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Non ci sono più dubbi: l’attività fisica moderata, ma costante, riduce sensibilmente il rischio oncologico, vascolare (sia cardiaco sia cerebrale) e metabolico

02-09-2016

Kyu HH, Bachman VF, Alexander LT, Mumford JE, Afshin A, Estep K, Veerman JL, Delwiche K, Iannarone ML, Moyer ML, Cercy K, Vos T, Murray CJ, Forouzanfar MH.
BMJ. 2016 Aug 9;354:i3857. doi: 10.1136/bmj.i3857.

È l’attività fisica di intensità moderata, ma svolta costantemente, a ridurre in modo significativo il rischio di due tumori, mammella e colon, ma anche di diabete di tipo 2 e di eventi ischemici sia cardiaci, sia cerebrali. Un ulteriore incremento dell’impegno fisico correla con un’ulteriore riduzione del rischio, anche se l’effetto diventa meno evidente. Questa curva dose-risposta emerge dall’ampia metanalisi nella quale sono confluiti i risultati dei 174 studi di migliore qualità, condotti in più aree del mondo, su popolazioni con abitudini alimentari e di stile di vita ben diverse tra loro. I livelli di attività fisica sono stati espressi come MET minuti alla settimana (MET: metabolico equivalenti - un organismo in condizioni di inattività consuma un MET, cioè 3,5 ml di ossigeno per kg di peso corporeo al minuto). L’OMS raccomanda un livello minimo settimanale di attività fisica pari a 600 MET minuti, sommando tutte le occasioni di movimento, in casa, per hobby, per lavoro o negli spostamenti: 600 MET equivalgono per esempio a 150 minuti alla settimana di camminata a passo veloce, o a 75 minuti di corsa.
Ed ecco i risultati, suddivisi per malattia. Nel caso del carcinoma mammario, il rischio si riduce fino al 3% nelle donne con livelli di attività compresi tra 600 e 3.999 MET min/ settimana, rispetto alle donne inattive, raggiunge il 6% per coloro che spendono 4.000-7.999 MET min/ settimana e il 14% oltre gli 8.000 MET min/ settimana; alle stesse fasce di attività fisica, corrispondono una riduzione del rischio di tumore del colon rispettivamente del 10%, 17% e 21%, di diabete del 14%, 25% e 28%, di coronaropatia ischemica del 16%, 23% e 25% e di ictus ischemico del 16%, 23% e 26%.
In conclusione: tra attività fisica e riduzione del rischio di alcune malattie esiste una correlazione di tipo dose-risposta; la diminuzione più evidente si ottiene con un’attività fisica medio-moderata, pari a 3.000-4.000 MET min/settimana, sommando tutte le occasioni di attività fisica della giornata (ad es. salire le scale per 10 minuti, passare l’aspirapolvere per altri 15 minuti, fare giardinaggio per 20 minuti, correre per 20 minuti e camminare o spostarsi in bicicletta per 25 minuti tutti i giorni).
Aumentare l’intensità dell’esercizio riduce ulteriormente il rischio, ma con un vantaggio proporzionalmente inferiore.

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Ictus

    Manifestazione acuta di lesione focale cerebrale.

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Physical activity and risk of breast cancer, colon cancer, diabetes, ischemic heart disease, and ischemic stroke events: systematic review and dose-response meta-analysis for the Global Burden of Disease Study 2013.

OBJECTIVE: To quantify the dose-response associations between total physical activity and risk of breast cancer, colon cancer, diabetes, ischemic heart disease, and ischemic stroke events.
DESIGN: Systematic review and Bayesian dose-response meta-analysis.
DATA SOURCES: PubMed and Embase from 1980 to 27 February 2016, and references from relevant systematic reviews. Data from the Study on Global AGEing and Adult Health conducted in China, Ghana, India, Mexico, Russia, and South Africa from 2007 to 2010 and the US National Health and Nutrition Examination Surveys from 1999 to 2011 were used to map domain specific physical activity (reported in included studies) to total activity.
ELIGIBILITY CRITERIA FOR SELECTING STUDIES: Prospective cohort studies examining the associations between physical activity (any domain) and at least one of the five diseases studied.
RESULTS: 174 articles were identified: 35 for breast cancer, 19 for colon cancer, 55 for diabetes, 43 for ischemic heart disease, and 26 for ischemic stroke (some articles included multiple outcomes). Although higher levels of total physical activity were significantly associated with lower risk for all outcomes, major gains occurred at lower levels of activity (up to 3000-4000 metabolic equivalent (MET) minutes/week). For example, individuals with a total activity level of 600 MET minutes/week (the minimum recommended level) had a 2% lower risk of diabetes compared with those reporting no physical activity. An increase from 600 to 3600 MET minutes/week reduced the risk by an additional 19%. The same amount of increase yielded much smaller returns at higher levels of activity: an increase of total activity from 9000 to 12 000 MET minutes/week reduced the risk of diabetes by only 0.6%. Compared with insufficiently active individuals (total activity <600 MET minutes/week), the risk reduction for those in the highly active category (≥8000 MET minutes/week) was 14% (relative risk 0.863, 95% uncertainty interval 0.829 to 0.900) for breast cancer; 21% (0.789, 0.735 to 0.850) for colon cancer; 28% (0.722, 0.678 to 0.768) for diabetes; 25% (0.754, 0.704 to 0.809) for ischemic heart disease; and 26% (0.736, 0.659 to 0.811) for ischemic stroke.
CONCLUSIONS: People who achieve total physical activity levels several times higher than the current recommended minimum level have a significant reduction in the risk of the five diseases studied. More studies with detailed quantification of total physical activity will help to find more precise relative risk estimates for different levels of activity.

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