L’assunzione di latte intero, a confronto con latte scremato, aumenta le HDL senza influire su LDL, glicemia e insulinemia

Engel S, Elhauge M, Tholstrup T.
Eur J Clin Nutr. 2017 Dec 11. doi: 10.1038/s41430-017-0042-5. [Epub ahead of print]

12-01-2018

La potenziale relazione tra apporto di grassi saturi con i prodotti lattiero-caseari e salute è da anni al centro di un acceso dibattito, anche se le metanalisi degli studi prospettici (quelli che seguono nel tempo l’andamento della salute di gruppi di soggetti, in rapporto con le abitudini alimentari e lo stile di vita) ad oggi disponibili hanno evidenziato l’assenza di un’associazione diretta tra consumo complessivo di latte e derivati e rischio cardiovascolare.
In questo studio di intervento, giovani adulti sani hanno assunto per tre settimane, in due periodi differenti (secondo un disegno di tipo cross over), mezzo litro al giorno di latte vaccino intero (con un contenuto di grassi del 3,5%), o altrettanto latte scremato (0,1% di grassi).
Al termine del periodo di osservazione, non sono emerse modificazioni a carico di lipidemia, glicemia e insulinemia, in risposta ai due tipi di latte. Tuttavia, dopo tre settimane di assunzione di latte intero, è stato registrato un aumento significativo della colesterolemia HDL (il cosiddetto colesterolo “buono”), rispetto al periodo di assunzione del latte scremato.
Inoltre, nonostante l’apporto di energia complessiva e di grassi fosse più elevato con il latte intero che con il latte scremato, non si sono osservate variazioni ponderali di rilievo.
Gli Autori sottolineano che le membrane che racchiudono i grassi del latte e dei derivati (ad eccezione del burro) ne riducono parzialmente l’assorbimento; tale effetto probabilmente entra in gioco anche nell’impatto trascurabile sulle LDL.
In conclusione, in soggetti sani e normocolesterolemici, che non devono seguire specifiche restrizioni dietetiche, il consumo abituale di latte intero non modifica negativamente l’assetto lipidico e glucidico rispetto al latte scremato, apportando anzi qualche vantaggio in termini di concentrazione del colesterolo HDL.

Glossario

  • Grassi saturi

    Grasso solidi a temperatura ambiente. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. I saturi si trovano nei latticini ricchi di grassi come formaggio, latte intero, burro, nelle carni, nella pelle e nel grasso di pollo e tacchino, nel lardo, nell’olio di palma e di cocco. Hanno lo stesso apporto calorico degli altri grassi e possono contribuire all’aumento di peso se consumati in eccesso. Una dieta ricca di grassi saturi può anche elevare il tasso di colesterolo nel sangue e quindi il rischio di patologie cardiache.

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

Effect of whole milk compared with skimmed milk on fasting blood lipids in healthy adults: a 3-week randomized crossover study.

BACKGROUND/OBJECTIVES: Dietary guidelines have for decades recommended choosing low-fat dairy products due to the high content of saturated fat in dairy known to increase blood concentration of LDL cholesterol. However, meta-analyses including observational studies show no association between overall dairy intake and risk of cardiovascular disease and even point to an inverse association with type 2 diabetes. The objective was to compare the effects of whole milk (3.5% fat) with skimmed milk (0.1% fat) on fasting serum blood lipids, insulin, and plasma glucose in healthy subjects.
SUBJECT/METHODS: A randomized, controlled 2 × 3-week crossover dietary intervention in 18 healthy adults randomly assigned to a sequence of treatments consisting of 0.5 L/d of whole milk and skimmed milk as part of their habitual diet. A total of 17 subjects completed the intervention.
RESULTS: Whole milk increased HDL cholesterol concentrations significantly compared to skimmed milk (P < 0.05). There were no significant differences between whole milk and skimmed milk in effects on total and LDL cholesterol, triacylglycerol, insulin, and glucose concentrations.
CONCLUSIONS: Intake of 0.5 L/d of whole milk did not adversely affect fasting blood lipids, glucose, or insulin compared to skimmed milk. Moreover, intake of whole milk increased HDL cholesterol concentration compared to skimmed milk. These findings suggest that if the higher energy content is taken into account, whole milk might be considered a part of a healthy diet among the normocholesterolemic population.

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