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L’ora del pranzo influisce sull’efficienza di un programma di perdita ponderale

20-02-2013

Garaulet M, Gómez-Abellán P, Alburquerque-Béjar JJ, Lee YC, Ordovás JM, Scheer FA
Int J Obes (Lond). 2013 Jan 29

I paesi mediterranei tendono a ritardare l’ora dei pasti (pranzo e cena) rispetto, per esempio, ai paesi anglosassoni. Un’abitudine particolarmente radicata in Spagna, dove il pasto principale è proprio il pranzo, e dove è stato condotto questo studio (longitudinale e prospettico) su uomini e donne tra i 30 e i 50 anni, in sovrappeso o obesi di grado 1, che stavano seguendo un programma dietetico-comportamentale di perdita ponderale.
Suddivisi tra chi consumava il pranzo prima delle 15.00 e chi ritardava il pasto oltre questo orario, i partecipanti sono stati seguiti per 20 settimane, per verificare se la scelta dell’orario potesse influire sulla perdita dei chili di troppo. Ebbene, a parità di intake energetico quotidiano totale e di composizione della dieta e aggiustando i dati anche per il tempo di sonno e il consumo energetico individuali, si è dimostrato che chi consumava il pranzo oltre le 15.00 riduceva in modo significativo l’efficienza del programma di perdita ponderale. Inoltre, chi ritardava il pranzo tendeva a non consumare con regolarità la prima colazione che, com’è noto, è una delle abitudini-chiave di un corretto life-style alimentare

Timing of food intake predicts weight loss effectiveness

Background: There is emerging literature demonstrating a relationship between the timing of feeding and weight regulation in animals. However, whether the timing of food intake influences the success of a weight-loss diet in humans is unknown.
Objective: To evaluate the role of food timing in weight-loss effectiveness in a sample of 420 individuals who followed a 20-week weight-loss treatment.
Methods: Participants (49.5% female subjects; age (mean±s.d.): 42±11 years; BMI: 31.4±5.4 kg m(-2)) were grouped in early eaters and late eaters, according to the timing of the main meal (lunch in this Mediterranean population). 51% of the subjects were early eaters and 49% were late eaters (lunch time before and after 1500 hours, respectively), energy intake and expenditure, appetite hormones, CLOCK genotype, sleep duration and chronotype were studied.
Results: Late lunch eaters lost less weight and displayed a slower weight-loss rate during the 20 weeks of treatment than early eaters (P=0.002). Surprisingly, energy intake, dietary composition, estimated energy expenditure, appetite hormones and sleep duration was similar between both groups. Nevertheless, late eaters were more evening types, had less energetic breakfasts and skipped breakfast more frequently that early eaters (all; P<0.05). CLOCK rs4580704 single nucleotide polymorphism (SNP) associated with the timing of the main meal (P=0.015) with a higher frequency of minor allele (C) carriers among the late eaters (P=0.041). Neither sleep duration, nor CLOCK SNPs or morning/evening chronotype was independently associated with weight loss (all; P>0.05).
Conclusions: Eating late may influence the success of weight-loss therapy. Novel therapeutic strategies should incorporate not only the caloric intake and macronutrient distribution-as is classically done-but also the timing of food intake.
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