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Legumi, controllo glicemico e rischio cardiovascolare

14-11-2012

Jenkins DJ, Kendall CW, Augustin LS, Mitchell S, Sahye-Pudaruth S, Blanco Mejia S, Chiavaroli L, Mirrahimi A, Ireland C, Bashyam B, Vidgen E, de Souza RJ, Sievenpiper JL, Coveney J, Leiter LA, Josse RG.
Arch Intern Med. 2012 Oct 22:1-8. doi: 10.1001/2013.jamainternmed.70. [Epub ahead of print]

Una tazza di legumi al giorno contribuisce a migliorare il controllo glicemico e a ridurre il rischio cardiovascolare nei pazienti diabetici. E’ quanto emerge da questo studio di intervento randomizzato che ha coinvolto 121 pazienti con diabete di tipo 2, che hanno assunto per 3 mesi una dieta a basso indice glicemico con l’indicazione ad aumentare il consumo di legumi di almeno una tazza al giorno (più o meno 190 g), o una dieta ricca di cereali, con l’indicazione ad aumentare i livelli di fibre insolubili attraverso il consumo di prodotti a base di cereali integrali.
Confrontando gli effetti dei due regimi dietetici, gli autori hanno rilevato una riduzione più marcata dei valori di emoglobina A1c (HbA1c) al termine della dieta ricca in legumi (-0,5% contro -0,3% al termine della dieta a base di cereali integrali). Inoltre hanno riscontrato un minore rischio coronarico, in gran parte attribuibile alla riduzione della pressione sistolica (-4,5 mm Hg), tra coloro che hanno assunto più legumi, rispetto ai soggetti che hanno assunto più cereali.
Queste osservazioni suggeriscono che l’aumento del consumo di legumi come i fagioli, le lenticchie e i piselli, che nella misura di 3 porzioni alla settimana è già raccomandato anche dalle linee guida italiane per il diabete mellito di tipo 2, possa rappresentare una strategia valida anche per ridurre l’indice glicemico della dieta per il controllo di questa patologia.

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Indice glicemico

    L'Indice Glicemico (Glycemic Index, o GI della letteratura anglosassone) è un indice della risposta glicemica indotta, nello stesso soggetto, da una quantità specifica di carboidrati in rapporto a un’equivalente quantità di carboidrati proveniente da un alimento standard.

  • Diabete mellito

    Sindrome caratterizzata da iperglicemia cronica dovuta a carenza di insulina (diabete giovanile insulino-dipendente) o ad una resistenza anomala dei tessuti alla sua azione (diabete dell'adulto non insulino-dipendente) le manifestazioni cliniche sono nella fase acuta chetoacidosi (coma diabetico) e, a lungo termine, lesioni dei capillari (soprattutto renali e retinici) con aterosclerosi precoce e neuropatie.

Effect of Legumes as Part of a Low Glycemic Index Diet on Glycemic Control and Cardiovascular Risk Factors in Type 2 Diabetes Mellitus: A Randomized Controlled Trial.

BACKGROUND Legumes, including beans, chickpeas, and lentils, are among the lowest glycemic index (GI) foods and have been recommended in national diabetes mellitus (DM) guidelines. Yet, to our knowledge, they have never been used specifically to lower the GI of the diet. We have therefore undertaken a study of low-GI foods in type 2 DM with a focus on legumes in the intervention. METHODS A total of 121 participants with type 2 DM were randomized to either a low-GI legume diet that encouraged participants to increase legume intake by at least 1 cup per day, or to increase insoluble fiber by consumption of whole wheat products, for 3 months. The primary outcome was change in hemoglobin A1c (HbA1c) values with calculated coronary heart disease (CHD) risk score as a secondary outcome. RESULTS The low-GI legume diet reduced HbA1c values by -0.5% (95% CI, -0.6% to -0.4%) and the high wheat fiber diet reduced HbA1c values by -0.3% (95% CI, -0.4% to -0.2%). The relative reduction in HbA1c values after the low-GI legume diet was greater than after the high wheat fiber diet by -0.2% (95% CI, -0.3% to -0.1%; P < .001). The respective CHD risk reduction on the low-GI legume diet was -0.8% (95% CI, -1.4% to -0.3%; P = .003), largely owing to a greater relative reduction in systolic blood pressure on the low-GI legume diet compared with the high wheat fiber diet (-4.5 mm Hg; 95% CI, -7.0 to -2.1 mm Hg; P < .001). CONCLUSION Incorporation of legumes as part of a low-GI diet improved both glycemic control and reduced calculated CHD risk score in type 2 DM. TRIAL REGISTRATION clinicaltrials.gov Identifier: NCT01063361.
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