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L’analisi delle abitudini di oltre 120mila donne seguite per vent’anni chiarisce solo in parte la relazione tra consumo di determinati alimenti e dipendenza da cibo

10-11-2017

Lemeshow AR, Rimm EB, Hasin DS, Gearhardt AN, Flint AJ, Field AE, Genkinger JM.
Appetite 2017; Nov. 1: https://doi.org/10.1016/j.appet.2017.10.038 [E-pub ahead of print]

L’esistenza della dipendenza da specifici alimenti (la cosiddetta “food addiction”) è da tempo al centro di un’intensa attività di ricerca, che non è ad oggi riuscita a dimostrarne la natura neurobiologica (come la dipendenza da stupefacenti ad esempio). L’analisi dei dati scaturiti dai due grandi studi di popolazione sulle infermiere statunitensi (Nurses’ Health Study e Nurses’ Health Study II) confermano la complessità dell’argomento. Seguite per oltre vent’anni, oltre 120mila donne (di età compresa tra 25 e 55 anni al momento dell’inclusione negli studi) hanno fornito un quadro affidabile delle abitudini (alimentari e di stile di vita complessivo) di una popolazione femminile media. Questa analisi ha evidenziato che la dipendenza da cibo (registrata nel 2,5% e nell’8% del campione totale dei due studi rispettivamente) è più frequente tra le donne che frequentavano i fast food per 5 volte alla settimana o più, rispetto a coloro che sceglievano una volta al mese questo tipo di ristorazione; i cibi maggiormente indicativi di tale abitudine sono risultati essere gli hamburger, le patate fritte, la pizza, seguiti da popcorn, chips, barrette dolci, cioccolato al latte, pane e burro. Vale a dire cibi perlopiù ricchi di grassi. Tuttavia, piuttosto sorprendentemente, in base all’elaborazione dei dati, anche snack e dessert a basso tenore di grassi e le bevande ipocaloriche sarebbero direttamente correlati al rischio di dipendenza da cibo. Sembrerebbero invece associati negativamente con il rischio di food addiction non solo i consumi di frutta e verdura, ma anche i livelli di assunzione di cereali raffinati e bevande zuccherate, mettendo in discussione quindi l’esistenza della “sugar addiction”.
Gli Autori sottolineano che, nonostante la solidità statistica dell’analisi, lo studio presenta una serie di limitazioni, inclusa la metodologia utilizzata per valutare la dipendenza da cibo (Yale Food Addiction Scale) e concludono evidenziando la necessità di studi longitudinali che prevedano un’attenta analisi della salute psicologica e mentale dei soggetti allo studio.

Food and beverage consumption and food addiction among women in the Nurses' Health Studies

BACKGROUND AND AIMS: Previous studies have not addressed a fundamental component of a food addiction disorder: the compulsive relationship between eating and potentially positively reinforcing foods. We aimed to evaluate the association between food consumption and food addiction.
DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS: We conducted cross-sectional analyses merging data from the Nurses' Health Study (n = 58,625) and Nurses' Health Study II (n = 65,063), two prospective cohort studies of female nurses in the United States.
MEASUREMENTS: Diet was assessed in 2006–2007 using a food frequency questionnaire, and food addiction was assessed in 2008–2009 using the Modified Yale Food Addiction Scale.
FINDINGS: The prevalence of food addiction was 5.4%. The odds of food addiction were strongest among nurses consuming 5 + servings/week (compared with <1 serving/month) of hamburgers (MVOR 4.08; 95% CI, 2.66–6.25), French fries (MVOR, 2.37; 95% CI, 1.59–3.51) and pizza (MVOR, 2.49; 95% CI, 1.67–3.69). Consumption of red/processed meat, low/no fat snacks/desserts, and low calorie beverages was positively associated with food addiction, while consumption of refined grains, sugar-sweetened beverages and fruit and vegetables was inversely associated with food addiction.
CONCLUSIONS: This epidemiologic study is the largest to examine food consumption and food addiction. Food addiction was positively associated with consumption of many hypothesized positively reinforcing foods that include a combination of carbohydrates and fats such as snacks/desserts, “fast foods” and candy bars. However, it was inversely or not associated with certain sweet foods, refined grains, and sugar-sweetened beverages, which is consistent with literature suggesting that carbohydrates (without other ingredients) are less associated with food addiction. Longitudinal analyses will help untangle the temporal order between food consumption and food addiction, as some relationships in our analyses were difficult to interpret due to the cross-sectional design.

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