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Lo xantumolo, flavonoide del luppolo, conferma anche nell’uomo l’attività antiossidante, protettiva per il DNA

06-04-2016

Ferk F, Mišík M, Nersesyan A, Pichler C, Jäger W, Szekeres T, Marculescu R, Poulsen H, Henriksen T, Bono R, Romanazzi V, Al-Serori H, Biendl M, Wagner KH, Kundi M, Knasmüller S.
Mol Nutr Food Res. 2016 Feb 3. doi: 10.1002/mnfr.201500355. [Epub ahead of print]

La ricerca sui flavonoidi, polifenoli presenti in molte materie prime alimentari di uso comune, ha focalizzato negli ultimi anni l’attenzione sullo xantumolo (XN), flavonoide prenilato prevalente nel luppolo. Il luppolo, dal IX secolo d.C. ingrediente fondamentale della birra (come aromatizzante e conservante), è stato impiegato dalla medicina tradizionale come antisettico, cicatrizzante e blando ansiolitico.
Lo studio austriaco attuale è il primo a valutare nell’essere umano l’attività antiossidante dello xantumolo (XN), paragonata a un placebo. Sono stati confrontati i dati ottenuti dopo l’assunzione giornaliera, per 14 giorni, nell’arco di un’ora, di una bevanda contenente 12 mg di XN, con quelli successivi al consumo di una bevanda placebo. Campioni di sangue e urine sono stati raccolti 3 ore dopo la fine del consumo di entrambe le bevande, e poi al 3° e al 7° giorno, e ancora al termine dello studio.
Si è così dimostrato che, rispetto a placebo, la bevanda addizionata di XN ha ridotto del 33% i danni a carico del DNA e del 55% i radicali liberi altamente reattivi. Si tratta di evidenze raggiunte con 0,17 mg di XN pro kg di peso, una dose molto inferiore rispetto a quella efficace sperimentalmente.
Si tratta di evidenze molto interessanti, perché aggiungono un tassello non banale a quanto già noto alla ricerca sul rapporto tra danni ossidativi al DNA e aumento del rischio oncologico. Inoltre, sottolineano gli Autori, questi risultati sono stati ottenuti in soggetti giovani e sani; ulteriori indagini andrebbero condotte su persone con segni e sintomi di infiammazione generalizzata, adiposità addominale e diabete di tipo 2, nei quali i risultati potrebbero essere ancor più significativi.

Glossario

  • Antiossidante

    Sostanza che impedisce o rallenta l'ossidazione.

  • Infiammazione

    Complesso di reazioni che si verificano localmente in risposta ad un agente lesivo. Clinicamente è caratterizzata da 4 sintomi: tumefazione, arrossamento, aumento della temperatura localmente, dolore.

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

Impact of xanthohumol (a prenylated flavonoid from hops) on DNA stability and other health-related biochemical parameters: results of human intervention trials.

SCOPE: Xanthohumol (XN) is a hop flavonoid found in beers and refreshment drinks. Results of in vitro and animal studies indicate that it causes beneficial health effects due to DNA protective, anti-inflammatory, antioxidant and phytoestrogenic properties. Aim of the present study was to find out if XN causes alterations of health related parameters in humans.
METHODS AND RESULTS: The effects of the flavonoid were investigated in a randomized cross-over intervention trial (n = 22) in which the participants consumed a XN drink (12 mg XN/P/d). We monitored alterations of the DNA stability in single cell gel electrophoresis assays (SCGE) in lymphocytes and of several health related biomarkers. A decrease of oxidatively damaged purines and protection towards ROS induced DNA damage was found after the consumption of the beverage; also the excretion of 8-oxo-7,8-dihydro-2´-deoxyguanosine and 8-oxo-guanosine in urine was reduced. The assumption that the flavonoid causes DNA protection was confirmed in a randomized follow-up study with pure XN (n = 10) with a parallel design. Other biochemical parameters reflecting the redox- and hormonal status and lipid- and glucose metabolism were not altered after the intervention.
CONCLUSIONS: Taken together, our data indicate that low doses of XN protect humans against oxidative DNA damage.

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