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L’assunzione regolare di alimenti in grado di ridurre lo stress ossidativo diminuisce il rischio di mortalità, soprattutto tra le fumatrici

10-03-2016

Bastide N, Dartois L, Dyevre V, Dossus L, Fagherazzi G, Serafini M, Boutron-Ruault MC.
Eur J Nutr. 2016 Feb 18. [Epub ahead of print]

L’alimentazione ha un ruolo insostituibile nel ridurre lo stress ossidativo cellulare, noto fattore di rischio di malattie croniche. Alcuni alimenti forniscono infatti elementi in grado di promuovere la fisiologica attività antiossidante dell’organismo. Una conferma viene anche dai risultati di questo ramo dello studio europeo E3N/EPIC, che ha coinvolto 74.508 donne francesi, nate tra il 1925 e il 1950, le cui abitudini alimentari e di stile di vita di base sono state seguite per 16,5 anni, con questionari bi o triennali. Si è quindi analizzata la correlazione tra la potenziale efficacia antiossidante della dieta e lo sviluppo di malattie croniche o la mortalità. Tra gli alimenti a valenza antiossidante, i più consumati sono risultati essere la frutta e la verdura, il vino, il tè, il cioccolato e la frutta a guscio.
Nell’analisi finale è emersa una riduzione lineare della mortalità totale, parallela all’aumento del consumo di vitamine C ed  E, polifenoli, beta-carotene. Il rischio minore di malattie croniche o di morte è emerso, come atteso, tra le donne non fumatrici con un alto consumo di frutta, verdura, tè, cioccolato, frutta a guscio e vino (in dosi moderate). A rischio massimo di mortalità totale (+130%), o per cause cardiovascolari (+300%), o oncologiche (+95%), è risultato il gruppo di fumatrici con scarso consumo di alimenti “promotori dell’attività antiossidante”.
Un dato interessante emerge per le fumatrici con apporto elevato di alimenti a valenza antiossidante: in queste donne, il rischio di mortalità totale e oncologica (ma non della cardiovascolare, che rimaneva in eccesso) era comparabile ai valori rilevati tra le non fumatrici con minore apporto di antiossidanti dietetici, e cioè con uno scarso apporto di frutta, verdura, vino, tè, cioccolato e frutta a guscio.

Glossario

  • Antiossidante

    Sostanza che impedisce o rallenta l'ossidazione.

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Dietary antioxidant capacity and all-cause and cause-specific mortality in the E3N/EPIC cohort study.

PURPOSE: The cellular oxidative stress (balance between pro-oxidant and antioxidant) may be a major risk factor for chronic diseases. Antioxidant capacity of human diet can be globally assessed through the dietary non-enzymatic antioxidant capacity (NEAC). Our aim was to investigate the relationship between the NEAC and all-cause and cause-specific mortality, and to test potential interactions with smoking status, a well-known pro-oxidant factor.
METHODS: Among the French women of the E3N prospective cohort study initiated in 1990, including 4619 deaths among 1,199,011 persons-years of follow-up. A validated dietary history questionnaire assessed usual food intake; NEAC intake was estimated using a food composition table from two different methods: ferric ion reducing antioxidant power (FRAP) and total radical-trapping antioxidant parameter (TRAP). Hazard ratio (HR) estimates and 95 % confidence intervals (CI) were derived from Cox proportional hazards regression models.
RESULTS: In multivariate analyses, FRAP dietary equivalent intake was inversely associated with mortality from all-causes (HR for the fourth vs. the first quartile: HR4 = 0.75, 95 % CI 0.67, 0.83, p trend < 0.0001), cancer, and cardiovascular diseases. Similar results were obtained with TRAP. There was an interaction between NEAC dietary equivalent intake and smoking status for all-cause and cardiovascular disease mortality, but not cancer mortality (respectively, for FRAP, p inter = 0.002; 0.013; 0.113, results were similar with TRAP), and the association was the strongest among current smokers.
CONCLUSION: This prospective cohort study highlights the importance of antioxidant consumption for mortality prevention, especially among current smokers.

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