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L’associazione tra consumo di cibi fritti e obesità dipende anche dalla predisposizione genetica

24-03-2014

Qi Q, Chu AY, Kang JH, Huang J, Rose LM, Jensen MK, Liang L, Curhan GC, Pasquale LR, Wiggs JL, De Vivo I, Chan AT, Choi HK, Tamimi RM, Ridker PM, Hunter DJ, Willett WC, Rimm EB, Chasman DI, Hu FB, Qi L.
BMJ. 2014 Mar 19;348:g1610. doi: 10.1136/bmj.g1610.

L’aumento della prevalenza dell’obesità degli ultimi decenni viene spesso associato ai rapidi cambiamenti dello stile di vita e delle abitudini alimentari che hanno avuto luogo nello stesso periodo. Tuttavia, la variabilità della risposta ponderale individuale in condizioni simili suggerisce che altri fattori, oltre allo stile di vita, possano essere coinvolti nella regolazione del peso.
Secondo questo studio, ad esempio, gli effetti negativi legati al consumo eccessivo di cibi fritti potrebbero dipendere anche dall'assetto genetico individuale. È quanto emerge dall'analisi dei dati ottenuti da 2 grandi studi di popolazione statunitensi (Nurses’ Health Study e Health Professionals Follow-up Study), correlando la composizione della dieta e il rischio genetico di sviluppare obesità  in più di 10.000 soggetti. In generale l’indice di massa corporea è risultato maggiore per coloro che consumavano cibi fritti più di 4 volte alla settimana rispetto a coloro che ne consumavano meno di una porzione settimanale. Tuttavia l'associazione tra indice di massa corporea e consumo di fritti era particolarmente marcata per i soggetti che presentavano una maggiore predisposizione genetica all'obesità. Tali osservazioni hanno trovato conferma nell'analisi dei dati ottenuti da un altro studio statunitense su 20.000 donne (Women's Genome Health Study).
In conclusione i risultati di questo studio indicano che l'associazione tra consumo di cibi fritti e obesità può variare a seconda della predisposizione genetica e, d'altra parte, che la tendenza all'obesità, per quanto su base genetica, può essere modificata dalle abitudini alimentari e in particolare dal consumo di fritti. Emerge chiaro quindi il suggerimento a ridurre  la presenza di  questo tipo di alimenti nella dieta per prevenire l'obesità nella popolazione generale, ma soprattutto per uomini e donne maggiormente a rischio.

Glossario

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

Fried food consumption, genetic risk, and body mass index: gene-diet interaction analysis in three US cohort studies.

OBJECTIVE: To examine the interactions between genetic predisposition and consumption of fried food in relation to body mass index (BMI) and obesity.
DESIGN: Prospective cohort study.
SETTING: Health professionals in the United States.
PARTICIPANTS: 9623 women from the Nurses' Health Study, 6379 men from the Health Professionals Follow-up Study, and a replication cohort of 21 421 women from the Women's Genome Health Study.
MAIN OUTCOME MEASURE: Repeated measurement of BMI over follow-up.
RESULTS: There was an interaction between fried food consumption and a genetic risk score based on 32 BMI-associated variants on BMI in both the Nurses' Health Study and Health Professionals Follow-up Study (P≤0.001 for interaction). Among participants in the highest third of the genetic risk score, the differences in BMI between individuals who consumed fried foods four or more times a week and those who consumed fried foods less than once a week amounted to 1.0 (SE 0.2) in women and 0.7 (SE 0.2) in men, whereas the corresponding differences were 0.5 (SE 0.2) and 0.4 (SE 0.2) in the lowest third of the genetic risk score. The gene-diet interaction was replicated in the Women's Genome Health Study (P<0.001 for interaction). Viewed differently, the genetic association with adiposity was strengthened with higher consumption of fried foods. In the combined three cohorts, the differences in BMI per 10 risk alleles were 1.1 (SE 0.2), 1.6 (SE 0.3), and 2.2 (SE 0.6) for fried food consumption less than once, one to three times, and four or more times a week (P<0.001 for interaction); and the odds ratios (95% confidence intervals) for obesity per 10 risk alleles were 1.61 (1.40 to 1.87), 2.12 (1.73 to 2.59), and 2.72 (2.12 to 3.48) across the three categories of consumption (P=0.002 for interaction). In addition, the variants in or near genes highly expressed or known to act in the central nervous system showed significant interactions with fried food consumption, with the FTO (fat mass and obesity associated) variant showing the strongest result (P<0.001 for interaction).
CONCLUSION: Our findings suggest that consumption of fried food could interact with genetic background in relation to obesity, highlighting the particular importance of reducing fried food consumption in individuals genetically predisposed to obesity.

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