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Le differenze nel consumo di caffè dipendono dalla genetica di ciascuno che guida le riposte alla caffeina

17-10-2014

The Coffee and Caffeine Genetics Consortium
Mol Psychiatry. 2014 Oct 7. doi: 10.1038/mp.2014.107.

Il Coffee and Caffeine Genetics Consortium è un gruppo internazionale di ricerca che studia la correlazione tra assetto genetico individuale e effetti sulla salute del caffè, bevanda tra le più consumate e studiate al mondo. Gli autori di questa metanalisi, condotta su un ampio gruppo di consumatori abituali di caffè di origine sia europea, sia afro-americana, concludono che il “driver” del consumo di caffè è il suo contenuto in caffeina: sono infatti gli effetti metabolici e neurologici individuali della caffeina stessa, che hanno una precisa base genetica (per la quale sono stati individuati sei ulteriori loci) a condizionare il diverso consumo di caffè. Chi metabolizza velocemente la caffeina, per esempio tende a consumarne di più. Probabilmente l’assetto genetico condiziona anche il consumo di tè, pure fonte di caffeina. Questa osservazione contribuisce anche a spiegare la varietà degli effetti che livelli di consumo simili di caffè o di caffeina esercitano in persone diverse.
Gli Autori sottolineano che la maggiore predisposizione al consumo di caffè incidentalmente permette, a chi beve almeno due tazzine al giorno, di assumere anche gli altri componenti bioattivi (tra cui i polifenoli) contenuti nella bevanda.

Glossario

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Caffeina

    Alcaloide contenuto nei semi del caffè e del cacao e nelle foglie del tè, della cola e del matè; esercita azione eccitante sul cuore e sul sistema nervoso.

Genome-wide meta-analysis identifies six novel loci associated with habitual coffee consumption

Coffee, a major dietary source of caffeine, is among the most widely consumed beverages in the world and has received considerable attention regarding health risks and benefits. We conducted a genome-wide (GW) meta-analysis of predominately regular-type coffee consumption (cups per day) among up to 91 462 coffee consumers of European ancestry with top single-nucleotide polymorphisms (SNPs) followed-up in ~30 062 and 7964 coffee consumers of European and African-American ancestry, respectively. Studies from both stages were combined in a trans-ethnic meta-analysis. Confirmed loci were examined for putative functional and biological relevance. Eight loci, including six novel loci, met GW significance (log(10)Bayes factor (BF)>5.64) with per-allele effect sizes of 0.03-0.14 cups per day. Six are located in or near genes potentially involved in pharmacokinetics (ABCG2, AHR, POR and CYP1A2) and pharmacodynamics (BDNF and SLC6A4) of caffeine. Two map to GCKR and MLXIPL genes related to metabolic traits but lacking known roles in coffee consumption. Enhancer and promoter histone marks populate the regions of many confirmed loci and several potential regulatory SNPs are highly correlated with the lead SNP of each. SNP alleles near GCKR, MLXIPL, BDNF and CYP1A2 that were associated with higher coffee consumption have previously been associated with smoking initiation, higher adiposity and fasting insulin and glucose but lower blood pressure and favorable lipid, inflammatory and liver enzyme profiles (P<5 × 10(-8)).Our genetic findings among European and African-American adults reinforce the role of caffeine in mediating habitual coffee consumption and may point to molecular mechanisms underlying inter-individual variability in pharmacological and health effects of coffee.

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