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Livelli corretti di vitamina A, C ed E concorrono a ridurre il rischio di fratture femorali in soggetti molto anziani

14-01-2016

Torbergsen AC, et al.
Clinical Nutrition (2015), doi.org/10.1016/j.clnu.2015.12.014 [e pub ahead of print]

Questo studio caso-controllo su pazienti anziani, istituzionalizzati e non, ha focalizzato il ruolo che adeguati introiti che le vitamine A, C ed E hanno nel mantenere un buon turn-over osseo, concorrendo a ridurre anche il rischio di fratture femorali da osteoporosi. Secondo le attese, nella maggior parte dei casi (77%) i soggetti di controllo non vivevano in casa di riposo, mentre quasi la metà (41%) delle persone fratturate erano ricoverate in casa di riposo. Altre differenze significative emerse riguardavano le concentrazioni ematiche di albumina e proteina C reattiva (CRP), inferiori nei controlli rispetto ai pazienti, nella quantità di farmaci assunti ogni giorno, maggiori nei soggetti fratturati, infine nel consumo di alcol, quasi assente nei pazienti rispetto ai controlli.
Anche la forza muscolare e la formazione di nuovo tessuto osseo erano minori nei soggetti fratturati rispetto ai controlli.
Per quanto riguarda l’assetto vitaminico, mentre non emergevano differenze significative tra pazienti e controlli rispetto alla concentrazione di vitamina B12 o acido folico, le concentrazioni di vitamina A, B6, C ed E risultavano significativamente inferiori nei pazienti rispetto ai controlli.
Proprio questa caduta dei valori di A, C ed E è risultata associata a un aumento dei rischio di frattura di femore, anche dopo aver aggiustato il dato per i livelli di vitamina K1, di 25(OH)D e di altri fattori confondenti. L’associazione con bassi livelli di B6 è meno definita. Sebbene sia noto che la vitamina D è e resta il mediatore principale per raggiungere una buona densità minerale ossea, lo studio suggerisce che anche bassi livelli di vitamine A, C ed E siano fattori di rischio indipendenti di fratture femorali.
È noto che adeguati introiti di vitamina C, per esempio, siano cruciali per mantenere corretti livelli di osteocalcina, l’ormone che lega il calcio e ne permette la fissazione nel tessuto osseo, probabilmente grazie a un’azione sinergica con la vitamina D.
Gli Autori sottolineano in conclusione che, nonostante tali risultati siano significativi, uno studio caso-controllo come questo può soltanto far emergere associazioni, ma non prova un rapporto causa-effetto tra ridotti livelli di vitamine A, C ed E e maggior rischio di fratture di femore da osteoporosi. La conferma potrebbe venire solo da studi controllati di intervento.

Glossario

  • Osteoporosi

    Rarefazione del tessuto osseo per diminuzione dell'attività degli osteoblasti, legata all'età o a malattie.

Micronutrients and the risk of hip fracture: Case-control study.

Background: Vitamin D, and possibly vitamin K, has an established association to fracture risk. Other vitamins are, however, less studied.
Aim: To determine whether specific micronutrients other than 25(OH)D and vitamin K play a role in risk of hip fracture and bone turnover.
Methods: In this case-control study, blood was drawn for measurements of vitamins A, B6, B12, C, E, and folic acid as well as the bone turnover markers osteocalcin and bone-specific alkaline phosphatase upon admission for hip fracture in 116 patients and in 73 home-dwelling non fractured controls. Results for vitamin K1 and 25(OH)D from the same populations have been reported previously.
Results: Low vitamin A, C, and E concentrations were independently associated with a risk of hip fracture. The adjusted odds ratio (95% confidence interval) per 10 mmol/L increase in vitamin A concentration was 0.74 (0.65-0.84); for 1 mmol/L vitamin C and E: 0.94 (0.92-0.97) and 0.81 (0.74-0.89) respectively. The results were principally unchanged when 25(OH)D, vitamin K1, Body Mass Index, and other potential confounders were adjusted for. All vitamins except B12 and folic acid correlated positively with total osteocalcin and negatively with bone-specific alkaline phosphatase.
Conclusions: Low vitamin A, C, and E concentrations are associated with an increased risk of hip fracture, possibly mediated through bone turnover mechanisms.

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