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Le informazioni nutrizionali riportate su menu e cibi pronti sono una guida affidabile per seguire un’alimentazione bilanciata anche fuori casa

17-02-2017

Gruner J, Ohri-Vachaspati P.
J Acad Nut Diet 2017 Feb10; dx.doi.org/101016/j.jand.2016.12.012 [E pub ahead of print]

Consumare i pasti fuori casa è uno dei fattori associati al maggior rischio di scelte alimentari scorrette. Questa ricerca, condotta su frequentatori abituali di una catena statunitense di fast food, ha valutato la frequenza di consultazione delle informazioni nutrizionali riportate per i singoli menu e piatti, associando poi questo dato alla scelta, più o meno corretta, della composizione di un pasto.
L’indagine è stata condotta nell’arco di 8 settimane, tra febbraio e aprile (per cogliere variazioni di menu stagionali), nelle due fasce orarie 11.00-14.00 e 17.00-20.00. Ai clienti che hanno aderito allo studio è stato chiesto se avessero letto le informazioni nutrizionali e se su queste avessero basato le loro scelte. Grazie all’esame delle ricevuta di cassa, sono stati valutati i consumi di tre categorie di prodotti: cibi di accompagnamento (in inglese side orders, cioè insalate, frutta, dessert), antipasti e bevande. Side orders e bevande sono stati suddivisi tra salutari e meno salutari, includendo tra i primi frutta, verdura, alimenti a basso contenuto di grassi saturi e senza zuccheri aggiunti (es.: mele a fette, insalate, yogurt e frutta), acqua, caffè e tè non zuccherati, succhi 100% frutta, latte non zuccherato e i “diet soft drink”. Gli antipasti sono stati invece classificati in base all’apporto calorico: basso (≤390 calorie), medio (391-749 calorie), alto (≥ 750 calorie).                                                      
Dall’elaborazione dei dati è emerso che soltanto il 16,1% dei clienti ha dichiarato di prestare attenzione alle informazioni nutrizionali. La loro utilità, almeno parziale, sembrerebbe tuttavia confermata: chi consulta le informazioni nutrizionali ha infatti una probabilità 5 volte maggiore di scegliere un side order sano rispetto a chi non ne fa uso; per le bevande l’uso delle informazioni nutrizionali indirizza 3 volte più spesso verso scelte sane rispetto al non uso.
Questo gruppo di clienti statunitensi, invece, ha badato meno al conto delle calorie: anche chi aveva consultato le info nutrizionali, infatti, non ha fatto scelte oculate per quanto riguarda gli antipasti.
Questi dati, pur limitati e preliminari, sembrano incoraggianti per una più capillare diffusione delle informazioni nutrizionali che, in Italia, è ancora molto limitata. Negli Stati Uniti, invece, chi vende cibi pronti (bar, ristoranti, catene di fast food) dovrà aggiungere entro il 5 maggio prossimo l’apporto calorico a ogni piatto o menu proposto: un primo passo per facilitare scelte nutrizionali più consapevoli.

Glossario

  • Grassi saturi

    Grasso solidi a temperatura ambiente. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. I saturi si trovano nei latticini ricchi di grassi come formaggio, latte intero, burro, nelle carni, nella pelle e nel grasso di pollo e tacchino, nel lardo, nell’olio di palma e di cocco. Hanno lo stesso apporto calorico degli altri grassi e possono contribuire all’aumento di peso se consumati in eccesso. Una dieta ricca di grassi saturi può anche elevare il tasso di colesterolo nel sangue e quindi il rischio di patologie cardiache.

Food and Beverage Selection Patterns among Menu Label Users and Nonusers: Results from a Cross-Sectional Study.

BACKGROUND: By May 5, 2017, restaurants with 20 or more locations nationwide will be required to post calorie information on menus and menu boards. Previous research shows that those who use menu labels purchase fewer calories, but how users are saving calories is unknown.
OBJECTIVE: To assess food and beverage selection patterns among menu label users and nonusers.
DESIGN: Secondary, cross-sectional analysis using data from a study examining sociodemographic disparities in menu label usage at a national fast-food restaurant chain.
PARTICIPANTS/SETTING: Participants were recruited outside restaurant locations, using street-intercept survey methodology. Consenting customers submitted receipts and completed a brief oral survey. Receipt data were used to categorize food and beverage purchases.
MAIN OUTCOME MEASURE: Side, beverage, and entrée purchases. Sides and beverages were classified as healthier and less-healthy options consistent with the 2015 Dietary Guidelines for Americans. Healthier options contained items promoted in the guidelines, such as whole fruits, vegetables, low-fat dairy, and 100% fruit juice; less-healthy options contained solid fat or added sugar. Entrées were categorized as lower-, medium-, and higher-calorie options, based on quartile cutoffs.
STATISTICAL ANALYSES: Multinomial logistic regression models were used to estimate prevalence ratios (PRs) for purchases among menu label users and nonusers, controlling for sociodemographic characteristics and total price paid.
RESULTS: Healthier sides were selected by 7.5% of users vs 2.5% of nonusers; healthier beverages were selected by 34.0% of users vs 11.6% of nonusers; and lowest-calorie entrées were selected by 28.3% of users vs 30.1% of nonusers. Compared with nonusers (=276), users (=53) had a higher probability of purchasing healthier sides (PR=5.44; p=0.034), and healthier beverages (PR=3.37; p=0.005). No significant differences were seen in the purchasing patterns of entrées.
CONCLUSIONS: Targeting educational campaigns to side and beverage purchasing behaviors may increase the effectiveness of menu labeling.

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