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Minore aderenza alla dieta mediterranea in un periodo di crisi economica e maggiore impatto dei determinanti economico sociali sulle scelte alimentari

24-03-2014

Bonaccio M, Di Castelnuovo A, Bonanni A, Costanzo S, De Lucia F, Persichillo M, Zito F, Donati MB, de Gaetano G, Iacoviello L.
Nutr Metab Cardiovasc Dis 2014, doi: 10.1016/j.numecd.2014.02.014.

La crisi economica in atto negli ultimi anni sta condizionando tutti gli aspetti della vita sociale e, in particolar modo, i consumi alimentari, con potenziali effetti anche sullo stato di salute. Lo dimostrano le indagini condotte dal gruppo di ricerca che da anni lavora al progetto Molisani: dall’analisi delle abitudini alimentari di 21.000 persone, registrate dal 2005 al 2010 mediante la compilazione di questionari alimentari, è stato possibile determinare il livello di aderenza alla dieta mediterranea, un modello alimentare comunemente associato alla riduzione dei maggiori fattori di rischio per malattie non trasmissibili e quindi della mortalità totale.
Il cambiamento più significativo è stato registrato nel 2007, l'anno in cui la crisi si è di fatto manifestata, e nel quale  la prevalenza di un’alta aderenza alla dieta mediterranea ha subito un’importante flessione (dal 33,7% del 2005 al 19,6%), continuando a scendere ulteriormente fino al 2009 (14,9%).  In entrambi i periodi di tempo considerati (2005-2006 e 2007-2010) l’indice di mediterraneità della dieta è risultato direttamente associato con l’età; tuttavia la riduzione dello stesso indice tra l’inizio e la fine del periodo di osservazione ha riguardato maggiormente la popolazione più matura, che con la crisi tende quindi a perdere (o a dover abbandonare) il legame con la tradizione alimentare. In particolare dal periodo 2005-2006 al 2007-2010 si è osservata una riduzione statisticamente significativa dell'apporto energetico complessivo, e dei livelli di assunzione sia di grassi che di proteine di origine vegetale, di antiossidanti, di fibra, di carboidrati, a fronte dell’aumento del consumo di grassi totali.
In questi fenomeni giocano un contributo rilevante gli indicatori socioeconomici, il cui ruolo, trascurabile nel 2005, è diventato invece determinante nel 2007-2010, con una correlazione diretta tra minore aderenza allo dieta mediterranea e basso livello di istruzione, lavoro manuale e residenza nelle aree urbane. 

Glossario

  • Dieta mediterranea

    Regime alimentare a base di cereali integrali, legumi, ortaggi, frutta, olio d'oliva.

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

  • Carboidrati

    Rappresentano la principale fonte energetica della dieta. Sono di due tipi: semplici e complessi. I semplici sono gli zuccheri, i complessi includono amido e fibra. Forniscono 4 calorie per grammo. Si trovano naturalmente in pane, cereali, frutta, verdura, latte e latticini. Torte, biscotti, gelati, caramelle, succhi di frutta e altri alimenti di questo tipo sono ricchi di zuccheri.

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Decline of the Mediterranean diet at a time of economic crisis. Results from the Molisani study

Background and aims: Adherence to Mediterranean diet (MD) is reportedly declining in the last decades. We aimed to investigate the adherence to MD over the period 2005-2010 and exploring the possible role of the global economic crisis in accounting for the changing in the dietary habits in Italy.
Methods and results: Cross-sectional analysis in a population-based cohort study which randomly recruited 21,001 southern Italian citizens enrolled within the Moli-sani study. Food intake was determined by the Italian EPIC food frequency questionnaire. Adherence to MD was appraised by the Italian Mediterranean Index (IMI). A wealth score was derived to evaluate the economic position and used together with other socioeconomic indicators. Highest prevalence of adherence to MD was observed during the years 2005-2006 (31.3%) while the prevalence dramatically fell down in the years 2007-2010 (18.3%; p<.0001). The decrease was stronger in the elderly, less affluent groups, and among those living in urban areas. Accordingly, we observed that in 2007-2010 socioeconomic indicators were strongly associated with higher adherence to MD, whereas no association was detected in the years before the economic crisis began; both wealth score and education were major determinants of high adherence to MD with 31% (95%CI: 18% to 46%) higher adherence to this pattern within the wealthier group compared to the less affluent category.
Conclusion: Adherence to MD has considerably decreased over the last few years. In 2007-2010 socioeconomic indicators have become major determinants of adherence to MD, a fact likely linked to the economic downturn.

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