Nuovi dati a supporto dell’associazione tra livelli plasmatici adeguati di vitamina D e riduzione del rischio tumorale complessivo

Budhathoki S, Hidaka A, Yamaji T, Sawada N et al; Japan Public Health Center-based Prospective Study Group.
BMJ. 2018 Mar 7;360:k671. doi: 10.1136/bmj.k671.

23-03-2018

Anche se il meccanismo non è ancora completamente chiarito, emergono nuovi dati a supporto dell’associazione tra adeguati livelli plasmatici di vitamina D e riduzione del rischio complessivo di tumori. Lo dimostra questa analisi dei dati emersi da uno studio prospettico giapponese, relativa ad un sottogruppo di 3.301 persone cui è stato diagnosticato un tumore durante il periodo di osservazione e 4.044 soggetti senza diagnosi di tumore, per i quali erano disponibili le concentrazioni circolanti di vitamina D  al momento dell’inclusione nello studio.
La suddivisione dei soggetti in quattro gruppi, con livelli plasmatici crescenti di Vitamina D ha permesso di rilevare una riduzione progressiva del rischio di tumore passando dal primo, al secondo e al terzo gruppo, in corrispondenza di concentrazioni crescenti di Vitamina. Nel quarto gruppo, invece, con la più alta concentrazione plasmatica di Vitamina D, non si evidenziava alcun beneficio aggiuntivo rispetto ai gruppi con livelli intermedi.
Le conclusioni degli Autori partono dai dati già noti: le prime osservazioni che avevano dimostrato una forte associazione protettiva tra esposizione alla luce solare e riduzione del rischio di tumore del colon, sono state seguite da altre che hanno dimostrato un simile effetto per almeno altri 15 tipi di tumore. I dati più significativi emergono per il cancro del colon-retto, del polmone, della mammella e della prostata.
Queste nuove indagini confermano l’effetto protettivo della vitamina D, che resta significativo anche considerando i maggiori fattori di rischio di tumore, come l’età, il sesso, il BMI, l’abitudine al fumo, l’eccessivo consumo di alcol, la sedentarietà, una storia familiare di tumore e una storia personale di diabete. In questa popolazione asiatica, la protezione risulta particolarmente significativa nei confronti dell’epatocarcinoma.
È interessante notare, invece, che ai livelli più alti di vitamina D non corrisponde una maggiore protezione, ma neppure un aumento del rischio.
In conclusione, gli studi futuri dovranno chiarire meglio l’associazione tra livelli circolanti di vitamina D e riduzione del rischio di tumore, soprattutto nell’ottica di una supplementazione ottimale, nei casi di carenza o deficit.

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Supplementazione

    Se i soggetti trattati sono ignari del fatto di aver ricevuto l'uno o l'altro dei trattamento testati, lo studio si definisce "in cieco". Se anche lo sperimentatore lo è, almeno fino al termine della raccolta dati, lo studio si definisce "in doppio cieco".

Plasma 25-hydroxyvitamin D concentration and subsequent risk of total and site specific cancers in Japanese population: large case-cohort study within Japan Public Health Center-based Prospective Study cohort.

OBJECTIVE: To evaluate the association between pre-diagnostic circulating vitamin D concentration and the subsequent risk of overall and site specific cancer in a large cohort study.
DESIGN: Nested case-cohort study within the Japan Public Health Center-based Prospective Study cohort.
SETTING: Nine public health centre areas across Japan.
PARTICIPANTS: 3301 incident cases of cancer and 4044 randomly selected subcohort participants.
EXPOSURE: Plasma concentration of 25-hydroxyvitamin D measured by enzyme immunoassay. Participants were divided into quarters based on the sex and season specific distribution of 25-hydroxyvitamin D among subcohorts. Weighted Cox proportional hazard models were used to calculate the multivariable adjusted hazard ratios for overall and site specific cancer across categories of 25-hydroxyvitamin D concentration, with the lowest quarter as the reference.
MAIN OUTCOME MEASURE: Incidence of overall or site specific cancer.
RESULTS: Plasma 25-hydroxyvitamin D concentration was inversely associated with the risk of total cancer, with multivariable adjusted hazard ratios for the second to fourth quarters compared with the lowest quarter of 0.81 (95% confidence interval 0.70 to 0.94), 0.75 (0.65 to 0.87), and 0.78 (0.67 to 0.91), respectively (P for trend=0.001). Among the findings for cancers at specific sites, an inverse association was found for liver cancer, with corresponding hazard ratios of 0.70 (0.44 to 1.13), 0.65 (0.40 to 1.06), and 0.45 (0.26 to 0.79) (P for trend=0.006). A sensitivity analysis showed that alternately removing cases of cancer at one specific site from total cancer cases did not substantially change the overall hazard ratios.
CONCLUSIONS: In this large prospective study, higher vitamin D concentration was associated with lower risk of total cancer. These findings support the hypothesis that vitamin D has protective effects against cancers at many sites.

 

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