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Più grassi vegetali e meno grassi saturi e trans per gli uomini con tumore alla prostata

14-06-2013

Richman EL, Kenfield SA, Chavarro JE, Stampfer MJ, Giovannucci EL, Willett WC, Chan JM.
JAMA Intern Med. 2013 Jun 10:1-8. [Epub ahead of print]

La relazione tra quantità e qualità dei grassi alimentari e rischio di carcinoma prostatico è stata oggetto di numerose ricerche, con esiti piuttosto contraddittori. Evidenze più solide supportano invece il ruolo dei grassi assunti con la dieta nella progressione della malattia, che in generale è meno favorevole se la quota lipidica è prevalentemente rappresentata da grassi saturi, e più favorevole per i consumatori di grassi insaturi.
Questo effetto protettivo è confermato da una recente analisi della popolazione reclutata per l’Health Professionals Follow-up Study, composta da più di 51.500 uomini di età compresa tra i 40 e i 75 anni, nella quale sono stati diagnosticati 4.577 nuovi casi di tumore prostatico senza metastasi (con un’incidenza quindi di circa l’8,8%), nell’arco di un periodo di osservazione di 14 anni. L’analisi delle abitudini alimentari nel corso del follow-up ha permesso di definire un’associazione protettiva tra i livelli di consumo di grassi di origine vegetale dopo la diagnosi e il rischio di peggioramento della malattia e di mortalità. La sostituzione di una quota dei carboidrati pari al 10 % delle calorie con grassi di origine vegetale si associa ad una riduzione del rischio di tumore alla prostata con esito sfavorevole, e della mortalità totale, del 29% e del 26% rispettivamente. Per gli uomini che nel periodo seguente la diagnosi hanno assunto i livelli più elevati di grassi vegetali, la riduzione del rischio è risultata ancora maggiore (-36% e -35% rispettivamente), rispetto a coloro che hanno assunto i livelli più bassi. Per quanto riguarda le singole categorie di grassi considerate (saturi, trans, monoinsaturi, polinsaturi, animali e vegetali), gli autori hanno evidenziato che saturi e trans si associavano ad un incremento del rischio di mortalità per tutte le cause, che addirittura raddoppiava in corrispondenza delle diete più ricche di grassi animali, ma che si riduceva del 50% per i consumi più elevati di grassi vegetali (prevalentemente mono e polinsaturi).
In conclusione questi risultati suggeriscono che l’aumento dell’apporto con la dieta di grassi vegetali, a scapito dei grassi animali e dei carboidrati (strategia che è considerata efficace anche in prevenzione cardiovascolare), può contribuire a migliorare la prognosi dei pazienti con diagnosi di tumore prostatico in assenza di metastasi.

Glossario

  • Grassi saturi

    Grasso solidi a temperatura ambiente. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. I saturi si trovano nei latticini ricchi di grassi come formaggio, latte intero, burro, nelle carni, nella pelle e nel grasso di pollo e tacchino, nel lardo, nell’olio di palma e di cocco. Hanno lo stesso apporto calorico degli altri grassi e possono contribuire all’aumento di peso se consumati in eccesso. Una dieta ricca di grassi saturi può anche elevare il tasso di colesterolo nel sangue e quindi il rischio di patologie cardiache.

  • Grassi insaturi

    Grassi liquidi a temperatura ambiente. Gli oli vegetali sono grassi insaturi. Possono essere monoinsaturi o polinsaturi. Si trovano nelle olive, nel mais, negli oli di semi di girasole e nelle noci. Consumare cibi ad elevato contenuto di grassi monoinsaturi può aiutare ad abbassare il colesterolo. Tuttavia l’apporto calorico resta lo stesso, pertanto un consumo eccessivo può contribuire all’aumento di peso.

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

  • Carboidrati

    Rappresentano la principale fonte energetica della dieta. Sono di due tipi: semplici e complessi. I semplici sono gli zuccheri, i complessi includono amido e fibra. Forniscono 4 calorie per grammo. Si trovano naturalmente in pane, cereali, frutta, verdura, latte e latticini. Torte, biscotti, gelati, caramelle, succhi di frutta e altri alimenti di questo tipo sono ricchi di zuccheri.

Fat Intake After Diagnosis and Risk of Lethal Prostate Cancer and All-Cause Mortality

IMPORTANCE Nearly 2.5 million men currently live with prostate cancer in the United States, yet little is known about the association between diet after diagnosis and prostate cancer progression and overall mortality. OBJECTIVE To examine postdiagnostic fat intake in relation to lethal prostate cancer and all-cause mortality. DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS Prospective study of 4577 men with nonmetastatic prostate cancer in the Health Professionals Follow-up Study (1986-2010). EXPOSURES Postdiagnostic intake of saturated, monounsaturated, polyunsaturated, trans, animal, and vegetable fat. MAIN OUTCOMES AND MEASURES Lethal prostate cancer (distant metastases or prostate cancer-specific death) and all-cause mortality. RESULTS We observed 315 events of lethal prostate cancer and 1064 deaths (median follow-up, 8.4 years). Crude rates per 1000 person-years for lethal prostate cancer were as follows (highest vs lowest quintile of fat intake): 7.6 vs 7.3 for saturated, 6.4 vs 7.2 for monounsaturated, 5.8 vs 8.2 for polyunsaturated, 8.7 vs 6.1 for trans, 8.3 vs 5.7 for animal, and 4.7 vs 8.7 for vegetable fat. For all-cause mortality, the rates were 28.4 vs 21.4 for saturated, 20.0 vs 23.7 for monounsaturated, 17.1 vs 29.4 for polyunsaturated, 32.4 vs 17.1 for trans, 32.0 vs 17.2 for animal, and 15.4 vs 32.7 for vegetable fat. Replacing 10% of energy intake from carbohydrate with vegetable fat was associated with a lower risk of lethal prostate cancer (hazard ratio [HR], 0.71; 95% CI, 0.51-0.98; P = .04) and all-cause mortality (HR, 0.74; 95% CI, 0.61-0.88; P = .001). No other fats were associated with lethal prostate cancer. Saturated and trans fats after diagnosis (replacing 5% and 1% of energy from carbohydrate, respectively) were associated with higher all-cause mortality (HR, 1.30 [95% CI, 1.05-1.60; P = .02] and 1.25 [95% CI, 1.05-1.49; P = .01], respectively). CONCLUSIONS AND RELEVANCE Among men with nonmetastatic prostate cancer, replacing carbohydrates and animal fat with vegetable fat may reduce the risk of all-cause mortality. The potential benefit of vegetable fat for prostate cancer-specific outcomes merits further research.

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