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Paleo-diet e dieta mediterranea riducono l’incidenza di poliposi colorettale, condizione che aumenta il rischio di tumore

09-01-2015

Whalen KA, McCullough M, Flanders WD, Hartman TJ, Judd S, Bostick RM.
Am J Epidemiol. 2014;180(11):1088-97

Molti dati descritti in letteratura confermano l’esistenza di un’associazione tra la cosiddetta occidentalizzazione della dieta e l’aumento dell’incidenza di carcinoma colorettale non familiare. Gli studi in particolare hanno dimostrato che non sono i singoli componenti a incrementare il rischio di sviluppare la patologia, quanto l’alimentazione seguita per anni nel suo complesso.
In questo studio di tipo caso-controllo l’adesione a due diete, la cosiddetta paleodiet (dieta del Paleolitico) e la dieta mediterranea, è stata correlata all’incidenza di poliposi colorettale in più di 2.000 soggetto sia con che senza diagnosi di poliposi colorettale. La dieta del Paleolitico (ispirata alle abitudini alimentari del periodo antecedente l’impiego dell’agricoltura) si basa principalmente sull’assunzione di frutta e verdura, carne magra, uova e frutta secca con guscio, limitando il consumo di latte e latticini, zuccheri, grassi raffinati e sale. La dieta mediterranea include anche l’uso di olio d’oliva, di latticini magri e il consumo di alcol a dosi moderate. La divisione dei soggetti allo studio in quintili secondo il livello di adesione a ciascuno dei due regimi dietetici, ha permesso di stabilire una correlazione statisticamente significativa tra entrambi gli stili alimentari e la riduzione del rischio di sviluppare adenomi colorettali, sia singoli, sia multipli, sia villosi.  In particolare l’effetto protettivo, identico per le due diete, è risultato circa del 25% e lievemente più marcato per i soggetti di sesso maschile e obesi. Elementi comuni alle due diete, potenzialmente coinvolti nella riduzione del rischio, sono il basso apporto energetico e di carne rossa, grassa e trasformata, e l’elevato consumo di fibre, frutta e verdura; tutti fattori che contribuiscono a ridurre lo stato infiammatorio sistemico che, a sua volta, sembra condizionare direttamente la comparsa di adenomi multipli o villosi.

Glossario

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

  • Dieta mediterranea

    Regime alimentare a base di cereali integrali, legumi, ortaggi, frutta, olio d'oliva.

  • Quintili

    Gruppi pari ad un quinto della popolazione in esame, ottenuti disponendo i soggetti in ordine crescente secondo un certo parametro (ad es. l'altezza, o il consumo di un alimento, e cosi via), e separando poi il 20% dei soggetti con i valori più bassi del parametro in esame (I quintile), il 20% successivo (II quintile) e cosi via fino al 20% con valori più elevati (V quintile). Analoghe operazioni possono portare a suddividere la popolazione in terzili (tre gruppi) quartili (quattro gruppi) o percentili (cento gruppi).

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Paleolithic and mediterranean diet pattern scores and risk of incident, sporadic colorectal adenomas.

The Western dietary pattern is associated with higher risk of colorectal neoplasms. Evolutionary discordance could explain this association. We investigated associations of scores for 2 proposed diet patterns, the "Paleolithic" and the Mediterranean, with incident, sporadic colorectal adenomas in a case-control study of colorectal polyps conducted in Minnesota (1991-1994). Persons with no prior history of colorectal neoplasms completed comprehensive questionnaires prior to elective, outpatient endoscopy; of these individuals, 564 were identified as cases and 1,202 as endoscopy-negative controls. An additional group of community controls frequency-matched on age and sex (n = 535) was also recruited. Both diet scores were calculated for each participant and categorized into quintiles, and associations were estimated using unconditional logistic regression. The multivariable-adjusted odds ratios comparing persons in the highest quintiles of the Paleolithic and Mediterranean diet scores relative to the lowest quintiles were, respectively, 0.71 (95% confidence interval (CI): 0.50, 1.02; Ptrend = 0.02) and 0.74 (95% CI: 0.54, 1.03; Ptrend = 0.05) when comparing cases with endoscopy-negative controls and 0.84 (95% CI: 0.56, 1.26; Ptrend = 0.14) and 0.77 (95% CI: 0.53, 1.11; Ptrend = 0.13) when comparing cases with community controls. These findings suggest that greater adherence to the Paleolithic diet pattern and greater adherence to the Mediterranean diet pattern may be similarly associated with lower risk of incident, sporadic colorectal adenomas.

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