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L’apporto regolare di omega-3 col pesce è in grado di prevenire nelle donne il calo progressivo della capacità uditiva

03-10-2014

Curhan SG, Eavey RD, Wang M, Rimm EB, Curhan GC.
Am J Clin Nutr November 2014 ajcn.091819

La perdita progressiva di udito con l’età è piuttosto comune, e spesso disabilitante; poco si sa tuttavia dei possibili fattori di rischio modificabili che ne facilitano la comparsa. Alcuni studi suggeriscono le possibili valenze benefiche, al proposito, di un costante apporto alimentare di acidi grassi polinsaturi omega-3 a lunga catena (PUFA) ottenuti dal pesce. L’elaborazione dei dati raccolti nell’ambito del Nurses’ Health Study II (condotto su 65.215 infermiere americane), ha permesso di valutare l’associazione tra consumo di pesce totale, consumo di varie tipologie di pesce (tonno, pesce bianco – es. orata, branzino, nasello-, pesce azzurro, crostacei), livelli assunzione di PUFA omega-3, e rischio di perdita uditiva riferita. L’assunzione regolare di pesce è risultata inversamente correlata al rischio di calo di udito; il rischio si riduceva significativamente per un consumo di almeno due porzioni a settimana, indipendente dal tipo di pesce scelto. Identica associazione inversa si è rilevata per assunzioni di PUFA omega-3 di almeno 250 mg/die. Il meccanismo è protettivo probabilmente mediato dagli effetti positivi che gli omega-3 esercitano sul microcircolo cocleare e sull’apporto locale di nutrienti. Questi dati sostengono l’ipotesi che le modulazioni dietetiche possono influire positivamente sul rischio di perdita progressiva di udito che si associa in genere all’avanzare dell’età.

Fish and fatty acid consumption and the risk of hearing loss in women.

Background: Acquired hearing loss is common and often disabling, yet limited prospective data exist on potentially modifiable risk factors. Evidence suggests that higher intake of fish and long-chain omega-3 (n−3) polyunsaturated fatty acids (PUFAs) may be associated with a lower risk of hearing loss, but prospective information on these relations is limited.
Objective: We prospectively examined the independent associations between consumption of total and specific types of fish, long-chain omega-3 PUFAs, and self-reported hearing loss in women.
Design: Data were from the Nurses’ Health Study II, a prospective cohort study. The independent associations between consumption of fish and long-chain omega-3 PUFAs and self-reported hearing loss were examined in 65,215 women followed from 1991 to 2009. Baseline and updated information was obtained from validated biennial questionnaires. Cox proportional hazards regression models were used to estimate multivariable-adjusted RRs and 95% CIs.
Results: After 1,038,093 person-years of follow-up, 11,606 cases of incident hearing loss were reported. Consumption of 2 or more servings of fish per week was associated with a lower risk of hearing loss. In comparison with women who rarely consumed fish (<1 serving/mo), the multivariable-adjusted RR for hearing loss among women who consumed 2–4 servings of fish per week was 0.80 (95% CI: 0.74, 0.88) (P-trend < 0.001). When examined individually, higher consumption of each specific fish type was inversely associated with risk (P-trend ≤ 0.04). Higher intake of long-chain omega-3 PUFAs was also inversely associated with risk of hearing loss. In comparison with women in the lowest quintile of intake of long-chain omega-3 PUFAs, the multivariable-adjusted RR for hearing loss among women in the highest quintile was 0.85 (95% CI: 0.80, 0.91) and among women in the highest decile was 0.78 (95% CI: 0.72, 0.85) (P-trend < 0.001).

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