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Lo stile di vita sano mantiene la salute cardiovascolare delle giovani adulte fino agli anni che precedono la menopausa

09-01-2015

Chomistek AK, Chiuve SE, Eliassen AH, Mukamal KJ, Willett WC, Rimm EB.
J Am Coll Cardiol 2015;65:43–51

I dati di questo studio vengono dall’analisi ventennale (1991-2011) del Nurses’ Health Study, che ha seguito 88.940 donne di età compresa tra 27 e 44 anni. Sono stati valutati gli stili di vita, dal più sano al meno favorevole per la salute. Lo stile di vita più sano è stato definito dal rispetto di 6 comportamenti: astensione dal fumo di sigaretta, consumo moderato di alcol (1 drink/die), attività fisica per 2,5 ore settimanali o più, bassa sedentarietà (non più di 7 ore di settimanali trascorse davanti alla TV), mantenimento di un corretto BMI, adesione alla maggior parte dei principi di una dieta sana e di qualità. Paragonando la salute cardiovascolare delle donne che adottavano almeno 4 di questi comportamenti a quella delle donne che ne rispettavano un numero inferiore o nessuno, è emerso che l’incidenza di coronaropatia e la comparsa dei principali fattori di rischio cardiovascolare (diabete di tipo 2, ipertensione, ipercolesterolemia) erano più elevate nelle donne con abitudini meno salutari. In particolare, il rischio coronarico risultava inferiore fino al 92% nelle più rigorose, per le quali la probabilità di comparsa di fattori di rischio diminuiva fino al 66%. Tali benefici sono stati rilevati anche tra le donne già a rischio cardiovascolare all’inizio dello studio, che hanno seguito uno stile di vita più sano.
Gli Autori sottolineano che, nell’ipotesi che queste associazioni siano di tipo causale, l’adesione a tutti e 6 i comportamenti virtuosi avrebbe potuto prevenire più del 70% dei casi di coronaropatia e la metà delle diagnosi di fattori di rischio cardiovascolari nella popolazione allo studio.  Queste osservazioni confermano l’importanza della protezione cardiovascolare femminile già in giovane età, a maggiore garanzia di un futuro in salute.

Glossario

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

Healthy Lifestyle in the Primordial Prevention of Cardiovascular Disease Among Young Women.

BACKGROUND: Overall mortality rates from coronary heart disease (CHD) in the United States have declined in recent decades, but the rate has plateaued among younger women. The potential for further reductions in mortality rates among young women through changes in lifestyle is unknown.
OBJECTIVES: The aim of this study was to estimate the proportion of CHD cases and clinical cardiovascular disease (CVD) risk factors among young women that might be attributable to poor adherence to a healthy lifestyle.
METHODS: A prospective analysis was conducted among 88,940 women ages 27 to 44 years at baseline in the Nurses’ Health Study II who were followed from 1991 to 2011. Lifestyle factors were updated repeatedly by questionnaire. A healthy lifestyle was defined as not smoking, a normal body mass index, physical activity of 2.5 h/week or more, television viewing of 7 h/week or less, diet in the top 40% of the Alternative Healthy Eating Index–2010, and 0.1 to 14.9 g/day of alcohol. To estimate the proportion of CHD and clinical CVD risk factors (diabetes, hypertension, and hypercholesterolemia) that could be attributed to poor adherence to a healthy lifestyle, we calculated the population-attributable risk percent.
RESULTS: During 20 years of follow-up, we documented 456 incident CHD cases. In multivariable-adjusted models, nonsmoking, a healthy body mass index, exercise, and a healthy diet were independently and significantly associated with lower CHD risk. Compared with women with no healthy lifestyle factors, the hazard ratio for CHD for women with 6 lifestyle factors was 0.08 (95% confidence interval: 0.03 to 0.22). Approximately 73% (95% confidence interval: 39% to 89%) of CHD cases were attributable to poor adherence to a healthy lifestyle. Similarly, 46% (95% confidence
interval: 43% to 49%) of clinical CVD risk factor cases were attributable to a poor lifestyle.
CONCLUSIONS Primordial prevention through maintenance of a healthy lifestyle among young women may substantially lower the burden of CVD.

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