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Nei preadolescenti, l’attività fisica costante esercita un effetto positivo, diretto e causale, sull’efficienza delle attività cognitive

17-10-2014

Hillman CH, Pontifex MB, Castelli DM, Khan NA, Raine LB, Scudder MR, Drollette ES, Moore RD, Wu CT, Kamijo K.
Pediatrics. 2014 Oct;134(4):e1063-71.

Basterebbe un’ora al giorno di esercizio fisico (moderato-intenso) per migliorare le performance cognitive già a 7-9 anni. Lo dimostra lo studio FITKids, condotto proprio sul confronto tra i ragazzini che hanno seguito per 9 mesi un programma quotidiano di almeno un’ora (e fino a 2 ore) di attività fisica e un gruppo parallelo di coetanei di controllo. Di ogni ragazzino sono stati valutati nel tempo la fitness aerobica, ma anche la capacità di controllo delle attività cognitive più impegnative (lettura e matematica innanzitutto). Già dopo la prima settimana si sono messi in luce, in entrambi gli ambiti, nel gruppo impegnato in attività fisica regolare, miglioramenti rispetto al gruppo di controllo, che sono diventati man mano più significativi. Anche all’interno del gruppo più attivo, le performance migliori si sono avute nei ragazzini che si esercitavano per oltre un’ora al giorno. Si tratta di interventi abbastanza semplici da organizzare, sottolineano gli Autori, ma che potrebbero avere un impatto notevole in termini di salute della popolazione.

Effects of the FITKids Randomized Controlled Trial on Executive Control and Brain Function

OBJECTIVE: To assess the effect of a physical activity (PA) intervention on brain and behavioral indices of executive control in preadolescent children.
METHODS: Two hundred twenty-one children (7-9 years) were randomly assigned to a 9-month afterschool PA program or a wait-list control. In addition to changes in fitness (maximal oxygen consumption), electrical activity in the brain (P3-ERP) and behavioral measures (accuracy, reaction time) of executive control were collected by using tasks that modulated attentional inhibition and cognitive flexibility.
RESULTS: Fitness improved more among intervention participants from pretest to posttest compared with the wait-list control (1.3 mL/kg per minute, 95% confidence interval [CI]: 0.3 to 2.4; d = 0.34 for group difference in pre-to-post change score). Intervention participants exhibited greater improvements from pretest to posttest in inhibition (3.2%, 95% CI: 0.0 to 6.5; d = 0.27) and cognitive flexibility (4.8%, 95% CI: 1.1 to 8.4; d = 0.35 for group difference in pre-to-post change score) compared with control. Only the intervention group increased attentional resources from pretest to posttest during tasks requiring increased inhibition (1.4 µV, 95% CI: 0.3 to 2.6; d = 0.34) and cognitive flexibility (1.5 µV, 95% CI: 0.6 to 2.5; d = 0.43). Finally, improvements in brain function on the inhibition task (r = 0.22) and performance on the flexibility task correlated with intervention attendance (r = 0.24).
CONCLUSIONS:The intervention enhanced cognitive performance and brain function during tasks requiring greater executive control. These findings demonstrate a causal effect of a PA program on executive control, and provide support for PA for improving childhood cognition and brain health.

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