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Oltre i 70 anni, una maggiore assunzione di vitamina B6 nelle donne e di vitamina B12 negli uomini appare associata a riduzione del rischio di depressione

14-01-2016

Gougeon L, Payette H, Morais JA, Gaudreau P, Shatenstein B, Gray-Donald K.
Eur J Clin Nutr. 2015 Dec 9. doi: 10.1038/ejcn.2015.202. [Epub ahead of print]

Questo studio canadese, durato 4 anni (Québec Longitudinal Study on Nutrition and Aging-NuAge), ha valutato la possibile associazione tra adeguati introiti di vitamina B6, B12, o folati e rischio di depressione in una popolazione sana, maschile e femminile, dai 70 anni in poi. Oltre i 50 anni, l’assunzione raccomandata di vitamina B6 è pari a 1,3 mg/die nelle donne e a 1,4 mg/die per gli uomini; nel caso della B12 l’assunzione raccomandata è identica nei due sessi (2,0 mcg/die), così come per i folati da introdurre con l’alimentazione, pari a 320 mcg/die.
Nello studio canadese, si è visto che questi livelli erano già raggiunti nei terzili inferiori di assunzione. È stato quindi interessante mettere in luce quanto un introito superiore a quanto raccomandato sia in grado di contrastare il rischio di depressione. Nello specifico è emerso che:
-    Vitamina B6: aggiustando i dati per età, attività fisica, salute psicofisica ed eventi stressogeni recenti, si è visto che le donne nel terzile maggiore di assunzione di vitamina B6 (≥1,71 mg/die) mostravano un rischio di depressione del 43% inferiore nei tre anni di osservazione, rispetto alle donne nel terzile inferiore (≤1,33 mg/die). Negli uomini non emerge invece alcuna associazione.
-    Vitamina B12: aggiustando i dati per tutte le variabili già citate, risulta che gli uomini nel terzile maggiore di assunzione (≥4,79 mcg/die) mostravano una riduzione del 58% del rischio di depressione, se confrontati con gli uomini nel terzile inferiore (≤3,16 mcg/day). Il dato non dipende dall’introito energetico totale. Nelle donne non emerge alcuna associazione.
-    Folati: non considerando alcun fattore confondente, il rischio di depressione è inferiore nelle donne con il maggior introito alimentare di acido folico (≥390 mcg/die), ma l’effetto scompare una volta che si tengono in conto i fattori confondenti. Non esiste alcuna associazione invece per il sesso maschile.
Gli Autori concludono che, al di là dell’ovvia necessità di mantenere un adeguato introito vitaminico per il mantenimento dello stato di salute nella popolazione anziana, il possibile effetto di apporti più elevati di queste specifiche vitamine contro la depressione suscita interesse. Sono tuttavia necessari studi di intervento mirati per confermare tali osservazioni.

Intakes of folate, vitamin B6 and B12 and risk of depression in community-dwelling older adults: the Quebec Longitudinal Study on Nutrition and Aging.

BACKGROUND/OBJECTIVES: Depression can decrease quality of life and affect health outcomes in older population. We investigated whether different intake levels of folate, vitamin B6 and B12 were associated with a 3-year depression incidence among generally healthy, community-dwelling older men and women.
SUBJECTS/METHODS: Participants in the Québec Longitudinal Study on Nutrition and Aging (NuAge), free of depression (that is, 30-item Geriatric Depression Scale (GDS) <11) at baseline (N=1368; 74±4 years old; 50.5% women), were screened annually for incident depression (GDS ≥11) or antidepressant medication. Tertiles of intakes (food only and food+supplements) were obtained from the mean of three non-consecutive 24-h recalls at baseline. Sex-stratified multiple logistic regression models were adjusted for age, physical activity, physical functioning, stressful life events and total energy intake.
RESULTS: Over 3 years, 170 participants were identified as depressed. Women in the highest tertile of B6 intake from food were 43% less likely to become depressed when adjusting for demographic and health factors (multivariate odds ratio (OR) 0.57, 95% confidence interval (CI) 0.39-0.96), but adjustment for energy intake attenuated the effect. Men in the highest tertile of dietary B12 intake had decreased risk of depression (energy-adjusted multivariate OR 0.42, 95% CI 0.20-0.90). No other association was observed.
CONCLUSIONS: This study provides some evidence of decreased depression risk among women with higher intakes of vitamin B6 from food, which was dependent on total energy intake, and among men with higher intakes of B12 from food, independently of energy intake.

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