Polifenoli e funzione cognitiva

Kesse-Guyot E, Fezeu L, Andreeva VA, Touvier M, Scalbert A, Hercberg S, Galan P.
J Nutr. 2011 Nov 16. [Epub ahead of print]

23-11-2011

L\'allungamento della speranza di vita che si è verificato negli ultimi decenni ha comportato un marcato aumento della popolazione anziana, ma anche delle condizioni di danno cognitivo, che si stima interessino attualmente tra il 3 e il 5% della popolazione di età superiore ai 65 anni.
Il potenziale ruolo dei polifenoli nel preservare le funzioni cognitive negli anziani è stato oggetto, in passato, di numerosi studi; tuttavia solo pochi dati presenti in letteratura hanno valutato l’esistenza di questa associazione nel lungo termine.
Il presente studio ha esaminato, a tale proposito, l’esistenza di un’associazione tra consumo di polifenoli e performance cognitive in un campione di 2.574 soggetti con età media pari a 66 anni. Il consumo di polifenoli di questi soggetti è stato stimato mediante l’utilizzo di 6 indagini alimentari (24 ore recall), mentre le funzioni cognitive sono state valutate attraverso l’esecuzione di appositi test neuropsicologici, che prevedevano l’attribuzione di specifici punteggi (il punteggio maggiore corrisponde ad una miglior performance).
Dall’analisi dei risultati emerge un’associazione significativa tra un elevato apporto di polifenoli, migliori proprietà del linguaggio e migliore memoria (punteggio del quarto quartile vs primo quartile = 49,6 ± 0,7 vs 48,5 ±0,7). Analizzando i dati per specifiche classi di polifenoli si evince inoltre l’esistenza di un’associazione positiva tra proprietà del linguaggio e memoria e l’apporto di catechine (50,1 ± 0,7 vs 48,1 vs 0,7), di teaflavine (50,1 ± 0,7 vs 48,2 ± 0,7), di flavonoli (49,9 ± 0,7 vs 48,4 ± 0,7) e di acido idrossibenzoico (51,7 ±0,4 vs 48,3 ± 0,4).
I risultati di questo studio dimostrano pertanto che un elevato apporto totale di polifenoli (e soprattutto di specifiche classi di questo gruppo di antiossidanti) si associa ad un miglioramento delle capacità mnemoniche e di linguaggio, due funzioni in genere rapidamente compromesse nei pazienti con demenza.

Total and Specific Polyphenol Intakes in Midlife Are Associated with Cognitive Function Measured 13 Years Later.

Polyphenols, and in particular flavonoids, are omnipresent plant-food components displaying biochemical properties possibly beneficial to brain health. We sought to evaluate the long-term association between total and class-specific polyphenol intake and cognitive performance. Polyphenol intake was estimated using the Phenol-Explorer database applied to at least six 24-h dietary records collected in 1994-1996 as part of the SU.VI.MAX (Supplémentation en Vitamines et Minéraux Antioxydants) study. The cognitive performance of 2574 middle-aged adults participating in the cohort was assessed in 2007-2009 using the following four neuropsychological tests: phonemic and semantic fluency, the RI-48 Cued Recall test, the Trail Making test, and Forward and Backward Digit Span. Inter-correlations among the test scores were estimated with principal component analysis. Associations between polyphenol intake and cognition were assessed by multivariate linear regression and ANCOVA. In multivariate models, high total polyphenol intake was associated with better language and verbal memory (P = 0.01) but not with executive functioning (P = 0.09). More specifically, intake of catechins (P = 0.001), theaflavins (P = 0.002), flavonols (P = 0.01), and hydroxybenzoic acids (P = 0.0004) was positively associated with language and verbal memory, especially with episodic memory assessed by the RI-48 test. In contrast, negative associations between scores on executive functioning and intake of dihydrochalcones (P = 0.01), catechins (P = 0.01), proanthocyanidins (P = 0.01), and flavonols (P = 0.01) were detected. High intake of specific polyphenols, including flavonoids and phenolic acids, may help to preserve verbal memory, which is a salient vulnerable domain in pathological brain aging. Further investigations are needed to clarify the observed negative associations regarding executive functioning.

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