di questo ingrediente.

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Omeostasi

    Tendenza alla stabilità dei processi interni dell'organismo (temperatura corporea, pH, circolazione sanguigna, ventilazione polmonare, ecc.) in equilibrio con le variazioni delle condizioni esterne mediante il funzionamento di sistemi corporei di controllo.

Vinegar as a functional ingredient to improve postprandial glycemic control-human intervention findings and molecular mechanisms.

Type 2 diabetes prevalence worldwide is increasing and the burden is particularly high in Asian countries. Identification of functional food ingredients to curb the rise of diabetes among various Asian population groups is warranted. Vinegar is widely consumed throughout Asia, where the principle bioactive component is acetic acid. This review has collated data from human intervention trials to show that vinegar consumption seems more effective in modulating glycemic control in normal glucose-tolerant individuals than in either type 2 diabetics or in those with impaired glucose tolerance. The molecular mechanisms by which vinegar can improve glycemic control have been presented using human, animal and cell culture data. These mechanisms include (i) activation of the free fatty acid receptor 2 (FFAR2) receptors localized in the enteroendocrine L-cells of the intestinal lumen, leading to increased glucagon like peptide 1 (GLP-1) secretion, (ii) increased 5'adenosine monophosphate-activated protein kinase (AMPK) activation, leading to increased fatty acid oxidation and decreased hepatic gluconeogenesis, (iii) lowering of free fatty acid in circulation, potentially leading to improved insulin sensitivity, (iv) increased blood flow to the peripheral tissues and (v) increased satiety, leading to lower food intake. The review also discusses why these mechanisms appear more effective in nondiabetics than in diabetics.

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